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copertina originale

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+ J. K. Rowling
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Harry Potter and the Deathly Hallows
Titolo originale: Harry Potter and the Deathly Hallows
© Salani (di prossima pubblicazione, gennaio 2008)
genere: fantastico
A cura di Ema

Attenzione!!! Contiene Spoiler
Sembra troppo facile considerare l’ultimo Romanzo di una saga come quella di Harry Potter il più bello di tutti, ma questa volta ci tocca essere scontati.
Questo libro è una gioia per gli occhi e una carezza per i sensi, la conclusione degna di una saga senza precedenti.
Se qualcuno temeva che la Rowling cadesse nella banalità si è sbagliato di grosso, perché l’autrice ha intessuto ancora una volta una trama estremamente coinvolgente, rispondendo a tutte le domande rimaste in sospeso e chiarendo ogni dubbio.
La mia passione assoluta per l’opera “Harry Potter” non mi ha tuttavia reso completamente cieco di fronte ai difetti che quest’ultimo libro reca con sé. L’uso della soluzione “DEUS EX MACHINA” ha purtroppo un posizione rilevante all’interno della storia e l’unico motivo plausibile di un simile uso è la volontà di rendere la battaglia tra bene e male ancora più movimentata e cruenta. Harry, Ron ed Hermione vengono continuamente coinvolti in situazioni disperate, dense di pericoli e rischiano la vita in ogni loro mossa. Fin qui tutto bene; ma la quantità eccessiva di momenti culminanti, l’estrema spettacolarità delle loro fughe e del modo in cui si districano dai guai, risulta col tempo una vera e propria forzatura che la Rowling riesce comunque ad incastrare nella storia giungendo degnamente alla conclusione.
Tenuto conto di questo, passiamo invece ai passaggi del Romanzo rimasti indelebili nella memoria dei lettori, come ad esempio lo straordinario Capitolo 33. La storia che Severus Piton morente racconta ad Harry è meravigliosa, commovente fino alle lacrime. Il tema del sacrificio, presente in ognuno dei sette libri, raggiunge il suo culmine e rivela finalmente il significato che la Rowling ha sempre voluto dare alla sua storia.
Questa volta come non mai il lettore vede il mitico Harry Potter soccombere di fronte alla magia, incapace a formulare molti tra gli incantesimi più semplici e continuamente assistito da Hermione. La vera forza del ragazzo è sempre stata la sua purezza, il suo totale ed incondizionato amore per quello che “è giusto” in netto contrasto con quello che “è facile”. In 6 anni di scuola, mai una volta vediamo Harry cedere alle lusinghe di un potere tanto grande e altrettanto spaventoso. Persino Silente in gioventù era stato corrotto dal fascino sinistro delle reliquie della morte, tanto da sacrificare con il suo errore la propria sorella.
L’importanza che la Rowling da ai sentimenti e ai rapporti tra i ragazzi, gli adulti, gli insegnanti e tutti i personaggi che sfilano nelle migliaia di pagine della saga, si concretizza ancora di più nel finale, quando il sacrificio di Harry diventa la sua vera forza e la sua imbattibile arma contro Lord Voldemort.
Il mondo della Rowling non è extraterrestre, ma è l’esempio fiabesco di una società antica, in cui i valori più autentici come la semplicità, il rispetto, la tolleranza (Hogwarts è totalmente multietnico), l’affetto e l’amicizia giocano un ruolo fondamentale. Ma il mondo della Rowling è anche odio, gelosia, tradimento, violenza e crudeltà, presenti purtroppo in ogni comunità e in ogni ambiente in cui convivono delle persone. Una società in grado però di esaltare e di riconoscere il valore di un gesto d’amore o di comprendere l’importanza e la forza di un sacrificio. La magia è solo un contorno a tutto questo, il lato fiabesco e tenero del mondo Rowlinghiano. Se Voldemort avesse avuto un arsenale atomico invece che una bacchetta di legno, e se i Mangiamorte fossero stati mercenari armati fino ai denti, la sostanza non sarebbe cambiata, poiché la figura di Voldemort riassume semplicemente la completa assenza di valori positivi e il rifiuto assoluto di ogni forma di amore, con o senza la magia. Lo stesso Harry Potter, nonostante la fama e la gloria di cui è circondato, non è una figura eroica o divinizzata, ma rimane un ragazzo semplice, uno studente di medio livello che vive la fasi dell’infanzia e dell’adolescenza come tanti suoi coetanei. In lui si riscontrano la figura del migliore amico, del rifiuto infantile per le ragazzine, della prima cotta, del primo bacio, del desiderio di contravvenire alle regole, della paura per gli esami, dei compiti scopiazzati, delle punizioni e della passione per lo sport nazionale.
Un ragazzo “magico dentro”, con difetti, paure, angosce e una sottile malinconia che lo segue come un’ombra per tutta l’adolescenza. Un ragazzo meraviglioso per quello che rappresenta: in una lunga, magica, struggente, antica favola d’amore.

SAGA
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