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Ed. USA
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NOTTE DOPO NOTTE di Meagan
McKinney
Titolo originale: Gentle from the Night
© Euroclub, 2003
Genere: gotico (Inghilterra 1858)
*A
cura di Silvia
Siamo nella malinconica campagna dello Yorkshire, in un cupo castello
abitato da sinistri personaggi.
L'ignara Alexandra si fa assumere con un piccolo inganno come infermiera
di Sam, un ragazzo ritardato che in seguito a un misterioso avvenimento
ha smesso di parlare.
Damien, il proprietario del maniero, dubita che la donna possa realmente
aiutare il fratello, ma decide di metterla alla prova sia sul lavoro che
sul piano personale, divertendosi a renderle la vita impossibile, minacciandola
e spaventandola.
Solitamente nei romance questa traccia potrebbe far pensare al classico
inizio "amore/odio"; un rapporto fatto di battibecchi, di continue provocazioni
che vogliono celare la passione che sotto la cenere brucia, ma attenzione...
non è questo il caso.
Damien non è solo un personaggio tormentato (come si incontrano solitamente),
più che altro va definito… disturbato, ossessionato, malato anche più
del fratello che cerca nel silenzio un'apparente pace, mentre lui deve
sfogare rabbie e paure scagliandosi, senza riserve, sulla povera Alexandra.
Dov'è l'amore in questo libro? Molto ben nascosto e vissuto in modo insano
e distorto, almeno da parte di Damien, perché lei saprà accettare l'irrazionalità
del sentimento e comprendere la natura umana nella sua follia come nella
sua vulnerabilità.
Il loro amore nascerà tra le spine e le lacrime, per molti forse sarà
incomprensibile, ma è nelle debolezze che spesso le persone trovano il
terreno giusto dove piantare le radici. E Damien dietro il suo sadico
e arrogante cinismo, nasconde un mondo intero fatto di cristallo. Incredibilmente
bello, ma difficile da maneggiare. Un mondo che Alexandra è riuscita a
vedere e che vuole portare alla luce.
Ma la sua vera battaglia sarà quella di restare lucida, sempre e comunque,
perchè se di giorno la natura sembra baciare i muri, le finestre e le
porte del grande maniero, dopo il tramonto il buio avvolge in un freddo
abbraccio ogni cosa, viva o inanimata che sia. I fantasmi si risvegliano,
misteriosi rumori le impediscono di prendere sonno, oggetti che improvvisamente
spariscono turbano una quiete solo apparente. Più volte la sua determinazione
vacillerà e non sarà facile decidere: restare o fuggire? La sola idea
di abbandonare Sam e ancor meno Damien l'unico che debba essere veramente
salvato, ma che si ostina a volerla far sprofondare nella pazzia con lui,
le è intollerabile, così, armata di coraggio e determinazione Alexandra
scoprirà l'agghiacciante verità a costo della propria vita.
L'epilogo, nel bene o nel male, risanerà gli animi.
Notte dopo Notte è il romance più gotico che abbia mai letto, ancora più
di "Lily" e "Nella Gioia e nel Dolore" della Gaffney. Mai il tema della
morte l'ho visto andare a braccetto così bene con l'amore, eppure l'autrice
ha creato una storia straordinariamente coinvolgente, addirittura paurosa.
Lo stile? Impeccabile. Ridondante nei punti e nei momenti giusti, come
una campana che batte gli ultimi rintocchi al tempo del tuo cuore. Sempre
più incalzante alla fine di ogni capitolo e più si legge più la trama
diventa torbida e ingarbugliata.
Ma questo romanzo è anche introspettivo e psicologico. L'autrice ti prende
per mano e ti porta a scoprire i labirinti più nascosti di una mente torturata
e il processo di guarigione di Sam, che poco alla volta, grazie ad Alexandra,
riesce a far riaffiorare il suo ricordo rimosso, è graduale e coinvolgente,
la consapevolezza che solo grazie a lui si potranno districare tutti i
nodi che lo tengono, insieme al fratello, incatenato a un tragico passato
ti fa vivere la storia con l'ansia dell'attesa e il fiato corto fino all'ultima
pagina.
Qual è la reale causa di tanto dolore? Possibile che un fantasma si aggiri
minaccioso nel castello? Cos'è successo in passato di così terribile da
non poter essere neppure ricordato? Scopritelo in un romance eccezionale
dal finale inaspettato.
Estratto
(© Originale Euroclub, pag. 179 - 180)
Si fermò sul pianerottolo. Fu una reazione istintiva, quasi primitiva.
Come un orso che fiuta il pericolo. Tuttavia resistette all'impulso di
scendere di sotto. Damien stava per arrivare, si disse. Sarebbe uscito
dalla biblioteca da un momento all'altro e avrebbe visto quello che vedeva
lei.
Voleva restare dov'era, immobile a metà della scala, ma d'un tratto venne
colta da una perversa curiosità. Qualcuno aveva acceso una candela e l'aveva
sistemata sulla scala. Era lì per illuminare qualcosa, ma lei non sapeva
che cosa.
Alle proprie spalle udì la porta della biblioteca che si apriva. Facendosi
coraggio al pensiero che Damien fosse vicino, sollevò la gonna e riprese
a salire la scala buia. Salì sempre più in alto, finché l'ingresso di
sotto non fu altro che un vuoto buio, il pianerottolo inghiottito dall'ombra.
Sei gradini ancora.
Cinque.
Quattro.
Vide che cosa c'era accanto alla candela.
Il libro. Certo. Lentamente, come se fosse una vecchietta piena di reumatismi,
superò l'ultimo scalino. Un alito freddo l'avvolse mentre leggeva il brano
evidenziato da un sinistro inchiostro rosso.
Addio. Non sprecherò altre parole su di te; il tempo che resta sulla
terra alla figlia di Giacobbe va speso in altro modo.
Dall'oscurità sopra di lei spuntò una mano che le toccò la spalla. Lei
pronunciò il nome di Damien come un animale ferito.
Ma non era Damien che l'aspettava.
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