Gialli & Thriller: AUTORI - RECENSIONI - CONSIGLI

 



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ed. economica TEA

Hanno Detto
"Un giallo d'alta classe, appasionato e appassionante."
Library Journal


"Prova davvero magistrale di un’autrice dura e potente, fervida e insinuante, trepida e battagliera, intensa, attenta ai valori umani..."
Francesco Mannoni, Messaggero Veneto



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...il piacere della lettura

 

Codice Cinque di J. D. Robb

Titolo originale: Naked in Death [serie In Death #1]
© NORD, 2004 - pag. 351
Genere: romantic suspance
Ambientazione: futuro, New York, 2058
A cura di Silvia


"Codice Cinque" è il primo titolo di una serie thriller che J. D. Robb (Nora Roberts sotto pseudonimo) dedica a Eve Dallas, tenente della squadra omicidi, e a Roarke, un miliardario con un passato così misterioso da non concedergli neppure un cognome.
Siamo a New York nel 2058, e alla protagonista viene affidato il caso di una prostituta orrendamente assassinata nel suo letto. Uno su sei, l'inquietante messaggio ritrovato sotto al cadavere, che lascia presagire altri delitti. Durante le indagini Eve interroga tutti gli indiziati possibili, scova prove su prove, ma non può fare a meno di focalizzare la sua attenzione su Roarke, che pare essere l'indiziato numero uno. Se non risvegliasse in lei emozioni assopite da anni, sarebbe facile metterlo sotto torchio e infilargli un bel paio di manette, ma per la prima volta nella sua vita Eve è in difficoltà e rischia di mischiare la vita privata con il lavoro...
Nora Roberts è un autrice che ho evitato per anni. I suoi numerosissimi titoli all'attivo me la facevano apparire come una scrittrice che pubblicasse troppo, e secondo me un buon romanzo nasce da mesi e mesi (anche anni) di lavorazione. Invece mi sbagliavo. Nora Roberts è un vero talento, con l'ispirazione giusta nove volte su dieci e anche i suoi romanzi minori hanno saputo regalarmi ore di ottimo intrattenimento, grazie all'ironia che li caratterizza e a uno stile fluido e avvolgente.
Ma veniamo a "Codice Cinque" e alle note dolenti. Nonostante l'autrice abbia un posto d'onore nella mia libreria, questo romanzo non mi ha pienamente convinta.
Eve è una protagonista che di primo impatto mi ha divertita. E' una gatta randagia, priva di qualsiasi formalità; è scontrosa e prepotente, diffidente verso chi non conosce, e guardinga negli approcci con gli uomini. Ha un atteggiamento molto maschile verso il mondo, alza le mani quando le cose prendono una piega che non le piace e zittisce tutti con sboccate taglienti e colorite. Ma questo carattere poco femminile è frutto di un antico tormento che non riesce a placare e con cui vive da anni.
Non c'è dubbio, Eve non è la solita protagonista e conoscendola arriveremo a giustificare tanti suoi comportamenti. La corazza di simpatico cinismo che ha deciso di indossare ormai le va comoda come una di quelle calde coperte in cui ci si avvolge d'inverno davanti a un caminetto, quindi perché toglierla? La protegge e la conforta e non le importa se solo in pochi sanno chi è veramente.
Per lei è più facile non mostrare mai cedimenti, essere dura e affrontare il mondo di petto per non restarne schiacciata... ma non potrà essere sempre così.
La fragilità è donna e anche Eve non ne è immune.
Veniamo ora a Roarke, un uomo dal passato nascosto dietro un muro di nebbia; di lui si sa pochissimo tranne che è paurosamente bello e ricco sfondato (hai detto niente!). Sa come comportarsi in ogni situazione, e come ottenere qualsiasi cosa attraverso mezzi leciti o... un tantino illeciti. E' furbo, ironico, sexy. Corteggia con chicchi di caffè invece che con fiori (e per Eve che adora il caffè è la cosa più seducente che le sia mai capitata!) e ha una sensibilità tale da far capitolare qualsiasi donna. Con infinita pazienza aiuterà Eve ad affrontare il ricordo che la tormenta, perché il male per vincerlo va combattuto, non celato.
E' dunque l'uomo perfetto? Ebbene sì, e per quanto potrà sembrare strano è proprio questa perfezione che me l'ha reso così irraggiungibile e finto da non farmelo piacere pienamente.
Lei è la donna imperfetta? Proprio così, e per quanto adori i difetti che rendono più umani i personaggi, Eve ne ha un tantino troppi.
Sono comunque ottimista e propensa a credere che questo titolo sia molto introduttivo e serva più per presentarci i vari personaggi al loro stato più grezzo e farcene apprezzare la successiva e graduale muturazione (la serie comprende più di 20 romanzi!).
Altro piccolo neo da sottolineare riguarda il "colpo di fulmine" (soprattutto di lui nei confronti di lei) e l'alchimia che aleggia tra i due dall'inizio. Doveva essere tutto più approfondito per risultare credibile, perché è vero che i poli opposti si attraggono, ma qui stiamo parlando di due poli opposti che hanno di opposto anche i ruoli che normalmente e tacitamente si assumono all'interno di una coppia (Eve fa troppo l'uomo e non che Roarke sembri una donna, ma ha delle caratteristiche che solitamente il "sesso forte" se le sogna).
Continuiamo con i difetti. Codice Cinque viene spacciato per un thriller, ma cari lettori, di thriller ha ben poco. Per la precisione è un romantic suspance (queste sfumature l'editoria non le chiarisce), un mix di rosa-giallo, ma in questo caso la storia d'amore è messa troppo in primo piano, a tal punto che poco importa chi sia l'assassino, l'importante è che non sia Roarke e che alla fine resti con Eve.
Per questo motivo mi sento di consigliare il romanzo a un target prettamente femminile, con la speranza che nei titoli successivi si dia, non tanto più spazio al thriller, ma che sia meglio congegnato e non banale e prevedibile dopo meno di cento pagine.
L'autrice però scrive bene, costruendo una trama che per quanto possa piacere o meno, certamente non annoia. Il punto forte sono i dialoghi, le battute e la sfrontata maleducazione di Eve, per non parlare del disarmante fascino di Roarke (che su di me al momento ha fatto cilecca).
Darei un oscar come miglior attore non protagonista allo scontroso maggiordomo Summerset, che nonostante le poche e taglienti battute è così ben caratterizzato da risultare subito antipatico!
E un cammeo come scena più ilare (che si gusta a 360° solo leggendo il libro) al momento in cui Eve lo affronta... una volta per tutte!

