UNA NOTTE NELL'EDEN di Candice Proctor
Titolo originale: A Night in Eden
© I Romanzi Mondadori n°5
Collana: Passione
Genere: storico - Australia, 1800
*A cura
di Silvia
Ho aspettato tanto prima di leggere "Una Notte nell'Eden"
per un motivo veramente futile, che già a priori non dovrebbe influenzarmi,
ma che immancabilmente lo fa: la copertina. Perdono, perdono, perdono
lo so che non si
fa! Solo che fa sembrare questo romanzo un surrogato di sesso, quando
invece è tutto il contrario. La passione che racconta la Proctor non
è di quelle dirompenti e irrazionali che si consumano in cinque pagine
per poi lasciare i protagonisti attoniti a fare i conti con quanto successo.
No. La passione che nasce tra Hayden e Bryony è di quelle sì incontrollabili,
ma anche lenta e graduale, e che, per una serie di motivi, tentano inutilmente
di tenere a freno.
Lui soffoca quello che sente perché è vedovo da solo quattro mesi, perché
Bryony è la sua schiava e perché negli occhi di lei non scorge altro
che odio.
Lei vede nel suo padrone un carnefice, un uomo da temere, da cui tenere
lontano il proprio corpo, ma soprattutto il proprio cuore. La vita l'ha
resa diffidente, ma anche coraggiosa, capace di non abbassare lo sguardo,
il destino le ha tolto tutto, ma non l'orgoglio e la dignità. E l'ultima
cosa che ha intenzione di fare è diventare l'amante di quell'uomo.
La storia di Bryony inizia quando resta orfana a soli tredici anni e
si ritrova costretta a vivere con uno zio, che tenta invano a domarla.
Desiderosa di indipendenza e libertà, scappa con Oliver e lo sposa,
confidando in un futuro pieno d'amore, che si rivelerà l'ennesima delusione
quando lo troverà con un'altra donna. Furiosa per il tradimento e l'offesa,
si scaglia contro di lui colpendolo con tutta la forza e la rabbia di
cui è capace, ma disgraziatamente Oliver cade dalla scogliera.
Bryony viene così deportata in Australia con l'accusa di uxoricidio,
ma il vero calvario inizia quando le viene strappata Madeline, la sua
bambina di tre anni e quando, pochi mesi dopo, dà alla luce un bambino
che muore precocemente a causa di una tosse incurabile. Sotto alla tomba
di fango di Botany Bay, dove seppellisce il piccolo corpo senza vita
del figlio lascia il suo cuore e le sue ultime speranze.
Salvata dall'impiccagione, al tempo del processo, solo perchè incinta,
le aspettano ora quattordici anni al fianco di Hayden St. John che la
prende come schiava per far da nutrice al figlio appena nato, rimasto
senza la madre morta di parto. Hayden ha tutto l'aspetto di un uomo
pericoloso, letale, aspro e duro come la terra in cui vive: l'Australia.
Gli occhi di Bryony, costretti a vedere uomini frustati e donne violentate,
costretti a mesi di prigionia e costretti ora a vivere in una colonia
popolata da ladri e assassini, faticano a scorgere in lui qualcosa che
non sia da disprezzare. Eppure il terrore lascerà spazio al timore e
il timore alla diffidenza che col tempo sarà cancellata dal desiderio
di poter aver quell'uomo e il suo bambino accanto, come se potessero
appartenerle.
Bryony sentirà crescere il bisogno di essere una donna diversa, una
di quelle che non si farebbero tanti scrupoli nel diventare l'amante
del proprio padrone e che, anzi, vedrebbero nella situazione un motivo
di prestigio: niente lavori pesanti, solo bei vestiti, un letto e un
uomo che lo riscaldi. Ma quello stupido orgoglio tenderà sempre a frenarla...
D'altro canto Hayden è un uomo duro, ma giusto, capace di punire, ma
anche di ricompensare, di odiare e forse anche di amare. E' solo un
uomo che non sa di poter provare qualcosa che vada oltre il desiderio,
ferito dalla morte della prima moglie, una giovane incapace di far convivere
il suo animo inglese, in un luogo tanto ostile.
Hayden andrà addomesticato, come la sua stessa terra che attira Bryony,
ma la spaventa anche. L'Australia è diversa dalla Cornovaglia, è calda,
afosa, popolata da uccelli esotici, koala, canguri, cigni neri e aborigeni
che si muovono indisturbati; sa essere insidiosa quanto meravigliosa.
E questo romanzo è veramente da apprezzare, diverso dai soliti per l'ambientazione
e per lo svolgimento della storia, tutt'altro che rosea, anche se a
lieto fine. L'autrice racconta la nascita e la crescita di un rapporto
tra due persone che prima di incontrarsi hanno conosciuto, per vie differenti,
le ingiustizie, i drammi e i dolori inconsolabili della vita e di come,
insieme, riusciranno a ricostruirsi un futuro carico di aspettative.