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Solo Per Sempre Tua di Louise O'Neill 
A cura di Silvia  (09/2016)
Voto: 

Sto maturando un vero e proprio amore per l'editoria indipendente, per quei romanzi che escono in sordina, senza troppi boom pubblicitari e che si guadagnano un posto d'onore in libreria. E il mio amore per la letteratura young adult non è un mistero, soprattutto quando di mezzo c'è la distopia.
Avevo però voglia di una distopia diversa, che non convergesse nel solito triangolo amoroso e nell'utopica salvezza del mondo intero. Insomma, volevo una distopia "vera", cattiva.
Be', credo di averla trovata.
Solo Per Sempre Tua di Louise O' Neill riprende in parte lo scheletro de Il Racconto dell'Ancella della Atwood e lo riadatta a un pubblico giovane. Una distopia lontana ma non troppo, anzi una distopia che è un pretesto per demonizzare la cultura dell'apparire.

In un futuro imprecisato la morfologia della Terra è cambiata in seguito allo scioglimento dei ghiacciai e solo grazie al Progetto Noè si è potuto procedere a una massiccia opera di ripopolamento.
Poco si sa di come il mondo si sia via via strutturato, ma una cosa è certa, questa nuova società è fondata su un maschilismo imperante.
Le donne sono progettate in laboratorio, ne vengono create tre per ogni Erede maschio e una sola diventerà Compagna; le altre saranno destinate al ruolo di concubina o subiranno una sorte ben peggiore.
Le novelle eva sono esteticamente bellissime, hanno contegno, portamento, sono consenzienti, pazienti e dispensano sorrisi smaglianti. Ma attenzione, possono sempre migliorare (Autoguida, regole per un comportamento femminile appropriato) per questo lo "studio" è alla base della loro crescita formativa.
A quattro anni entrano in una scuola che non prevede contatti con l'esterno, dormono in cubicoli ricoperti di specchi, mangiano il minimo indispensabile, si impasticcano per mantenere il peso forma inalterato, si truccano, si pettinano, scelgono outfit da capogiro e condividono sui social tutto il loro splendore.
Ovviamente non hanno argomenti, a scuola non viene insegnato loro nemmeno a leggere e a scrivere, sono involucri di bambole senza cervello. L'autrice, per enfatizzare la netta inferiorità che le separa dall'uomo, le apostrofa in minuscolo, perché freida, megan, isabel e cara, prima di essere donne sono progetti numerati. Della merce da catalogo.

freida ha sedici anni e presto, in seguito alla Cerimonia, la sua vita verrà definitivamente scritta. È attraverso una voce narrante incolore e superficiale - perché ricordiamocelo, lei è un prodotto della società fatto su misura - che scopriamo un mondo completamente sbagliato pieno di falle fin troppo evidenti, ma le donne della O'Neill non capiscono, non reagiscono, pensare non fa parte del loro codice genetico e la loro apatia è destabilizzante.
Il tratto agghiacciante del romanzo infatti sta in tutto quello che non vediamo, ma che è fin troppo facile immaginare. Cosa succede a una donna che non rispecchia i canoni desiderati? E come si sente quando a quarant'anni viene disattivata? Dicono che è felice, perché la vecchiaia, la pelle che cede, le rughe che ti solcano il viso, sono un dramma ben più grande, ma è davvero così? E cosa prova quando viene costretta ad abortire perché incinta di una femmina?

Capirete che gli spunti di riflessione sono decisamente forti, oggettivamente Solo Per Sempre Tua lancia un monito potentissimo, ma la voce di freida mozza il respiro a buona parte del romanzo che è tutto un truccarsi, vestirsi, scattarsi selfie. A parte alcuni rapidi excursus che spiegano la struttura della società, le prime duecento pagine sono povere, le donne della O' Neill non sono perfette come quelle di Ira Levin (vedi recensione), perché invece di allontanarsi dalla realtà ci si avvicinano fin troppo. E lo so che questo era l'intento preciso dell'autrice: creare una voragine tra l'inizio e la fine del libro, creare uno stereotipo di donna convinta che essere posseduta da un solo uomo e mettere al mondo quanti più figli maschi possibili fosse sinonimo di libertà. Ma la ridondanza con cui ha voluto imprimere il messaggio su carta è esagerata, le ragazze della scuola sono terribilmente noiose (in effetti non potrebbero essere altrimenti) coi tutti i loro "oddio, ma che scarpe da favola!", "santo cielo, ma quel rosso che hai sulle labbra è un #253 o #254?". Invece di puntare su tutto quello che loro possiedono - scarpe, vestiti, trucchi - avrei messo gli accenti su tutto quello che a loro manca - cultura, affetto, amor proprio -.
Al contrario la seconda parte, mi è piaciuta. Si percepiscono finalmente tutti i limiti che comporta l'essere donna e le certezze di freida vacillano; le manca isabel, l'amica di una vita che improvvisamente sembra averle voltato le spalle, e quando incrocia lo sguardo di Darwin, l'Erede che ha conosciuto in vista della Cerimonia, il cuore le si ferma per un attimo. Ma che la sua protagonista provi qualcosa, per la O'Neill non è abbastanza. Per la O'Neill la parola "fine" è sempre stata scritta, perché questo libro non vuole aprire una riflessione sul concetto di ribellione, riscatto, sottomissione. No. Questo libro serve ad accorciare le distanze, perché il mondo di domani immaginato dall'autrice... potrebbe essere oggi. Open your eyes.


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Titolo originale

only ever yours

Casa Editrice 
Il Castoro Editore, 2016

Genere
distopico, young adult

Pagine 367
Prezzo: € 16,50