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La Sirena Rossa di Maurice G. Dantec

© Hobby&Work - pag. 522
Genere: thriller
A cura di Russell Kane

Trama: Lui è Hugo Cornelius Toorop, 'spirito libero' reduce dai campi di battaglia della Bosnia. Lei è Alice Kristensen, una ragazzina in fuga dalla madre, diabolica imprenditrice di 'snuff movies', videocassette che grondano sangue e perversioni estreme. Hugo ed Alice si incontrano per caso ad Amsterdam, mentre alle spalle della bambina incalzano i killer incaricati di farla tacere. Uniche speranze di salvezza, forse, un Paese lontano, il ricordo di un ex marinaio ed un enigmatico nome in codice, da decifrare a ogni costo: "Sirena Rossa"...

Questo libro è stato decisamente sorprendente. Non sono granchè informato sulla narrativa francese: ci voleva Il Professionista per farmi scoprire questo romanzo.
Un libro abbastanza particolare: ci vuole qualche pagina per essere catturati dalla storia.
Passato l'avvio però la lettura si fa scorrevole e decisamente piacevole anche se alcuni personaggi sono appena abbozzati, questo ci permette di concentrare la nostra attenzione sui protagonisti.
La storia (1993) ha inizio quando Hugo Cornelius Toorop, combattente contro tutti i regimi totalitari e esponente di una colonna clandestina attiva nel conflitto balcanico, si imbatte in Alice una bambina in fuga da un nemico terribile: la madre. Eva Kristensen infatti, è la spietata regina di un impero che produce snuff movies, filmati in cui le sevizie e la morte dei protagonisti sono assolutamente reali.
Per Hugo e Alice comincia una fuga attraverso l'Europa, caratterizzata da una parte iniziale decisamente povera di azione pura (da seguire attentamente però per capire meglio chi sono i protagonisti), destinata a sfociare in un crescendo di "suspense". E' un mondo particolare quello descritto da Dantec, un universo pieno di musica rock e droghe naturali e sintetiche, in cui pare che il ricorso all'alterazione nelle sue varie forme sia pratica generalizzata.
Chi assume speed, chi si droga di potere e perversione...
Mano a mano che si avanza nella lettura, il contrasto a distanza tra Hugo (anarcoide idealista) e Eva Kristensen, figura dalle forti spinte superomistiche e "De Sadiane" si accentua, in una contrapposizione netta di valori, scopi e schemi di pensiero.
Una gran bella sorpresa dunque per un libro che, se solo potessi farlo, meriterebbe la lettura in lingua originale.
Non mancano le scene "action", ma sono ben dosate e confinate in episodi di poche pagine rapide: il resto della narrazione è un crescendo graduale di tensione e di curiosità da parte del lettore, anche se la trama non presenta rivolgimenti clamorosi ma è più una ripida ascesa verso un finale veramente bellissimo per ritmo, contenuti e intensità.
Una breve nota finale: chi lo leggerà si accorgerà di quanto sulla tensione e sui meccanismi influisca l'età del romanzo (1993 - L'età della pietra delle telefonia portatile).





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