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I PETALI DEL TEMPO di Jennifer
Wilde
Titolo originale: Once More Miranda
© Sonzogno Best Sellers 2002 - pag. 522
Genere: romance storico (America 1800)
*A
cura di Silvia
"Da ladruncola
a nobildonna...
sempre con lo stesso nome nel cuore..."
Bellissimo! Ma non quel "bello" passabile, non sto parlando di un libro
semplicemente godibile e piacevole, bensì di uno di quei romanzi che ti
conquistano e da cui non vorresti mai staccarti. La trama è ricca e lo
stile impeccabile. Difficile spiegarlo a parole, ma tutti i personaggi
risulteranno sorprendentemente veri nel loro essere imperfetti.
Miranda è una protagonista dai molteplici aspetti e dalle infinite risorse:
appassionata, divertente, semplice e coraggiosa. Sicuramente crescere
nei bassifondi di Londra, tra prostitute, ladri e gente di malaffare non
l'ha resa fine ed educata, eppure, nonostante il suo essere irriverente,
sboccata, furba e abile nel rubare, ha un temperamento così fiero e indomito
che non può lasciare indifferenti.
D'altro canto Cam Gordon è forse l'unico a non lasciarsi intenerire dai
suoi supplichevoli occhi blu. Mai visto uomo dal carattere più spinoso.
Brusco, ostinato, indisponente... "un vero bastardo scozzese" come lo
definisce Miranda, anche se questo è solo uno dei tanti coloriti epiteti
che usa per apostrofarlo. La loro storia, come si può ben intuire, sarà
decisamente atipica e così il suo evolversi.
Un amore fatto di manchevolezze, di parole non dette e gesti repressi,
eppure, durante la lettura, vi sembrerà ugualmente ed innegabilmente amore...
Sulla trama preferisco non anticipare nulla, gustatevela parola per parola,
riga dopo riga...c'è una grande ricercatezza di vocaboli, una spiccata
sensibilità nel tratteggiare gli stati d'animo (nonostante l'autore sia
un uomo) e un'accurata descrizione della Londra del XIX secolo. In conclusione
credo proprio che le amanti del romance lo troveranno irresistibile, ma
lo consiglio anche a chi rifugge il genere, potrebbe decisamente ricredersi!
Pagella
Trama 8
Personaggi 8
Sensualità 7
Scrittura 8
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Voto Generale 8
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Estratto
© Sonzogno Best Sellers - pag. 365-366
"Avanti," lo incitai "di' quello che devi dire."
"Miranda non avresti dovuto immischiarti." dichiarò, calmo.
"E tu non avresti dovuto essere lì. Cam, sei un dannato idiota. Finirai
col farti impiccare."
"Non cercare di cambiare argomento."
"Quel tuo cugino... è pazzo. Voleva ammazzarmi. Io pensavo che glielo
avresti lasciato fare."
"Forse avrei dovuto." replicò lui.
Brancolai con la mano dietro la schiena e afferrai una spazzola, scaraventandogliela
contro con tutte le mie forze. S'abbattè rumorosamente contro lo stipite
ad appena qualche centimetro sopra la sua testa. Cam non battè ciglio.
"Non ti lascerai sfuggire neppure una parola di quanto hai sentito."
disse.
"Miserabile che non sei altro, non ti permetterò di farti impiccare.
Non intendo starmene in silenzio a guardare mentre tu..."
"Non dirai una parola," m'interruppe con voce ferma ma calma.
"Fingerai di non aver né visto né sentito niente."
"Un corno che lo farò. Se pensi di..."
"Prenderò i provvedimenti che riterrò necessari," soggiunse.
"Dovessi essere costretto a tenerti prigioniera in casa, a legarti,
a imbavagliarti. Ma dubito che sarà necessario."
Tutta la rabbia che provavo scemò, e mi sentii debole, inerte, indifesa.
Cam si abbassò a raccogliere la spazzola e la ripose sul tavolo. Mentre
si muoveva le maniche della camicia svolazzavano vaporose. Per un istante
si girò a guardarmi, l'espressione atteggiata a indifferenza.
"Cam è una pazzia, un'autentica pazzia."
"Miranda, non desidero più parlarne."
Si tolse la pistola dalla cinta e l'adagiò sul tavolo, e la canna luccicò
al bagliore della candela.
"Tanto vale che m'ammazzi ora," gli dissi con voce tremante.
"Tu finirai impiccato, e io... io non potrei vivere senza di te.
Se ti succedesse qualcosa, non avrei più ragione di esistere. Io... io
ti amo, brutto figlio di puttana e..."
"Taci, Miranda." mi disse pacato.
Mi raggiunse e cercò di prendermi tra le braccia, ma io lo schiaffeggiai
duramente sentendo il polso che mi cedeva. Cam trasalì, ma senza cambiare
espressione. Avevo il palmo che mi bruciava e il polso dolorante. Sulla
sua guancia destra apparve l'impronta rossa delle mie dita. M'attirò a
sè e mi coprì la bocca con la sua, e io mi divincolai per qualche istante
prima di aggrapparmi a lui, singhiozzando disperatamente. Cam scostò il
viso e mi guardò negli occhi. I suoi erano di un azzurro profondo e scintillante.
Mi baciò nuovamente, labbra tiepide che carezzavano le mie con una tenerezza
sempre più urgente. Mi sentii sollevare da terra e trasportare sul letto,
e da quel momento ogni cosa fu perduta, travolta da quell'amore splendido
e crudele che era la mia salvezza e la mia estasi, il mio tormento e la
mia perdizione.
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