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La notte dei vampiri

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...il piacere della lettura


LA NOTTE DEI VAMPIRI di Nancy Kilpatrick
Titolo originale: Child of the Night
© 2005 Newton & Compton Editori s.r.l.
Genere: Horror Erotico
A cura di Silvia


Ho un debole ancestrale per i vampiri, figure dannate e condannate, abitanti della notte, uomini non morti, bevitori di sangue, eppure affascinanti soggiogatori.
Compro il libro a colpo sicuro, forte del fatto che girovagando in rete avevo letto vari commenti positivi e mi tuffo nella lettura la sera stessa.
Carol è una giovane donna di 25 anni, delusa da un marito che l'ha tradita con il suo migliore amico e impaurita dalla possibilità di essere sieropositiva. Per dare una svolta a un'esistenza triste e monotona, decide di fare un viaggio per il mondo e si trova in Francia, a Bordeaux, quando viene rapita da Andrè, un vampiro con cui stringe un patto per avere salva la vita: per due settimane soddisferà ogni sua voglia, dopo di che sarà libera. Ma libera non lo sarà mai, perchè Carol verrà sì rilasciata, ma scoprirà di essere incinta e tornerà a cercarlo...
Partiamo dal presupposto che è un romanzo horror a sfondo erotico. Di erotismo non ce n'è poi tanto, solo molti rapporti, ma descritti frettolosolosamente e consumati in poche righe (spazio alla quantità, ma non alla qualità). Di horror, tranne qualche agguato e morso sul collo, nulla di così terrificante.
Non sono il sesso e la paura che fanno un buon libro, ne sono consapevole, infatti c'è dell'altro.

La trama, dall'inizio alla fine, si regge su basi così fragili e insulse che mi sono infastidita più volte.
Per esempio. La prima notte che passa con Andrè, una volta rimasta sola, Carol pensa "E' un buon amante, meglio di come sia mai stato Rob (il marito)" e poi "non ho nient'altro da perderci, forse qualcosa da guadagnarci". Solo una donna mentalmente instabile può formulare simili pensieri e non provare solo terrore per l'uomo che la tiene prigioniera. Evidentemente, come Pollyanna, trova il lato positivo della situazione.

Carol deve essere inoltre affetta dalla sindrome di Madre Teresa di Calcutta, perchè nonostante sia stata rapita, nonostante sappia di dover acconsentire notte dopo notte agli appetiti sessuali di un perfetto sconosciuto e sia chiusa a chiave, prigioniera in una stanza senza uno straccio di vestito addosso, si preoccupa di dirgli che potrebbe essere sieropositiva. O un animo tanto nobile non fa parte delle mie corde o lei è pazza dal principio (opto per seconda ipotesi).
E' vero che spesso la vittima si innamora del proprio carnefice, ma il processo è graduale, la psicologia va studiata e descritta, il passaggio dalla voglia di scappare al desiderio di restare deve essere sensato. E da qui nasce la sostanziale differenza con la Rice che riesce a rendere credibile, addirittura a giustificare, anche il gesto più insensato e folle. Mi viene spontaneo questo paragone, perchè sul retro copertina è riportato - le preferenze dei lettori si spostano da Anne Rice a Nancy Kilpatrick -. Di certo non saranno le mie preferenze a subire uno spostamento.

E ancora. Uno dei momenti più importanti dovrebbe essere quello in cui Carol si rende conto che Andrè è un vampiro e non uno spietato assassino che beve il sangue delle sue vittime per il puro gusto di farlo (come all'inizio crede). Questo passaggio invece è appena accennato, l'attimo in cui Clare porebbe giustificare i comportamenti di Andrè e comprenderlo è affidato alla totale immaginazione del lettore.

Per finire (ma ci sarebbe dell'altro che vi risparmio) la storia è completamente sbilanciata. La prima metà scorre velocissima, da un capitolo all'altro passano anche mesi, anni, le prime due settimane in cui i protagonisti stanno insieme - e sono le più importanti, perchè è lì che si conoscono - sono appena accennate, la seconda parte invece è dispersiva e piena di inutilità (come il personaggio di Rene).

La Kilpatrick ha una scrittura estremamente stringata, quasi priva di quelle descrizioni che se abbondano annoiano, ma se scarseggiano impediscono una reale percezione del mondo in cui si muovono i personaggi.
Sono sincera, il libro si legge, ma solo per curiosità; io volevo proprio vedere fino a che punto la stupidità della protagonista poteva arrivare e sono giunta al punto di provare compassione per Andrè, che alla fine s'innamora di lei. Poverino, se quella non è dannazione eterna non so cosa possa essere.


Pagella
Trama 4
Personaggi 3
Paura 0
Erotismo 1
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Voto Finale 4
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Serie "Power of Blood"

1. Child of the Night - La Notte dei Vampiri
2. Near Death
3. Reborn
4. Bloodlover

La Critica
"La notte dei vampiri è un’opera di narrativa dell’orrore robusta e ben scritta."
The Dark Side

"Gli appassionati della narrativa sui vampiri hanno trovato in Nancy Kilpatrick una nuova dea."
Karl Edward Wagner

"Bei personaggi, molto sesso e alcune pinte di emoglobina per innaffiare il tutto... La notte dei vampiri ha successo perché immette le valenze proprie del terrore nell’orrore gotico... Questa perversa storia d’amore vi farà rabbrividire fino all’amaro finale."
SFX

"La notte dei vampiri è orrore ed erotismo al massimo livello... Schiavitù, ogni genere di eccesso sessuale e violenza permeano l’accoppiamento tra un mortale e un immortale. Nancy Kilpatrick prende in esame le leggende circa la sessualità del vampiro, e ci rappresenta questa creatura eccezionale, forte della superiorità del cacciatore quando insegue l’uomo, che è un essere nettamente inferiore a lui. Un grande romanzo sui vampiri!"
Bookpage

"La narrativa dell’orrore non è mai stata così squisitamente poetica: il primato e le preferenze dei lettori si spostano da Ann Rice a Nancy Kilpatrick."
Robert Walker, autore di Primal Instinct e di Basic Instinct



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