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  Gialli & Thriller: AUTORI - RECENSIONI - APPROFONDIMENTI

 


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L'ULTIMO CATONE di Matilde Asensi

Titolo originale: El Ultimo Catòn
© Sonzogno, 2005
Genere: thriller archeologico
A cura di andreaz1979

L'Archivio Segreto Vaticano, una misteriosa confraternita religiosa e un'indagine storica condotta con perizia da detective, sono gli elementi che fanno da sfondo a questo avvincente thriller archeologico, terza fatica letteraria della spagnola Matilde Asensi.
Suor Ottavia Salina è un'appassionata quanto stimata paleografa quarantenne alle dipendenze dell'Archivio della Santa Sede. La sua vita è divisa tra antichi manoscritti medievali, le telefonate in Sicilia, sua terra d'origine, e le cene assieme alle consorelle con cui abita in un appartamento nel cuore di Roma. La sua routine viene sconvolta dall'incarico assai singolare conferitole direttamente dalle alte sfere ecclesiastiche. Date le sue straordinarie competenze, suor Ottavia è l'unica in grado di decifrare le strane cicatrici rinvenute sul corpo di un uomo di colore, morto in seguito ad un incidente aereo dopo aver compiuto un furto ai danni dell'intera cristianità: le reliquie della Vera Croce di Cristo. La brillante paleografa, affiancata da un'apparentemente imperturbabile guardia svizzera, il generale Glauser-Roist, e da un ingenuo quanto dottissimo archeologo egizio, Farag Boswell, giungerà suo malgrado a scoperte sconcertanti che la porteranno ad affrontare prove arditissime in giro per l'Europa: 7 città (Roma, Ravenna, Gerusalemme, Atene, Instanbul, Alessandria e l'ingannevole e misteriosa "Antiochia") a cui corrispondono 7 travagliati rebus da risolvere, avendo come guida un testo d'eccezione: il Purgatorio di Dante Alighieri. La caparbietà della suora, unita ad una sconfinata sete di conoscenza e ad un pizzico di ingenuità, la porteranno a diretto contatto con la segretissima setta millenaria degli Staurophylakes, gli "Adoratori della Croce", ma soprattutto la faranno giungere ad una presa di coscienza che rivoluzionerà totalmente la sua vita.
Romanzo archeologico con rapidi squarci thrilleriani, presenta un'accuratissima ricostruzione storico-paleografica, testimoniata dalle numerose citazioni documentarie e da riferimenti cronologici di un certo rilievo. I tre protagonisti, e più di tutti l'indomabile suor Ottavia, spesso si fanno portavoce di notizie, fatti e misteri del passato che danno spessore realistico corroborano una trama a prima vista "fantasiosa" dai risvolti a volte scontati. In particolare, la vicenda personale della protagonista (che scrive in prima persona), nel suo epilogo può apparire già scritta, mentre taluni incontri che la stessa fa nel corso del romanzo (uno in particolare, quello con la sua "amica" d'infanzia ad Instanbul) appaiono quantomeno improbabili.
Tant'è vero che il romanzo, proprio nei capitoli in cui viene descritto l'incontro con la setta misteriosa, cessa di essere storico per divenire quasi "verniano": viene descritto un mondo irreale e utopistico, a metà strada tra Atlantide e una comunità hippie, in un luogo imprecisato dell'Africa subsahariana, in cui i personaggi principali appaiono assolutamente fuori luogo e completamente alienati. E purtroppo lo stile chiaro e lineare della Asensi non aiuta a renderne naturale la collocazione dal punto di vista narrativo-descrittivo: un risvolto fanta-storico che sicuramente penalizza lo sviluppo evolutivo dell'intera vicenda.
Nel complesso, l'opera convince: ricostruzioni storiche convincenti, ambientazioni (almeno quelle geograficamente verificabili, come le 7 città delle prove misteriche) in larga parte fedeli alla realtà, una scrittura semplice, diretta e scorrevole per un risultato narrativo che appassiona di pagina in pagina. Impietoso il ritratto che vien fatto del Vaticano: tinte meno fosche rispetto alla ripetitiva tavolozza utilizzata da Dan Brown, ma la portata polemica (ben incarnata dallo spirito sovvertitore e antigerarchico di suor Ottavia) è di sicuro effetto. Il taglio giornalistico della scrittrice spagnola a volte emerge in maniera dirompente, ma ciò non rappresenta necessariamente un male, in quanto ha il merito di avvicinare argomenti e materie complesse (vicende storiche, scoperte archeologiche, decifrazioni linguistiche e persino analisi di opere letterarie) anche ai meno esperti. Ci si augura soltanto che la Asensi, nelle sue altre fatiche letterarie, riesca a mantenere un certo "decoro realistico" (tradito da opportune esigenze di mercato, ce ne rendiamo ben conto) per tutto l'iter narrativo, senza scadere nell'inverosimile e nell'ovvio. Da leggere, senza alcuna pretesa esattistica.


PAGELLA

Trama 7
Originalità 6

Personaggi 7
Scrittura 9
Suspense 7

Voto Generale 7



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