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Harry Potter e l'Ordine della
Fenice
Titolo originale: Harry Potter and the Order of the Phoenix
© Salani, 2003
genere: fantastico
A cura di Ema
Se parlando del 4° romanzo avevo detto che la narrazione
era diventata "più adulta", con il 5° devo ammettere che la Rowling mi
ha davvero sbalordito.
Con questo racconto l'autrice dice addio a tutto quel poco di spensieratezza
e di serenità presente nel 4° capitolo, per addentrarsi nei misteri più
cupi ed angoscianti della mente umana. Persino le creature magiche che
compaiono sono legate a qualcosa di spiacevole, si pensi agli invisibili
cavalli alati che possono essere scorti soltanto da coloro che hanno avuto
a che fare con la morte.
Anche l'apparentemente immutabile ordine di Hogwarts viene sovvertito
dalle spie del Ministero della Magia, sempre imperterrito nel negare il
ritorno di Lord Voldemort. Un'autorità indiscussa come Silente viene rovesciata,
lasciando cadere la scuola in un'autentica anarchia.
Tra le pagine si incontrano spesso episodi di violenza, torture, omicidi.
Persino la campagna che conducono Hagrid e Madame Maxime per redimere
i giganti finisce in un bagno di sangue. Tutto il racconto è pervaso da
una frenesia incontrollabile, da un pathos continuo.
Nemmeno il rifugio scelto dai seguaci di Silente per rovesciare Lord Voldemort,
l'Ordine della Fenice appunto, è un posto tranquillo e sereno. Il luogo
infatti è appartenuto agli avi di Sirius Black, sostenitori della razza
pura e imparentati con molti Mangiamorte. Lo stesso Sirius, costretto
a nascondersi a causa della sua condizione di ricercato, soffre terribilmente
nel rimanere chiuso in un posto simile, perseguitato continuamente dagli
insulti provenienti dal quadro di sua madre e dal suo Elfo domestico.
In tutto questo tumulto spicca per intensità il travaglio del quindicenne
Harry, triste, incompreso e rifiutato dalla maggior parte dei maghi. Nemmeno
l'insperato avvicinamento a Cho Chang, di cui Harry ha una cotta furiosa
da un anno, riesce a sollevargli il morale. La ragazza è ancora indissolubilmente
legata al povero Cedric Diggory, ucciso l’anno precedente da Lord Voldemort,
e si avvicina ad Harry soprattutto per parlargli di lui, per conoscere
in dettaglio come il povero ragazzo è stato ucciso. È vero che Cho confida
ad Harry di essere attratta da lui, baciandolo delicatamente sotto il
vischio natalizio, ma le continue scenate di pianto convincono Harry che
forse i sentimenti di Cho sono più confusi che sinceri.
L’episodio che spezza definitivamente i rapporti tra i due si consuma
proprio il giorno di San Valentino, quando Harry, travolto dagli eventi
che lo circondano, è così in ansia di conoscere le novità che propone
a Cho di andare da Hermione, cosa che fa imbestialire di rabbia e gelosia
la giovane orientale, che se ne va sdegnata. Non c’è pace per Harry nemmeno
nell’ammirazione per Silente, che lo tiene a debita distanza per tutto
l’anno, lasciandolo solo con il suo dolore e il suo passato.
Persino il Professor Piton, membro anch’egli dell’Ordine della Fenice
non fa che peggiorare l’umore del ragazzo. Costretto da Silente a dare
al giovane mago lezioni private di Occlumanzia, Piton non riesce a slegarsi
dal morso di odio che lo lega al padre di Harry, e quando il ragazzo scopre
alcune verità riguardo al suo passato, lo caccia furiosamente dal suo
studio e interrompe le lezioni.
Harry infatti, spinto dalla curiosità, aveva guardato dentro il pensatoio
di Piton, scoprendo che ai tempi della scuola, il povero studente era
quotidianamente umiliato, deriso e schernito proprio dal padre di Harry
e da Sirius.
L’ammirazione e la stima per suo padre dunque avevano subito una brusca
ridimensionata, poiché l’uomo che riteneva un eroe, si era macchiato di
nefandezze e di cattiverie nei confronti proprio di compagni più deboli,
come era il giovane Piton.
Più passano i mesi, più Harry si carica di odio, rabbia e rancore nei
confronti di compagni, insegnanti e amici. Non fa che domandarsi con insistenza
per quale motivo non può essere come gli altri ragazzi, perché non può
preoccuparsi soltanto dei compiti, dei pettegolezzi e pensare alle ragazze
come i suoi coetanei.
In questo Episodio spiccano anche le figure di Fred e Gorge, fratelli
gemelli di Ron Weasley. I due vivaci ragazzi hanno intenzione di aprire
un negozio di scherzi e per promuovere il loro prodotti usano gli studenti
di Hogwarts come cavie, trascinandosi addosso un mare di guai. Quando
però arriva il momento di prendere posizione contro le ingiustizie perpetrate
dalla terribile preside Umbridge i due ragazzi scatenano un pandemonio
da manuale, e a cavallo delle loro scope lasciano per sempre Hogwarts,
diretti a Diagon Alley nel loro nuovo negozio.
