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IL CODICE DA VINCI di Dan Brown
Il Codice Da Vinci di Dan Brown
Titolo originale: The Da Vinci Code
© Mondadori, 2003 - pag. 523
A cura di Silvia (05/05/2006)
Che cos'è la storia, se non una favola su
cui ci si è messi d'accordo?
Con questa affermazione, Napoleone, quasi due secoli or sono, riassumeva
lo spirito de "Il Codice da Vinci".
Un successo planetario, tradotto in 44 lingue e con oltre 56 milioni di
copie vendute in meno di 3 anni.
Siamo a Parigi, all'interno del museo del Louvre, nell'attimo in cui un
omicidio sta per essere compiuto. Il vecchio curatore Jacques Saunière
tenta invano di salvarsi, ma il suo assalitore lo ferisce mortalmente
dopo aver ottenuto ciò che voleva: una confessione sul nascondiglio della
chiave di volta. Una bugia che Saunière si era preparato da tempo. Ma
la verità non può morire con lui e nei pochi minuti che gli restano decide
di lasciare un messaggio in codice. Si spoglia, si distende sul pavimento
come l'uomo Vitruviano e col sangue scrive il nome di un uomo, Robert
Langdon, e dei numeri...
Inizia da questo momento una caccia al tesoro (e che tesoro!) magistralmente
congegnata, alla quale solo Langdon, famoso studioso di simbologia e Sophie
Neveu, esperta in crittografia, sapranno dare un senso.
Un'avventura lunga una notte, ricca di colpi di scena, nella quale la
storia verrà riscritta, anche se l'affresco che si dipingerà più che storico,
sarà contro - storico.
Per capire il segreto di tanto successo non bisogna decriptare alcun codice,
perchè Dan Brown ha avuto occhio. Ha proposto la sua teoria sull'origine
del Cristianesimo in un romanzo thriller invece che in un saggio - ne
esistevano già molti, ma in pochi li compravano - e l'ha reso accessibile
a un vastissimo target grazie a una sintassi quasi elementare e a capitoli
brevi, ma di forte impatto, in cui il mistero a tratti si svela, a tratti
si infittisce.
Intelligente, non c'è che dire, quindi lode al merito, anche se dubito
che i veri appassionati di thriller, i divoratori di Connelly e Crais,
possano apprezzare pienamente questo romanzo per il genere che lo identifica.
Dan Brown sarà anche un bravo critico dell'arte, su questo non entro nel
merito, ma se da un lato ha saputo ricostruire 2000 anni di storia, dall'altro
è scivolato in grosse banalità. Si è mai visto un tenente di polizia che
contamina volontariamente la scena di un delitto? O un sistema di computer
degno della Nasa non protetto da una password? Banalità a cui era facile
rimediare e proprio per questo motivo ingiustificabili.
Ma il pubblico ha premiato l'idea, e la curiosità (è proprio vero che
discendiamo dalle scimmie!) ha avuto il sopravvento, come se tra le pagine
del romanzo si potesse realmente scoprire una verità mai rivelata.
Sì, perchè questo romanzo ha avuto un effetto calamita, e ha attirato
persone di ogni tipo: giovani, meno giovani, critici, lettori alle prime
armi, atei, religiosi e via dicendo. E' amato e odiato allo stesso tempo,
ma cosa importa? L'importante è che se ne parli e Dan Brown, forse senza
neanche aspettarselo, ha dato vita a un vero e proprio caso letterario.
La Chiesa lo condanna, gli autori del saggio "Il Santo Graal"
gli hanno fatto causa, ma "Il Codice da Vinci" continua a vendere
anche dopo 3 anni dalla sua uscita e la Mondadori ha già superato la 60°
ristampa.
La cosa incredibile è che questo romanzo ha dei difetti, ma non importa,
perchè ogni piccola imprecisione spesso non viene neppure notata; l'attenzione
è totalmente focalizzata sul mistero del Santo Graal, sui Templari, sulla
vita di Gesù come non ce la saremmo mai aspettata. Lo sgomento di certe
supposizioni è tale che poco importa se Brown ogni tanto esagera nel voler
stupire (l'idea che Walt Disney abbia disegnato la Sirenetta coi capelli
rossi per richiamare la Maddalena poteva risparmiarsela), si vuole arrivare
all'epilogo il più in fretta possibile e si continua a leggere sorvolando
su tutto.
Gli stessi protagonisti sono solo delle pedine che portano avanti il gioco,
pertanto privi di una psicologia approfondita e lo stesso vale per le
descrizioni spesso solo accennate.
Un occhio sempre attento è rivolto invece alle opere d'arte, Dan Brown
nasce storico dell'arte prima che scrittore e si vede! Ci sono molte informazioni
inutili (ma interessanti) che non manca di dare per il semplice gusto
di farlo, anche se qualcuna capita, ahimè, fuori luogo. Per esempio, i
due protagonisti stanno scappando dalla polizia, passano davanti all'Arco
del Trionfo ed ecco che Langdon lo osserva e ne ripassa le misure, l'anno
di costruzione e via dicendo (chiamiamola deformazione professionale,
ma quello era il momento di correre a gambe levate).
