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Jill Marie Landis
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"I Romanzi"

edizione USA
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AMORE A MAGNOLIA CREEK di Jill
Marie Landis
Titolo originale: Magnolia Creek
© Mondadori I Romanzi n°644 (11/2004)
Genere: storico (Kentucky, 1866)
Jill Marie Landis è solita scrivere romanzi originali,
complessi, cupi e tormentati (come il bellissimo "I Due Volti dell'Amore"),
ma "Amore a Magnolia Creek" più che cupo e tormentato è drammatico (a
tratti anche inutilmente) e di originale ha poco, tranne la protagonista,
Sara, bel lontana dal prototipo di eroina portatrice di perfezione e purezza,
e la co-protagonista Louzanna.
Sara ha quindici anni quando si innamora di Dru, l'uomo che sposerà tre
anni dopo e che la lascerà per andare a combattere al fianco dei Sudisti.
Il giorno prima della partenza si giurano amore eterno, ma la falsa notizia
della sua morte getta Sara nella disperazione più totale. Ha solo diciotto
anni ed è troppo giovane per non godere più dell'affetto e delle attenzioni
di un uomo; sente ancora troppo forte il bisogno di conforto e protezione...
e come se non bastasse è terrorizzata dalla possibilità, anche se remota,
di diventare come la cognata, Louzanna, rimasta vedova il giorno stesso
delle nozze e rinchiusa in casa da allora, timorosa di tutto quello che
succede al di fuori delle sue quattro mura.
Inizia a frequentare uno yankee e sebbene non provi per lui l'amore travolgente
che la legava a Dru lascia il paese e lo segue. Ma Sara è giovane e immatura
e non capisce il guaio in cui si sta cacciando… verrà sedotta, resterà
incinta e sarà abbandonata.
Colpevole di ingenuità, colpevole di sentirsi in diritto di essere amata
ancora, colpevole punto e basta. Così verrà additata da Dru: per lui il
perdono è fuori discussione.
Sara è una protagonista insolitamente molto attuale, lontana dalle eroine
innocenti e candide in stile "appena uscite dal bucato", che
spesso vengono descritte nei romance. È coraggiosa, e quanto mai determinata
a riconquistare il marito; persevera ostinatamente e non si lascia sopraffare
dai suoi continui rifiuti e dall'apparente disinteresse che ostenta troppo
spesso per essere vero. Un uomo troppo poco preso dal cuore e guidato
dall'orgoglio. Un personaggio che se all'inizio si comprende e giustifica,
a lungo andare annoia.
Il punto forte del romanzo invece è Louzanna, la sorella di Dru. Così
fragile, quasi inconsistente, addirittura trasparente, con i suoi modi
discreti e insicuri e il suo microcosmo pieno d'amore e incertezze. Una
donna sola con il suo passato, intrappolata in una vita che ha voluto
andare avanti senza che lei potesse essere felice. Intenerisce, commuove,
dona tanto e non chiede nulla in cambio.
Il punto debole del romanzo invece è anche il punto focale della storia:
la riscoperta del sentimento. Purtroppo Sara e Dru hanno un riavvicinamento
in situazioni sempre molto tragiche e quello che dovrebbe essere un abbandono
all'amore sembra la semplice necessità di aggrapparsi alla vita dopo essersi
trovati al cospetto della morte. Un normale istinto di sopravvivenza tipico
dell'uomo e viene spontaneo chiedersi se quello che (ri)nasce sia proprio
l'antico legame che li univa o un suo banale surrogato.
Un titolo che si merita la sufficienza per alcune scelte coraggiose, ma
in un romance l'attenzione cade soprattutto su come viene trattato l'amore
e su come riesca ancora a far sognare e questo non succede… forse con
un pizzico di coraggio in più, il risultato sarebbe stato migliore.
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