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L'UOMO DI PIETROBURGO di Ken Follett
Titolo originale: The Man from St. Petersburg
Mondadori, 1998
Genere: azione, thriller
Ambientazioen: Londra, 1914
A cura di Ema
Un altro colpo da maestro dello scrittore inglese,
assolutamente fantastico quando si tratta di far rivivere i momenti terribili
della storia novecentesca in chiave “thriller”.
L’uomo di Pietroburgo si colloca nel 1914, poco prima dello scoppio della
Grande Guerra che devastò l’Europa. La storia si dipana attraverso una
delle ambientazioni preferite da Follett, vale a dire l’alta società londinese.
Non si creda però che lo scrittore a forza di usare gli stessi ambienti
diventi banale o scontato, la sua grande abilità narrativa riesce in tutte
le occasioni a sbalordire il lettore con spunti originali e finali mozzafiato.
Bellissima a mio avviso la figura dell’adolescente contessina Charlotte,
vissuta per anni chiusa in un mondo fatto di sfarzosi salotti e di buone
maniere, totalmente ignara dei problemi e delle sofferenze che si celano
al di fuori dei palazzi nobiliari.
Dopo il ballo delle debuttanti tenuto a Buckingham Palace, la ragazza
decide di uscire dalla sua beata solitudine nobiliare per ricercare persone
e ambienti al di fuori del suo mondo. Verrà a contatto con il movimento
delle Suffragette, scoprendo quante ingiustizie sono costrette a sopportare
le donne, schiave di una società maschilista e crudele. Camminando per
le strade, la ragazza si accorge delle tante persone povere che affollano
i marciapiedi e che dormono all’aperto, spesso vittime di nobili spietati
che licenziandole senza motivo le abbandonavano alla miseria.
Dal mio punto di vista, il personaggio più negativo non è Feliks, il sicario
venuto da Pietroburgo, ma la contessa Lydia, madre di Charlotte e moglie
del potente conte di Walden. Come per la figlia, anche a Lydia la realtà
verrà a bussarle prepotentemente alla porta, e le bugie di tutta una vita
le crolleranno addosso come una valanga impetuosa, sommergendola completamente.
Mentre il Conte Walden porta avanti le trattative con il principe russo
cugino di Lydia allo scopo di favorire un’alleanza Anglo-Russa nell’imminente
Guerra, Felixs cerca con ogni mezzo di assassinare il connazionale, spinto
da un’irrefrenabile fede anarchica. Per portare a termine il suo piano,
Feliks coinvolgerà sia Charlotte che Lydia, lasciando su di loro un segno
profondo e indelebile.
Astuzia, imprudenza, follia, rimpianto, amore si mescolano nel sangue
russo dell’anarchico braccato dalla Polizia e dei Servizi Segreti, determinato
fino alla morte a portare a termine il compito.
Un libro tumultuoso alla Ken Follett, forse troppo breve e con un (secondo
me) inopportuno Epilogo, in cui vengono narrati gli avvenimenti dei vari
personaggi nel corso degli anni successivi.
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