In definitiva è un romanzo che appassiona più per i contenuti che per
la qualità scrittorea, forse ancora da raffinare, ma in ogni caso, nonostante
fin ora abbia messo vari puntini sulle "i", il romanzo si legge
in un lampo. Oltre cinquecentopagine che scivolano via senza accorgersene,
e questo non può essere che un pregio. Ci sono scrittori più abili nell'uso
delle parole, più descrittivi, che rischiano di annoiare, invece Dan Brown
ha saputo raccontare la *sua* storia a tutti, ha appassionato e ha condito
il tutto con piccole curiosità, del tipo "perchè venerdì 13 è considerato
infausto?".
Alla fine è comprensibile perchè piace e perchè no, ma è bene ricordare
che è un romanzo e come tale va preso. Forse nasconde delle verità, quali,
resta ancora un mistero...
Recensione del 05/05/2006
Serie con protagonista Robert Langdon
1. Angels and Demons - Angeli
e Demoni
2. The Da Vinci Code - Il Codice da Vinci
3. The Solomon Key
IL FILM
Il Codice da Vinci
Uscito il 19 maggio 2006
Regia: Ron Howard
Cast: Tom Hanks, Audrey Tautou, Ian McKellen, Paul Bettany, Alfred Molina,
Jean Reno.
Recensione
a cura di Ruby e commenti
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Robert Langdon
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Sophie Neveu
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Capitano Fuche
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Silas
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Aringarosa
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Leight Teabing
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APPROFONDIMENTI
"Il Codice Da Vinci": ma la storia è un'altra cosa di Massimo Introvigne
E'
vero che L'Ultima cena nasconde un assassino? - Leonardo ha inventato
il Criptex?
L'unico
blog su Il Codice da Vinci
- Il Codice da Vinci ha ispirato (o viceversa) numerosi saggi in cui le
teorie di Dan Brown vengono sostenute, o smentite. Di seguito alcuni testi
da poter prendere in considerazione.
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IL SANTO GRAAL
di Baigent Michael, Leigh Richard, Lincoln Henry
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IL GRANDE GIOCO DEL
CODICE DA VINCI
di Turner Tracey
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GLI ILLUMINATI E IL
PRIORATO DI SION
di Introvigne Massimo
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I SEGRETI DEL CODICE
di Dan Burstein
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IL CODICE SVELATO
di Fasol Marco
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CONTRO IL CODICE DA VINCI
di José A. Ullate Fabo
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I SEGRETI DEL
CODICE DA VINCI
di Simon Cox
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INCHIESTA SUL
CODICE DA VINCI
di Marie-France Etchegoin,
Frédéric Lenoir
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PROCESSO AL CODICE
di Andrea Tornielli
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CURIOSITA'
- Dan Brown ha dato il nome di Saunière al curatore del Louvre ispirandosi
a Berenger Saunière il parroco della piccola chiesa di Rennes-le-Château
che nel 1897 si suppone abbia scoperto le antiche pergamene contenenti
la verità sul Priorato di Sion.
- Il nome del personaggio Leight Teabing è composto da Leight e dall'anagramma
di Baigent ovvero i cognomi dei due autori (Michael Baigent e Richard
Leigh) de "Il Santo Graal" che hanno denunciato l'autore per
plagio.
- Nelle prime edizioni la famosa torre dell'orologio di Londra era chiamata
Big Ben. Sicuramente per un errore di traduzione, perchè è stato prontamente
corretto in Big Beng.
- La prefazione a pag. 9, in cui l'autore dichiara che le descrizioni
delle opere d'arte rispecchiano la realtà, è stata tolta dalla 6° ristampa
lasciando la pagina bianca. In seguito è magicamente riapparsa!
- Brown parla di cinque milioni di presunte streghe bruciate dall'Inquisizione,
quando furono "solo" cento mila.
Il Codice a fumetti... cliccate guardate, leggete e divertitevi!
- Anche la Walt Disney ha voluto rendere omaggio al Codice da Vinci
con una storia inedita intitolata "Zio Paperone e il Codice Metsys".
Il mistero da svelare riguarderà la tanto cara Numero Uno!

VIDEOGAMES
Dal romanzo di Dan Brown è stato tratto un videogioco per varie piattaforme
(PC, PS2, Xbox, Gamecube), una misto tra un' avventura grafica e un action.
Essendo stato sviluppato prima della realizzazione del film i personaggi
non riprendono la fisionomia di Tom Hanks & C. ma sono più fedeli alla
descrizione del libro (Sophie ha i capelli rossi finalmente!!!).
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