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Big Apple di Marion Seals
A cura di Silvia  (03/2016)
Voto: 

Aiuto! Libro divorato, fagocitato, consumato... almeno fino a metà... Duecento pagine che sono scese meglio del cappuccino mattutino... e poi? Poi lo stallo, la crisi, il cervello che ostacola il piacere della lettura innescando meccanismi logici e del tutto razionali. Continuo a leggere, poco alla volta arrivo alla fine, ma purtroppo, a malincuore, mi tocca dire che Dora (la protagonista) mi è stata simpatica quanto una verruca seborroica all'alluce del piede.
Ok, non tutti possono piacere a tutti, ma credo che lo scopo dell'autrice fosse proprio quello di dar vita a un personaggio capace di far ridere a crepapelle. E lo fa da un certo punto di vista. La Seals ha uno stile invidiabile, una capacità narrativa impeccabile, una padronanza di linguaggio che se potessi gliela ruberei seduta stante, ma la sua insolita, stravagante e moderna protagonista non l'ho trovata assolutamente coerente e pagina dopo pagina ha finito per urtare il mio già labile sistema nervoso.
Lasciate che vi spieghi, e nel caso servisse mi procurerò un avvocato, visto che Big Apple è uno dei self più amati e votati di Amazon.

Dora e Lex lavorano insieme. Lui è il suo capo, un notevole esemplare di maschio caucasico, dotato di un innato delirio di onnipotenza, lei la sua segretaria, l'unica a non averlo mai idolatrato e a compatire tutte quelle galline spennacchiate che cadono ai suoi piedi come birilli.
Ma come immaginerete... chi disprezza compra.
Per una serie di situazioni che non sto qui a raccontarvi i due inizieranno una convivenza forzata (forzata pure nella motivazione, ma va bè...) fatta di sesso, sesso e ancora sesso. Ma attenzione, Dora non è assolutamente come tutte le altre donne (nooooo), lei non pende dalle sue labbra, infatti considera Lex un mero strumento di piacere al pari di un vibratore (come se questa cosa le facesse onore).
Ovviamente con il tempo lui si dimostrerà un uomo diverso da quello che lei si figurava, e Dora - inadeguata ma affascinante scaricatrice di porto - saprà conquistarlo, quindi bla bla blaaaa, amen, e vissero tutti felici e contenti.

Questa è la trama per sommi capi, e lo so, apparentemente è uguale ad altre tremila trame di romance, ma il punto forte dell'autrice sta altrove. Marion Seals ha un'ironia dirompente che sgorga a fiotti e sul palcoscenico di una New York spaccata in due - da una parte la fetta commestibile, dall'altra quella marcia (il Bronx) - fa muovere una serie di personaggi decisamente caricaturali, come Randy, lo stragay di turno, l'ingessato maggiordomo George, l'ex pugile afroamericano Luther, il bigotto padre di Dora e la madre di lei che ancora vive secondo i dettami della cultura hippie... insomma, se ne volete uno normale ve lo dico subito: qui non lo troverete.
Solo che con me "il troppo stroppia" e in Big Apple c'è davvero troppo di tutto, anche di pagine.
Una cosa che purtroppo non ho mai amato - perché invece di coinvolgermi mi estranea dalla storia - è la rottura della quarta parete. Il fatto che i personaggi riconoscano l'esistenza del lettore e conversino con lui rivolgendogli domande, zittendolo, o confermandone il pensiero, li rende ai miei occhi degli attori e in automatico il romanzo assume il tono di una farsa, di una pantomima, di una recita.
E poi la versione V.M.18 di Dora l'esploratrice, intenta a ispezionare quotidianamente il corpo di Lex, non l'ho proprio capita. Sintonia zero. L'ho percepita come una donna che si crede due spanne superiore agli altri, capace prima di criticare e poi di cadere nel medesimo errore, saccente, presuntuosa, perennemente incazzata (ma la vita l'ha presa a calci in culo da quando era in fasce?) e dotata di un livello di umiltà pari a zero. Sa tutto lei. Fissa il malcapitato di turno negli occhi, ne decodifica le intenzioni (oltre che anticiparne le battute) e agisce di conseguenza, il più delle volte a zanne spiegate.
Forse con cento pagine in meno l'avrei sopportata di più, invece alla lunga mi sono un po' stancata di vedere Luther che la difende a spada tratta in continuazione, Arch (il pompiere sexy) che la corteggia come se fosse l'unica donna esistente sulla terra, Lex che viene sotterrato da una serie di epiteti poco carini anche quando non fa niente di male, e lei, Dora, che si sente in diritto di dargli lezioni di vita.

Di sicuro per essere un self è un ottimo prodotto: impaginazione perfetta, refusi completamente assenti, prezzo stracciato, ma io volevo un vero romance, invece Big Apple è a metà strada tra una commedia e un chick lit.
Probabilmente avrei dovuto iniziarlo con uno spirito diverso, ma giuro che il sarcasmo feroce e pungente delle prime pagine mi aveva davvero conquistato e il rishio che potesse venirmi a noia non l'avevo proprio calcolato. Così come non avevo calcolato che mi sarei imbattuta in una protagonista con un serio disturbo della personalità... ma vedete... io entro in modalità crocerossina solo con i protagonisti maschili
Comunque non mollo eh. Prossimamente la serie the Dark Side della Seals sarà mia!


Living NY
#1 - Big Apple
#2 - di prossima pubblicazione

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Titolo originale

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Casa Editrice 
self

Genere
commedia romantica

Pagine 466
Prezzo: € 2,99 ebook