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L'Uomo che Rubava la Morte di Greg Iles
Titolo originale: Dead Sleep
© Piemme 2002
Genere: thriller
A cura di Ruby [2004]
STU-PEN-DO!!!
Ho finito di leggerlo qualche giorno fa e devo ammettere che mi ha colpito,
e molto!
Jordan Glass, famosa fotogiornalista, durante una visita in una Galleria
ad Hong Kong vede un quadro che la ritrae, ma per lei è una scoperta agghiacciante
perchè capisce subito la verità. Quella ritratta non è lei, ma la sorella
gemella scomparsa più di un anno prima, rapita poco dopo essere uscita
di casa. Presa dal panico e dalla paura, Jordan salta sul primo aereo
che fa ritorno negli USA e contatta l' FBI, gli stessi agenti che all'epoca
si occuparono del caso della sua gemella.
E da qui inizia un'escalation di adrenalina che mi ha portata a voltare
pagina dopo pagina, ignorando il display della sveglia che segnava orari
sempre più assurdi. Le scene finali sono quasi angoscianti, descritte
con maestria e un lessico semplice e diretto.
Consiglio caldamente di leggere questo romanzo e questo autore!
La Critica
«Una suspance che ti divora come un fuoco»
(Stephen King)
Estratto
(© Piemme Pocket pag. 13, 14)
(...) Mentre mi giravo verso il quadro , sentii un'ondata di calore che
si diffondeva per tutto il corpo e il passato riafforare con prepotenza.
Anche questa donna era nuda. Sedeva accanto alla finestra, il capo e una
spalla appoggiati ai battenti, la carnagione illuminata dalla luce purpurea
di un'alba o di un tramonto. Gli occhi socchiusi assomigliavao più a quelli
di una bambola che a quelli di un essere umano. Il corpo era asciutto,
le mani posate sul grembo, e i capelli ricadevano sulle spalle come un
velo scuro. Sebbene il volto fosse sempre stato rivolto verso il mio dal
momento in cui lo avevo guardato, d'improvviso ebbi la terribile sensazione
che la donna si fosse girata verso di me e mi avesse parlato. Sentivo
distintamente il battito del mio cuore che cresceva a dismisura. Non ero
davanti a un quadro, ma davanti a uno specchio. Il viso che mi guardava
era il mio. Anche il corpo era il mio: piedi, fianchi seno, spalle, collo.
Ma a colpirmi maggiormente furono gli occhi.Occhi inespressivi, privi
di vita, che mi fecero ripiombare nell'incubo dal quale stavo fuggendo.
Sentii dei suoni in cinese, ma per me non avevano alcun significato. La
gola si serrò, non riuscivo a respirare nè a urlare. (...)
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