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Harry Potter e il Calice di Fuoco
Titolo originale: Harry Potter and the Globet of Fire
© Salani, 2001
genere: fantastico
A cura di Ema
Considerata la mia età ero convinto che cimentarmi
nella lettura di romanzi per ragazzi come quelli delle saga di Harry Potter
fosse uno grosso sbaglio e per qualche anno ho deciso di ignorare questo
nuovo fenomeno letterario. Con l’avvento dei film ho preferito aspettare
ancora, sempre convinto di trovarmi di fronte ad una qualche sciocca storia
per bambini. Sicuramente i primi 2 episodi della serie (La Pietra Filosofale
e La camera dei Segreti) ruotano intorno ai protagonisti ancora bambini
e nonostante le straordinarie capacità e la triste storia di Harry Potter
il contatto con l’oscuro mondo dei maghi adulti è ridotto all’essenziale.
Con il 3° episodio le cose iniziano a cambiare sensibilmente, e il mondo
fanciullesco di Harry, Ron ed Hermione si scontra con le trame e gli inganni
di professori, ministri e persino di un prigioniero della terribile prigione
di Azkaban.
Con “Harry Potter e il calice di fuoco” la scuola di Hogwarts non può
più essere la stessa per l’adolescente Harry e per i suoi 2 fedeli amici,
coinvolti loro malgrado nelle terribili vicende che spezzarono il mondo
magico quando Lord Voldemort seminava morte insieme ai suoi seguaci. Trascinato
contro la sua volontà nel pericolosissimo torneo “Tre Maghi” nel quale
si devono misurare 3 campioni di diverse scuole di magia, tenuto a distanza
e temuto anche dal suo migliore amico, respinto dalla ragazza orientale
di cui ha una cotta, Harry inizia a fare i conti sul serio con il suo
passato e con le persone ancora viventi ad esso legate. Le persone amiche
della sua famiglia sono state allontanate o, come il suo padrino Sirius
Black, sono ricercate e devono continuamente nascondersi. Non c’è pace
per Harry nemmeno nei sogni, rabbuiati dalla presenza del redivivo Voldemort,
e al risveglio la sua cicatrice lo fa impazzire di dolore.
La storia fa finalmente luce sui rapporti e sulla vera natura di tanti
personaggi ambigui, incontrati nei primi tre episodi: si scopre che Hagrid,
il grosso e ingenuo professore di Cura delle creature magiche è in realtà
un Mezzogigante, nato dall’unione di una gigantessa e di un uomo. Poiché
la natura dei giganti è malvagia, viene guardato da tutti con sospetto
e circospezione, anche se il preside Silente ha completa fiducia in lui.
L’odioso professor Piton, capo della Casa di Serpeverde che detesta Harry
fin dal primo anno, è stato in passato un Mangiamorte, cioè un seguace
fedele di Voldemort. Solo grazie a Silente si è convertito alla giusta
causa del bene, senza però riuscire a farsi amare. Lucius Malfoy, il malvagio
padre del compagno di corsi di Harry, Draco Malfoy, è rimasto fedele al
Signore Oscuro, e continua a sostenerlo e ad aiutarlo.
In mezzo a queste rivelazioni viene anche messo in risalto il rapporto
tra Ron ed Hermione, che a furia di gelosie,litigate e punzecchiature,
si scoprono attratti l’uno dall’altra, senza tuttavia lasciarsi andare,
come spesso accade tra adolescenti di appena 14 anni. L’epilogo della
storia lascia aperti nuovi scenari e prepara la strada per l’inevitabile
scontro tra le forze del bene e il malvagio Lord Voldemort con i suoi
Mangiamorte.
L’Harry Potter incontrato in questo 4° romanzo inizia sempre di più a
patire l’enorme fardello che il destino ha posto sulle sue spalle. Il
ragazzo non sa più come comportarsi con i suoi coetanei e capisce che
l’interesse di molti è solo causato dal fatto che nell’ambiente è famoso,
fama che cederebbe volentieri a chiunque fosse in grado di strappargliela.
Un Harry Potter quattordicenne che vive i suoi trimestri a Hogwarts come
fosse un adulto carico di responsabilità, come se ogni istante il mondo
intero si aspettasse qualcosa da lui. Un colpo di genio (a mio avviso)
dell’autrice non cadere nella tentazione di trasformare il tutto in una
sorta di fiaba, in cui “tutti vivono felici e contenti”, e di lasciare
che anche le cose più spiacevoli e angoscianti accadano anche in un mondo
speciale come quello della magia, ma sempre e comunque abitato da uomini,
con i loro difetti e le loro angosce.
SAGA
1· H.P. e la Pietra Filosofale
recensione
2· H.P. e la Camera dei Segreti
recensione
3· H.P. e il Prigioniero di Azkaban
recensione
4· H.P. e il Calice di Fuoco
5· H.P.
e l'Ordine della Fenice
recensione
6· H.P.
e il Principe Mezzosangue
recensione
7· H.P.
and the Deathly Hallows
recensione
Harry
Potter e il Calice di Fuoco
Regia: Mike Newell
Nazione e Anno: Usa, 2005
Durata: 2h e 37'
Interpreti: Daniel Radcliffe (Harry Potter), Emma Watson (Hermione Granger),
Rupert Grint (Ron Weasley), Brendan Gleeson (Alastor 'Malocchio' Moody),
Katie Leung (Cho Chang), Jason Isaacs (Lucius Malfoy), Robbie Coltrane
(Hagrid), Ralph Fiennes (Lord Voldemort), Michael Gambon (Albus Silente).