Il Ministero della Magia, che in Harry Potter è un po’ come il Governo
per uno Stato, ha un ruolo molto importante nella storia. Il Ministro
in persona non credendo al ritorno di Lord Voldemort, inizia una vera
e propria battaglia per screditare sistematicamente tutti gli affiliati
di Silente e si premura di mandare una sua squallida tirapiedi, la professoressa
Umbridge che prende la Cattedra di Difesa contro le Arti Oscure.
Un libro lungo, oltre 800 pagine, ma che si legge d’un fiato. Una vicenda
dai mille colpi di scena e con un finale concitato, travolgente.
Un romanzo "adulto".
SAGA
1· H.P. e la Pietra Filosofale
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2· H.P. e la Camera dei Segreti
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3· H.P. e il Prigioniero di Azkaban
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4· H.P. e il Calice di Fuoco
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5· H.P.
e l'Ordine della Fenice
6· H.P.
e il Principe Mezzosangue
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7· H.P.
and the Deathly Hallows
recensione
Harry
Potter e l'Ordine della Fenice
USA, Gran Bretagna 2007
Regia: David Yates
Durata: 2h e 22'
Cast: Daniel Radcliffe (Harry Potter), Emma Watson (Hermione Granger),
Rupert Grint (Ron Weasley), Imelda Staunton (Dolores Umbridge), Gary Oldman
(Sirius Black), Evanna Lynch (Luna Lovegood), Katie Leung (Cho Chang),
Jason Isaacs (Lucius Malfoy), Helena Bonham Carter (Bellatrix), Robbie
Coltrane (Hagrid), Ralph Fiennes (Lord Voldemort), Michael Gambon (Albus
Silente), Brendan Gleeson (Alastor 'Malocchio' Moody).
A cura di Ema
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Dopo il disastro del Terzo film (regista:
Alfonso Cuaron) e la parziale ripresa del Quarto (regista: Mike Newell),
questo “Ordine della Fenice” sembra aver ritrovato quella carica “magica”
propria della saga di Harry Potter. Il libro conta oltre 800 pagine, è
perciò assai complicato riassumere in poco più di 2 ore una Trama così
articolata e coinvolgente, ma questa volta il nuovo regista David Yates
ha fatto un discreto lavoro. Nel film c’è quasi tutto quello che la Rowling
ha scritto, sviluppato però in modo diverso e maggiormente cinematografico.
Spesso con poche scene vengono riassunti più episodi che nel romanzo erano
slegati e che si collocavano in tempi diversi. Gli effetti speciali sono
ottimi (anche se non eccellenti) e la battaglia finale è veramente coinvolgente.
Come in ogni sceneggiatura non originale, però, ci sono parecchi punti
che a mio avviso sono stati rovinati malamente.
Primo fra tutti il dialogo finale tra Silente e Harry dopo la morte di
Sirius Black e la battaglia nelle stanze del Ministero. Con 2 chiacchiere
veloci Silente spiega a Harry che sarà destinato a uccidere Voldemort,
tanti saluti e grazie.
Peccato che nel Romanzo questa scena sia una delle più toccanti e intense.
Vediamo un Harry stravolto dal dolore, per la morte di Sirius, per il
suo destino, per i suoi amici. Un Harry straziato che si sfoga con furia
mandando in frantumi gli oggetti nell’ufficio di Silente sfogandosi come
un folle. È a questo punto che Silente gli spiega ogni cosa, dal destino
dei suoi genitori, al significato della profezia, al ruolo dell’Ordine
della Fenice, al suo rapporto con lui.
Il film sembra voler finire ad ogni costo, e non da sufficiente spazio
al motivo per cui Voldemort tenesse tanto a quella profezia e al motivo
per cui ha designato proprio Harry come suo eguale.
Quello che ha reso straordinario il ragazzo non è soltanto il coraggio
e la purezza di cuore che lo ha tenuto lontano dalle lusinghe di un potere
maestoso come quello di Voldemort, ma soprattutto la sua capacità di amare.
Il potere delle scelte contrapposto alla possibilità di lasciarsi sedurre
da ciò che è facile, ma anche inesorabilmente sbagliato.
La scena finale con Harry allegro alla stazione è penosa, e secondo me
andava evitata del tutto.
Ottima Luna Lovegood, forse un po’ troppo “sveglia”. Buona l’interpretazione
di Nevil e dei ragazzi dell’Esercito di Silente, peccato per Cho che nel
film viene ritenuta responsabile di aver rivelato alla Umbridge il luogo
dove avvenivano le riunioni segrete dell’ES, mentre nel Romanzo è una
sua amica che fa la spia.
Ottima anche l’interpretazione di Dolores Jane Umbridge, quasi perfetta
in tutto.
Bravi come sempre i professori, Hagrid e Sirius Black oltre che l’intera
famiglia Dursley.
Pessimi come al solito Silente e Hermione, ma questa è un’altra storia.
Voto finale: 6,5
Films
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