|
SULLE ALI DELL'AMORE di Elizabeth Lane
Titolo originale: on the wings of life
© Harlequin GRS n°671
Genere: romance (Long Island 1911-1919)
*A cura
di Silvia
Elizabeth Lane, autrice amante dell'ambientazione western, si cimenta
con un romanzo quasi contemporaneo, ambientato a Long Island nel 1913,
quando già si respiravano i primi venti di guerra.
Alexandra e Rafe rappresentano le due facce della società dell'epoca,
la voglia di ribellione e la smania di libertà; si conoscono in un modo
tutt'altro che comune, quando lei gli salva la vita. Durante la convalescenza
la famiglia di Alexandra ospita Rafe presso la loro grande e comoda villa,
finchè il padre, un ambizioso uomo d'affari, non gli propone una collaborazione.
Rafe costruisce e progetta aerei e le sue idee unite ai suoi soldi potrebbero
sfociare in qualcosa di molto redditizio per entrambi.
Il padre di Alexandra ammira profondamente Rafe, ma per la figlia desidera
un uomo con un potenziale economico molto più forte e soprattutto immediato.
Vuole un uomo che si sia già fatto, non un giovane con sogni e ideali
che non si sa se potranno mai avverarsi.
Ma alla nostra protagonista piace andare contro corrente. Spia
Rafe mentre lavora, si offre di fargli da assistente, arriva anche a ricattarlo
per estorcergli un sì, quando il buon senso di lui vorrebbe tenerla a
debita distanza. Ma non c'è niente da fare. Da brava ragazzina viziata
e cocciuta quando Alexandra vuole una cosa, se è difficile ottenerla,
allora la vuole ancora più fortemente.
Diciamo che, viste le premesse, mi aspettavo una protagonista ricca e
capricciosa che, grazie all'amore per un uomo appartenente a un mondo
completamente differente, cambia. Invece niente di tutto questo.
Il bello del romanzo starebbe nella trama, e nello sviluppo stesso della
storia. Quando Alexandra e Rafe si scoprono innamorati non è la fine,
ma solo l'inizio della loro vita insieme e l'autrice continua a sviscerare
la loro vita matrimoniale e tutti i problemi che ne seguiranno.
Peccato che personalmente Alexandra non l'abbia proprio digerita...
In primis non ho proprio capito come e perchè i due si innamorano. Lei,
l'ho già detto è insopportabile, lui invece è... quasi indefinibile. E'
un protagonista che dovrebbe apparire come il burbero dal cuore tenero,
l'uomo orgoglioso che si scioglie per la sua donna, ma non traspare nessuna
passionalità dalle sue parole e dai suoi gesti. E non mi stancherò mai
di dirlo Come cavolo fa a sopportare una persona sciocca e immatura
come Alexandra!!!.
Alexandra nasce negli agi e nei vizi, ma non perché alla fine del romanzo
indossa una tuta da meccanico ai miei occhi è apparsa meno capricciosa
rispetto all'inizio. Durante il libro, alla prima tragedia che la tocca
da vicino, si crogiola nel suo dolore con un inutile patetismo, a discapito
di un matrimonio appena nato e di un marito che dopo dodici ore di lavore
forse si aspetterebbe di trovare una donna che non gli volta le spalle.
Niente da fare. Alexandra deve essere sempre al centro di tutto. Quello
che capita a lei è sempre più grave di quello che capita agli altri.
Il finale, quello che anticipa l'epilogo, è la parte peggiore, l'apoteosi
della sua testardaggine. Nonostante le raccomandazioni di Rafe decide
di pilotare un aereo e ovviamente si schianta. Ma non muore (acc..), ovviamente
cerca anche di giustificarsi dicendo al marito che se lui non l'avesse
ostacolata non avrebbe pilotato il Falcon di nascosto, e come se non bastasse
afferma che se Harriet Quimby vola, perché lei no (si stava paragonando
alla donna che ha attraversato la Manica...
alla prima che passava per la strada insomma ).
Ovviamente tutti la perdonano, e come nei migliori happy end vissero per
sempre felici e contenti. Bhè contenti loro...
|