"Devo vedere Roarke", gli disse, superandolo.
"Mi dispiace, tenente, ma non è in casa."
"Oh." Il senso di delusione la fece sentire ridicola. "Dov'è?"
Sul volto del maggiordomo calò una maschera impenetrabile. "Credo che sia una riunione. E' stato costretto a cancellare un'importante viaggio in Europa e pertanto ha dovuto lavorare fino a tardi."
"Già." Il gatto scese i gradini e cominciò subito a strusciarsi contro le gambe di Eve. Lei lo prese in braccio e gli gratto la pancia. "Sa quando torna?"
"Per Roarke il tempo è denaro, tenente. Non so quando tornerà."
"Ascolta, bello, non ho storto un braccio a Roarke per costringerlo a passare con me il suo prezioso tempo. Perché allora non la pianti di stare lì impalato, neanche ti avessero infilato un bastone nel culo, e non mi spieghi perché, ogni volta che compaio, assumi quell'aria schizzinosa?"
Lo shock sbiancò il volto di Summerset. "Non sono abituato alle volgarità, tenente Dallas. Lei invece a quanto pare sì."
"Mi calzano a pennello, come un paio di vecchie pantofole."
"Esattamente." Summerset tornò a irrigidirsi.
"Roarke ha gusto, stile, potere. E' ascoltato da presidenti e sovrani. Si è sempre scelto donne d'illustri natali e dall'educazione impeccabile."
"Io invece ho pessimi natali e nessuna educazione." Si sarebbe messa a ridere se la frecciata non l'avesse colpita così vicina al cuore. "Ma, a quanto pare, persino un uomo come Roarke può trovare attraente una bastardina. Riferiscigli che mi sono ripresa il gatto", concluse, e se ne andò.

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