A cura di Ema
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Se non avessi letto il romanzo, probabilmente non
mi sarei soffermato troppo sulla prima parte del film, una carrellata
di immagini e situazioni rapida e piuttosto confusa. In effetti non mi
è chiaro il motivo per cui della lunga prima parte del romanzo si sia
voluto mantenere praticamente tutto, presentandolo come surrogato di scene
senza un vero filo conduttore. Della coppa del mondo di Quidditch si scorge
il meraviglioso Stadio magico, ma non la partita, nemmeno una "sintesi".
In tutto il film è stata completamente eliminata la presenza di Sirius
Black e degli Elfi domestici, la cui causa è tanto cara ad Hermione e
il cui ruolo ha una significativa importanza ai fini della trama. Inoltre
il film sembra totalmente ignorare che i 3 protagonisti, Harry Ron ed
Hermione stanno frequentando il 4° anno di scuola ad Hogwarts, poiché
viene presentata una sola lezione in aula, quella più importante per la
comprensione della trama originale. Con questo non voglio dire che il
romanzo avrebbe dovuto essere fedelmente riportato, la sua lunghezza non
lo permetteva, ma credo che alcune scelte dei sceneggiatori potevano essere
riviste. Il Torneo Tremaghi, su cui ruota essenzialmente la trama principale,
è stato invece riportato abbastanza fedelmente, con qualche aggiunta scenica,
come ad esempio la battaglia di Harry con il drago, resa più avvincente.
Anche il ballo del Ceppo ha avuto la sua degna trasposizione su pellicola,
meritandosi persino un'introduzione del tutto assente nel romanzo, quando
cioè la Professoressa Mc Grannit insegna agli studenti del Grifondoro
come danzare (usando il povero imbarazzatissimo Nevil).
Se devo essere sincero ero curioso di vedere come il film avrebbe presentato
il rapporto tra Ron ed Hermione, e sono stato pienamente soddisfatto della
resa. Per tutto il film i 2 continuano a battibeccare su ogni cosa, tipico
comportamento di 2 adolescenti che provano interesse reciproco, ma sono
troppo timidi, impacciati ed inesperti per confessarlo. Quando Ron scopre
che Hermione ha un misterioso cavaliere per il ballo va su tutte le furie
e rovina la serata alla sua dama (di cui non gli importa nulla) e a Harry,
lanciando occhiate di gelosia ad Hermione e rimanendo in disparte. Il
culmine giunge al termine della serata, quando Ron non si trattiene e
inizia a criticare i comportamento di Hermione e la sua scelta di andare
al ballo con Krum, campione ungherese del Torneo Temaghi e appartenente
ad una scuola di magia di sospette radici oscure. A questo punto Hermione
va su tutte le furie, dicendo a Ron che se avesse voluto invitarla al
ballo lei non avrebbe nemmeno pensato ad un altro cavaliere e gli chiede
come avesse potuto chiederle di venire al ballo con lui soltanto come
rimpiazzo. Ron rimane pietrificato e dice ad Harry che le ragazze lo terrorizzano
quando crescono, meritandosi un altro imperioso scatto d'ira della ragazza
che urla ad entrambi di andare subito a letto (come una mamma) e si accascia
in lacrime sulle gradinate, dicendo a Ron di aver rovinato tutto.
Il resto del film è invece un trionfo di effetti speciali e di suspance,
che fanno dimenticare la confusione iniziale e concludono degnamente la
storia. Nonostante mi sia sentito in dovere di riportare quello che secondo
il mio parere poteva essere migliorato o modificato, sono rimasto più
che soddisfatto da questo quarto capitolo cinematografico della saga di
Harry Potter. Come nel romanzo, il film mostra chiaramente come sta cambiando
il mondo intorno ad Harry e ai suoi amici, che iniziano a fare i conti
non più soltanto con i propri doveri scolastici e con il passato di Harry,
ma iniziano a scontrarsi con il mondo degli adulti, pieno di torbidi segreti
e di contraddizioni, lasciandosi alle spalle i momenti sereni passati
a Hogwarts.
Il ritorno di Lord Voldemort è una realtà impossibile da nascondere, come
anche il pericolo rappresentato dalle tra magie senza perdono che il mago
oscuro padroneggia, capaci in un istante di cancellare la volontà e persino
la vita. Un film più adulto, che rispecchia una narrazione più matura
della Rowling, vietato ai minori di 12 anni in Inghilterra per i suoi
toni forti e per l'epilogo tragico di uno studente di Hogwarts.
Un film che coinvolge e colpisce, che merita appieno il prezzo del biglietto
poichè nessun strumento casalingo sarebbe in grado di ricreare la stessa
atmosfera presente in sala, la magia di vedere lo spettacolare mondo magico
su uno schermo 14,2 x 6,1 metri... almeno nei Cinema più moderni.
Curiosità
* Per realizzare la scena del combattimento
con il drago, è stato costruito un enorme pupazzo di ben 120 metri e provvisto
anche di lanciafiamme.
* La scena della prova nel lago Nero è stata
completata in 3 settimane e Daniel Ratcliffe è stato sott'acqua per ben
41 ore in tutto!
I FILM
1. H.P. e la Pietra Filosofale
2. H.P. e la Camera dei Segreti
3. H.P. e il Prigioniero di Azkaban
recensione
4. H.P. e il Calice di Fuoco
5. H.P. e l'Ordine della Fenice
recensione
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