Warm
Bodies di Isaac Marion A cura di Silvia (10/2011)
Voto: 




In un futuro imprecisato il Mondo è alla deriva e le persone sono divise tra Morti e Vivi. Un distinzione netta, all'interno di un ciclo della vita ormai distorto. Gli zombie, privati del cuore e della ragione cercano in rituali quotidiani quello che un tempo significava "vivere"; pregano in una specie di chiesa, mandano i più piccoli in una specie di scuola, e placano la loro fame interiore mangiando... i Vivi.
Questi ultimi, ormai rassegnati all'inevitabile, si preoccupano solo di combattere per sopravvivere il più a lungo possibile e vivono barricati in una roccaforte di proibizionismo: lo Stadio.
R
è uno zombie, con mille pensieri, infiniti sogni e pur non ricordandosi
nulla del passato rimpiange quello che un tempo c'era. Purtroppo però,
come tutti gli zombie, non riesce a esprimersi se non con poche sillabe
disarticolate; le parole gli collassano sulle labbra appena apre bocca.
Un giorno, mentre mangia il cervello di un ragazzo, rivive per qualche
attimo il passato della sua vittima e capisce che deve salvare Julie,
la sua fidanzata.
In questo momento tutto cambierà. R, guidato dai
ricordi di Perry che si confondono ai suoi, in un misto tra realtà e
fantasia, si renderà conto di una cosa. Non vuole morire. E non solo
desidera salvare Julie, vuole anche poterla amare. Vuole una seconda
possibilità...
| Non
voglio morire di nuovo. Ultimamente mi è sempre più chiaro, un
desiderio così acuto e preciso che fatico a crederlo mio: io non voglio
morire. Non voglio scomparire. Voglio restare. |
Un
romanzo con il cuore. Ma soprattutto uno zombie con il
cuore, con un'anima piena di colori in un mondo in bianco in nero.
È toccante vedere come R cerchi, poco alla volta, di riappropriarsi
della sua coscienza, di come provi in tutti i modi di umanizzarsi,
anche se la sua natura, a volte, ha il sopravvento.
Forse vedere Julie attaccarsi a lui tanto in fretta (nonostante le
salvi la vita più volte e quindi si guadagni una buona dose di
fiducia), può sembrare strano, magari assurdo, ma bisogna
contestualizzare il tutto. Julie è uno dei pochi esseri viventi che
ancora spera, che ancora cerca del buono nelle persone. E lo trova in
R. In lui trova quell'affetto che nemmeno Perry, il suo ragazzo,
riusciva più a darle, ormai soggiogato dalla violenza e dal sistema.
Sinceramente mi aspettavo un romanzo diverso e devo dire che mi ha
piacevolmente stupita.
Ho apprezzato la storia a tratti
cruda in altri tenera, per molti
versi introspettiva, e lo stile, quasi lirico dell'autore. Ci sono
pagine intere dedicate ai pensieri di R, pagine che potrebbero
risultare noiose, ma sono pura poesia.
Amerete R, uno zombie che non accetta la sua condizione, che vive coi suoi simili, ma si circonda di ricordi umani... come i dischi di Frank Sinatra, la colonna sonora della sua storia. Una musica che scandisce la fine del mondo, una fine che tutti stanno fermi a guardare, aspettando che succeda e basta, ma che un semplice zombie, un ragazzo morto poco più che ventenne, non vuole vedere. Ma il cuore di un Morto che non batte più, può cambiare le sorti della Terra?
| Che
cos'è rimasto di noi? Nessun Paese, nessuna cultura, nessuna guerra e
nemmeno nessuna pace. Qual è allora la nostra essenza? Che cos'è che
continua ad agitarsi nelle nostre ossa quando tutto il resto è stato
strappato via? |
Posso solo consigliarvi di
accompagnare R in questo incredibile viaggio. Buona lettura.
LA
CRITICA
«Mai avrei pensato di potermi innamorare così tanto di uno zombie».
Stephenie Meyer
«Marion è un autore disarmante, forte di
un amaro senso dell’umorismo e
di una scrittura vivida e cinematografica. Questo romanzo sugli zombie
ha davvero un cuore».
The Guardian
«C’è mai stato un mostro più simpatico
dopo Frankenstein?».
The Financial Times
«Warm Bodies è un libro meraviglioso,
scritto con grande eleganza,
toccante, divertente».
Audrey Niffenegger, autrice
bestseller de
La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo
«Warm Bodies è una lettura grandiosa».
Josh Bazell, autore del
bestseller "Vedi di non morire"
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