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L'Ultima Notte al Mondo di Bianca Marconero
A cura di Silvia  (12/2017)
Voto: 

Oh mamma. E adesso? Non so da che parte cominciare per parlarvi del romanzo di Bianca, quindi perdonate la recensione poco canonica. Vado di pancia, ok? E mi butto, così, a freddo, anche se non so nuotare.
Con L'Ultima Notte Al Mondo, lo ammetto, non è scattato il colpo di fulmine, anche se fin dalle prime pagine ho capito subito una cosa: Bianca scrive proprio bene. Ha quel tipo di penna che è come una flebo a rilascio graduale. Poco alla volta ti entra nel sangue e alla fine ti contamina ogni cellula.
Inizialmente, a frenare il mio cuore - che quando leggo un romance deve battere e scalpitare tipo Furia cavallo del west - è stata la protagonista, Marianna. A posteriori posso però affermare che è anche grazie a lei se il romanzo mi è piaciuto tanto. Insomma, se non fosse stata una cretina mondiale, una fessa storica e una lessa patentata, Marco non avrebbe potuto dare il meglio di sé. E io, per la cronaca, ho amato Marco. Ma proprio un sacco.
Siamo a Bologna, la mia Bologna, una città piena di contraddizioni, coi mille portici pronti a spiarti di sottecchi, i quartieri più o meno malfamati e quelle spaccature insanabili tra poveri e ricchi. Ecco, io ricordo molto bene che, ai miei tempi,  "quelli" del Carducci - il liceo classico faigo per gente faiga - mi stavano alquanto sulle scatole. Sarà per questo che Marianna è partita con il piede sbagliato. Lei è ricca, snob, fidanzata con un rampollo che ha i dollari al posto delle pupille e circondata da amiche che "superficialità portami via". Ed è felice.
Marco, detto Riccio, è entrato al liceo grazie a una borsa di studio, ha una vita che si può definire in tutti i modi tranne che facile ed è silenziosamente e follemente innamorato di Marianna da dieci lunghi anni. Ne aveva tredici quando il suo cuore ha iniziato a battere per la ragazza sbagliata. Quella irraggiungibile, quella che sta con uno dei tuoi più cari amici, quella che non ti prenderà mai sul serio.
Dopo la scuola le loro vite seguono strade diverse; Marco adesso lavora in una rete televisiva locale e Marianna continua a essere una deficiente. È stata mollata da Luca, ma nel suo profondo sa che torneranno insieme (credici!), fa la pratica in un importante studio legale e frequenta le solite "amiche pozzanghera" (quelle profonde insomma...).
Poi un giorno per una serie di eventi, coincidenze, scherzi del destino - chiamateli un po' come vi pare - si ritrova a seguire un progetto alla TV proprio con Marco, il ragazzo pericoloso da cui bisognava stare alla larga, ma che adesso sembra così cambiato...
Diventano amici. Marco inizia a sperare, Marianna continua a pensare all'ex fidanzato, ma è palese che sotto la cenere sta bruciando l'intera foresta amazzonica. L'autrice infatti è brava a creare quelle aspettative che poi non deluderà. Angst si chiama. Un termine a mio avviso intraducibile che significa ansia, tanta ansia. Perché anche se razionalmente in un romance tutto finisce bene, e tu lo sai, c'è qualcosa che ti fa consumare le parole per la paura che invece non vada così. Quindi se all'inizio sfogliavo una ventina di pagine, riponevo il libro, e tutto era ok, dalla metà in poi non mi sono più fermata.
In conclusione. Due borse sotto agli occhi che Louis Vuitton, levate proprio. Amore folle per Marco,  il ragazzo che la vita ha riempito di spigoli senza però scalfirne il cuore. Il ragazzo con la Regola dell'Unico Appuntamento, perché finché non avrà spezzato quella catena invisibile che lo tiene legato a Marianna, non ha senso programmarne un secondo. Il ragazzo che sfreccia per Bologna con la bici e lo scooter, perché una macchina non può permettersela. Il ragazzo che sa cosa sia l'amicizia, il rispetto, la solidarietà e l'altruismo. Ecco, io mi sciolgo per questi protagonisti. Mi trasformo in lava, pomici e lapilli.
Odio viscerale invece per Marianna. Lei e il suo mondo dorato li ho cordialmente detestati. Marianna è una codarda, una ragazza abituata a piegare la testa e a non confondersi con i substrati sociali. Una snob patentata. Ma cambierà. Ohhh se cambierà. E - deus gratias - soffrirà come un cane.
Marco e Marianna saranno prima amici, poi qualcosa di più. Si negheranno, si confonderanno, ci saranno mille malintesi a dividerli (ma un romance senza misunderstanding che romance è?), e vi avviso, vi verrà la colite cronica per il nervoso, ma l'amore più bello è quello che passa attraverso il dolore e lo sconfigge. Io, ovviamente, ho tifato per loro, perché non bisogna essere simili per innamorarsi, perché le distanze esistono per essere accorciate e perché grazie a Bianca ho ritrovato il mio lato pink, quello che ogni tanto dimentico di avere per colpa di tanti libri che sanno fare tutto, tranne emozionare. Che dire... sono contentissima

Mi chiedevi sempre se c’era una speciale, una che mi tenesse sveglio, qualcuna a cui pensassi e io rispondevo che non c’era.
Era una bugia, papà.
Io una ragazza speciale ce l’ho da cinque dei miei diciotto anni.
Lei, papà, è il motivo per cui crederò sempre ai colpi di fulmine, mi fiderò sempre delle canzoni, saprò che si può tutto per amore. E non dico per conquistare la persona che ami, ma per permetterle di star bene. Si può tutto senza avere nulla in cambio, insomma, senza una possibilità al mondo di essere felici.
Ah, perché la mia ragazza mica lo sa che sono innamorato di lei.


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Titolo originale

/

Casa Editrice 
Newton Compton

Genere
romance contemporaneo

Pagine 448