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"Non c'è emozione che sia al di là della sua abilità di narratrice; non c'è cuore che non sappia raggiungere"



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...il piacere della lettura

PARADISE di Judith McNaught
Titolo originale: Paradise
© Sonzogno
Genere: contemporaneo

*A cura di Silvia (2004)
Matt e Meredith si conoscono quando sono solo dei ragazzi, pieni di meravigliosi sogni e talmente ingenui da non pensare che la diversità di classe sociale possa essere per loro un ostacolo.
Lei è la figlia di uno degli uomini più potenti di Chicago, lui è un giovane lavoratore senza il becco di un quattrino in tasca.
Si innamorano, si donano senza reticenze e insieme scoprono il Paradiso.
Ma Meredith, ragazza ridente, dal candore spontaneo e dalla timida ritrosia, è anche vulnerabile e immatura; vuoi per l'età, vuoi per l'educazione ricevuta, Meredith è da sempre succube di un padre dispotico che con menzogne e inganni riesce ad allontanarla da Matt.
Dopo undici anni si ritrovano; quando il passato sembra ormai accantonato ecco che gli occhi di Matt, ormai uomo di successo, si posano su Meredith facendogli scoprire che quanto l'amava un tempo ora la odia.
Ma è poi vero?
In realtà Matt ha conquistato il sogno americano diventando ricco e importante per far vedere di che pasta è fatto realmente, a dispetto di chi non lo considerava all'altezza di Meredith, ed è un uomo senza mezze misure. Concede tutto o niente e tanto dona quanto pretende o toglie.
Eppure Meredith con la sua disarmante bellezza, i modi spontanei e privi di affettazione, lo scombussola in continuazione e ogni volta che si incontrano si scatena un terremoto. La terra trema e ogni pretesto è buono per litigare e ferirsi.
Lei cerca una tregua, lui mira solo a frantumarle l'apparente gabbia di ipocrisia in cui vive.
Questione di tempo per giungere alla medesima conclusione: per essere entrambi felici devono riconquistare il Paradiso perduto e farsene una ragione. Sono fatti l'uno per l'altra...
Primo romanzo ad ambientazione contemporanea di Judith McNaught in cui prende forma una storia forte, travolgente e intensa.
L'autrice regala dialoghi e situazioni da 'favola', personaggi forse contraddittori, ma di grande impatto sul lettore, uomini e donne che risultano impetuosi, rabbiosi, gelosi, simpatici, passionali.
Matt è un uomo sicuro di sé, dirompente e impulsivo, capace di donare il mondo intero e di toglierlo nello stesso istante in cui si sente tradito. Questo carattere dominante sovrasta una Meredith più discreta, tratteggiata un po' come la 'Biancaneve' della situazione; è molto immatura, succube della famiglia e vittima impotente delle circostanze, incapace di distinguere il bene dal male. Non riuscendo a camminare sulle proprie gambe si affida alle persone sbagliate e ne paga le conseguenze; solo che prima di capire quanto una sua mancata reazione abbia portato sofferenza e rancore, dovrà aspettare anni. Matt al suo posto avrebbe mosso mari e monti per far sentire la sua voce e gridare le sue ragioni; Meredith invece si chiude in un lacrimoso silenzio nell'assurda attesa che il tempo metta a tacere il dolore.
Questi estremi però si attraggono, fanno scintille e l'unico ostacolo da sormontare per trarre un totale godimento da questa lettura è, come diceva Nana in un commento di "Ritrovarsi", il ricorrente elemento "misunderstanding" tipico dell'autrice.
Infatti la McNaught gioca tantissimo sulle incomprensioni, i silenzi, gli equivoci. Certo come elemento di disturbo risulta fastidioso e il carattere di Meredith porta all'esasperazione, ma c'è un protagonista con la P maiuscola che colma ogni mancanza e un'autrice talmente brava nell'uso delle parole e nel manipolare le emozioni, che le si perdona tutto.


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