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Tami Hoag
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SOSPETTI di Tami Hoag
Titolo originale: Cry Wolf
© Euroclub, 1995
Genere: romantic suspense
*A cura di Silvia
Tanto per cominciare vi deve piacere il genere. Se non è così lasciate
perdere, ma in caso contrario avete tra le mani un vero gioiello!!!
Un romanzo carico di tensione con personaggi complessi e tormentati, una
trama che emerge poco alla volta grazie al graduale districarsi della
matassa e due protagonisti che sono il vero punto forte del libro!
Jack è un diavolo in jeans, un ribelle senza causa, dal sorriso beffardo
e dall'ironia tagliente che tenta di nasconde il suo dramma dietro a una
facciata di superficialità. "Se non avessi brutti ricordi non ne avrei
nessuno" dice... Cerca le cose facili, gli amori veloci, e si autoproclama
"un pericoloso e bastardo mascalzone"; preferisce avvisare le persone
che gli si avvicinano per non avere pesi su una coscienza che altro non
potrebbe sorreggere.
Poi arriva la sua antitesi. Laurell, Miss giustizia, colei che si fa carico
di tutto fino a esserne schiacciata. Una donna determinata che non crede
più nella legge, ma che cerca comunque di estirpare il male. Piccola,
fragile, ma coraggiosa e determinata. L'angelo che salverà Jack...
Le prime 200 pagine servono proprio per entrare in simbiosi con i personaggi,
perchè tutti, ma proprio tutti cercano di tenere ben chiuso il loro armadio
per non essere seppelliti dagli scheletri che contiene... poi scatta il
giallo.
Quando sai già tutto di tutti, quando ti aspetti le reazioni, quando sai
chi crollerà e chi lotterà ecco che inizia la parte dedicata alla suspance
che non ci abbandona per le restanti 300 pagine circa. Bello anche il
finale nella sua scontatezza. Dico scontatezza, perchè il colpevole non
ci viene rivelato di punto in bianco, la Hoag non usa il giochetto del
fulmine a ciel sereno, ma ci avvicina poco alla volta alla verità, servedoci
il volto dell'assassino su un piatto d'argento.
Tanto di cappello all'autrice che riesce a incollarmi alle pagine grazie
all'uso magistrale delle parole. Bravissima!
Cry Wolf: perfetto il titolo originale anche se di difficile traduzione
visto il doppio significato di wolf (lupo, donnaiolo) e in parte
di cry (grida, piangi). Si è optato per Sospetti, e va bene,
visto che in un romanzo a sfondo giallo è ovvio che ci siano dei sospetti.
Un po' più di fantasia però, Dust to Dust è diventato Verità
Sospette...
Serie "Doucette"
1. The Restless Heart
2. Lucky's Lady
3. Cry Wolf -- Sospetti
Estratto
(© Sospetti, Originale Euroclub)
Aveva fallito un'altra volta. Aveva perso. Se lui non fosse venuto in
suo aiuto, non si sa quale umiliazione avrebbe potuto subire. Era come
se Baldwin avesse allungato la mano sulla sua anima e ne avesse estratto
quella parte del suo passato per mostrarla ai seguaci come esempio di
un esperimento sbagliato.
"Tu lo hai affrontato, Laurel", disse Jack con voce sommessa, "hai fatto
più di quanto gli altri siano stati disposti a fare. Non lo hai messo
K. 0. E allora? Stai allegra, dolcezza! Non hai la responsabilità di tutto
lo stramaledetto mondo. "
Queste ultime parole toccarono una corda sensibile in lei, ricordandole
qualcosa che le aveva detto il dottor Pritchard: quanto fosse egocentrica
a ritenersi responsabile di tutto, protettrice dell'universo intero, a
pensare che il futuro del genere umano fosse sulle sue spalle. Stava avendo
una reazione eccessiva. Era venuta lì per guarire, non era forse così?
Per riprendersi il controllo della sua vita. Se scappava adesso da questo,
voleva dire che aveva ceduto sotto il peso del passato invece di elevarsi
al di sopra di esso. Alzò gli occhi su Jack, vide la preoccupazione nel
suo sguardo e si chiese se lui se ne rendeva conto.
"Grazie", mormorò. Avrebbe voluto accarezzargli la guancia, ma era un
gesto pericolosamente intimo, perciò strinse il pugno invece.
Jack la guardò sospettoso: "Per che cosa?"
"Per essere venuto in mio aiuto."
"Ah, no!" Jack scosse il capo e fece un passo indietro, alzando le mani
come se volesse difendersi dalla sua gratitudine. "Non fare di me un eroe,
dolcezza. Ho semplicemente avuto l'occasione di far fare la figura dell'idiota
a Jimmy Lee, ecco tutto. Io non sono l'eroe di nessuno. "
Ma l'aveva salvata, e parecchie volte anche, dai suoi pensieri, dalle
sue paure, dall'incubo della depressione in agguato. Laurel lo studiò
per un momento, domandandosi perché mai lui preferisse dare di sé l'immagine
del ragazzaccio invece che del paladino che accorreva in difesa dei deboli.
"Andiamo, 'tite ange", disse lui, indicando il bar con la testa.
"Ti offro da bere. Inoltre mi è venuta in mente una barzelletta sugli
avvocati che ti voglio raccontare."
"Che cosa ti fa credere che io voglia sentirla? "
Jack le cinse le spalle con il braccio e la guidò verso il bar. "No, no,
lo so che non la vuoi sentire, per questo mi piace raccontartela"
Laurel rise e la tensione dentro di lei si allentò. Attraversarono il
parcheggio, Jack ridendo e Laurel scuotendo il capo e nessuno dei due
si accorse che erano osservati con molta attenzione.
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