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COME IN UNO SPECCHIO di Karleen
Koen
Titolo originale: Through a Glass Darkly
© Rizzoli 1986
Genere: storico/drammatico
*A cura di Silvia (2005)
Un romanzo abbastanza datato (ha più di vent'anni!), probabilmente sconosciuto
dalla nuova generazione, ma forse noto alla vecchia. Ricordo di averlo
visto sulla libreria di mia madre per tanti e tanti anni, ma mai una volta
ho pensato di leggerlo; troppe pagine e tutte fittissime di parole stampate
in piccolo. Poi, col tempo, mi sono avvicinata al genere rosa e alla filosofia
che un libro, quando è bello, se è lungo può essere ancora più bello,
così mi son detta "perchè non provare?".
Oserei definirlo un graduale colpo di fulmine.
Lo inizio e resto impressionata dal vasto palcoscenico di personaggi,
dalla loro minuziosa caratterizzazione fisica e psicologica, dalle descrizioni
dettagliate di ogni particolare. Ma non è niente rispetto a quello che
pagina dopo pagina l'autrice riserva, non so cosa aspettarmi, ma voglio
scoprirlo e leggo, leggo, leggo...
Una volta sfogliata l'ultima pagina ho gli occhi umidi e la consapevolezza
di aver appena terminato uno dei romanzi più drammatici e struggenti che
abbia mai letto, inesorabilmente amaro e crudele, ma bello.
Siamo agli inizi del Settecento in un'Inghilterra calda e tumultosa, scissa
dalle rivalità tra gli Stuart e gli Hannover. In un clima di dissolutezza
e corruzione si fa strada Barbara, una giovane donna che incontriamo per
la prima volta a quindici anni, quando i suoi sogni sono ancora intatti,
l'innocenza le colora le guance e l'ideale d'amore eterno le fa battere
forte il cuore.
La perversione, l'odio e il tradimento, sono ancora concetti a lei ignoti,
eppure, in futuro, sarà vittima impotente del più imperdonabile dei tradimenti.
Il presente però pare offrirle il più bel regalo che osasse mai sperare.
E' stata promessa in sposa a Roger, l'uomo che ama da sempre, il più bello,
affascinante e generoso uomo che abbia mai conosciuto. Un marito, una
casa, una famiglia. Tutto le sembra meraviglioso, quasi troppo bello per
essere vero...
Nonostante negli anni la vita non le si riveli per come la sognava da
ragazzina, Barbara è, e resta, una figura positiva che lotta per affermare
il suo diritto di essere donna in un tempo che non glielo permette e che
ama come poche osano fare. Accanto a lei spicca la figura saggia e materna
della duchessa, che tenta di custodire e preservare il più possibile la
felicità della nipote, proteggendola come solo una madre dovrebbe fare,
a meno che, la madre in questione non sia Diana. Spregiudicata e frivola
Diana. Dissoluta e superficiale Diana. La madre peggiore che potesse capitarle.
Che dire poi di Roger. E' una figura tutta da scoprire e ancora adesso
non so se l'ho amato o odiato... tutte e due credo, ma una cosa è certa:
non lo dimenticherò.
Serie
1. Dark Angels
2· Through a Glass Darkly - Come in uno Specchio
3· Now Face to Face - Custodisci il tuo Cuore
Estratto
(© Come in uno Specchio ed. Euroclub su lic. Rizzoli pag.21)
(...) Ma certo pensò Barbara. Un marito. Era ora. Lo sapeva. Chi aveva
scovato sua madre? E perchè la prendeva così alla larga? Perchè non spiattellava
la sua idea nel solito modo diretto... a meno che il candidato... Barbara
si morse il labbro. Una volta Harry aveva raccontato a lei e a Jane la
storia di una ragazza francese trascinata all'altare dal fratello, mentre
lo sposo sbavava e tremolava e annaspava per palparla, a tal punto era
decrepito e senile. Non vedo l'ora di trascinare te, l'aveva canzonata
Harry per stuzzicarla. Barbara aveva riso e Jane si era messa a piangere.
Ma lei non aveva dimenticato, e dietro la sua risata c'era la consapevolezza
che potesse toccarle la stessa sorte, anche se non era probabile, perchè
la nonna le voleva tanto bene. Era suo dovere accettare docilmente lo
sposo che le destinavano i suoi genitori. Non aveva paura del dovere e
non vedeva l'ora di avere una casa tutta sua, dei figli. Ma non aveva
previsto di dover affrontare tutto ciò quel giorno... e in assenza della
nonna. Già solo questo bastava a farle sentire una fitta di paura: la
sentiva scorrere in tutto il corpo, dalla testa alla punta dei piedi.
Si sforzò di nasconderlo, sollevando il mento e dicendo: "Un marito?
Avete in mente qualcuno?". La voce, purtroppo, le tremò.
"Sì. Ho in mente qualcuno. Una persona che s'interessa a te. Il conte
Devane.
Barbara serrò le mani in grembo. "Non lo conosco."
Diana scoppiò in un'altra risata, e Barbara si impose di non manifestare
la minima emozione. Era tipico di sua madre tenerla così sulla corda,
come aveva fatto prima con Harry. Non le avrebbe dato la soddisfazione,
proprio no...
"Si tratta di Roger Montgeoffry."
Rimase folgorata, e non le importava che sua madre se ne avvedesse. Roger,
il bel Roger, che un tempo veniva a trovare il nonno, che aveva sempre
una parola gentile per lei, o un regalino. Era l'uomo più bello del mondo,
era affascinante, era tutto quanto. lo aveva sempre amato, sempre, e pensare
che sua madre stava combinando di farglielo sposare... era come un miracolo
divino... era troppo splendido per sopportarlo. Barbara si alzò a abbracciò
la madre.
"Grazie! Grazie!" farfugliò.
Diana la fissò sconcertata, poi disse lentamente: "Non è ancora deciso...
solo una cosa di cui lui e io abbiamo discusso. Deve prima vederti, e...
ci sono mille particolari da definire".
"Lo incanterò, madre. Vedrete." (...)
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