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BREAKING DAWN di Stephenie Meyer
Titolo originale: Breaking Dawn
Genere: Fantastico/Sovrannaturale
© Fazi, collana Lain, 2008 - pag. 682
A cura di Miki
Non sapevo bene che aspettarmi dall'ultimo libro
della Meyer, accarezzando la sopracopertina scura dove comparivano una
scacchiera con una pedina davanti bianca e una rossa dietro avevo il terrore
di provare solo delusione una volta finito il libro. Invece ora provo
un forte senso di perdita, una sorta di strano vuoto, come se avessi appena
salutato qualcuno che mi è profondamente caro.
Forse sbaglio a partire questa recensione così, parlando delle mie sensazioni,
ma davvero mi è impossibile non farlo quando meno di venti minuti fa me
ne stavo imbambolata, gli occhi lucidi di lacrime fissi sulla parola fine,
al centro del foglio bianco, nell'ultima pagina del libro.
Tuttavia all'inizio, sebbene sapessi che il libro aveva avuto un record
di vendite (1,3 milioni di copie vendute nelle prime ventiquattrore negli
Stati Uniti), il dubbio resta: Breaking Dawn, come mi aspettavo, avrebbe
deluso le mie aspettative?
Il libro inizia dolcemente, aprendo il sipario nei primi capitoli sul
matrimonio dell'ormai indimenticabile Edward Cullen, personaggio che a
questo punto ha raggiunto la fama del Romeo di William Shakespear, e della
timida e impacciata Bella attraverso i cuoi occhi ci siamo innamorate
di lui. Il matrimonio risulta perfettamente riuscito, tranne per il piccolo
dettaglio che Jacob, venuto per incontrare Bella, perde quasi la testa
quando viene a sapere che il matrimonio verrà consumato. Ma gli eventi
continuano a proseguire velocemente, spostandoci dal matrimonio alla luna
di miele sull'isola Esme (alla faccia del megalomanismo!), prestata dalla
madre di Edward alla neo coppia di sposini per farle tranquillamente consumare
il matrimonio. Ed è qui che avviene il primo colpo di scena: Bella è incinta!
Di qui segue un breve attimo di panico, in cui Edward si riprende dallo
stato di schok, dice che torneranno casa e toglieranno "quella cosa" dalla
pancia di Bella. Ma Bella non vuole abortire e, distraendo Edward, chiama
Rosalie per chiedere aiuto e poi, guardi la'ltro capitolo e che trovi?
"Libro secondo- Jacob" .
"Libro secondo- Jacob"? Ma stiamo scherzando? Che mi importa a me di Jacob?!
Ma rassegnata proseguo per le duecento pagine circa di racconto fatto
attraverso i suoi occhi e ne capisco la funzione: senza Jacob infatti
sarebbe stato difficile capire come si era riuscito a staccare dal branco,
non avremmo potuto vedere il deperimento di Bella a causa del bambino,
non avremmo potuto vedere tutto il dolore di Edward né ovviamente capire
l'imprinting, che Jacob finisce per avere con la figlia di Edward e Bella.
E poi torniamo a guardare la storia dalla prospettiva di Bella, vedendo
la nascita di Renesme a cui segue la trasformazione in vampira: e qui
ci sciogliamo perché ci rendiamo conto che la cosa che testardamente e
irrazionalmente speravamo (cioè la trasformazione di Bella in vampiro)
è finalmente avvenuta. Però, invece del vampiro sanguinario e incontrollabile
che eravamo preparati a vedere ci ritroviamo di fronte la stessa Bella,
cambiata nell'aspetto, ma che mantiene la sua timidezza, la sua insicurezza
e il suo amore immenso per Edward. Ma da qui gli avvenimenti si susseguono
e nelle ultime trecento pagine che ci separano dalla fine si fanno più
caotici, mentre le scene di gioia, perdita, dolore, insicurezza, paura
e coraggio si alternano, mentre ti commuovi fino alle lacrime, scopri
le risposte ai misteri presentati dalla Meyer fin dal primo libro e vedi
le matasse di situazioni lasciate sospese sbrigliarsi. Eppure ti rendi
conto che ancora tutto non è finito, o forse è solo una tua speranza.
Indubbiamente, mentre fissavo la parola "fine" nella grande pagina bianca,
al termine del libro, mi rendevo conto che davvero non c'era altro da
dire sulla storia di Bella e Edward, su quell'amore eterno e infinito,
che fin da subito ci appare impossibile, ma che forse proprio per questo
ci appassiona tanto.
Cosa posso dire quindi tirando le somme? Posso dire che, indipendentemente
dal fatto che lo abbia fatto per divertimento, per passione o per soldi,
la Meyer ha creato e narrato in quattro libri una storia d'amore bellissima
e immortale, una favola moderna e idilliaca su un amore impossibile, che
secondo me raggiungerà in breve la fama di Giulietta e Romeo, senza tuttavia
contenerne il finale tragico. Quella della saga di Twilight, di cui Breaking
Dawn rappresenta l'ultimo capitolo, è una storia che resterà per sempre
nel cuore di tutti i suoi lettori, e che insieme ai personaggi vividi
e abbaglianti che la compongono, vivranno lì per sempre. Quindi, tornando
alla mia prima domanda: Breaking Dawn ha deluso le mie aspettative? Indubbiamente
la condensazione degli eventi nell'ultima parte mi è sembrata in qualche
modo un po' esagerata, così come ho trovato troppo dispersiva la prima
parte, ma non posso sinceramente dirmi delusa, non dopo aver ritrovato
per l'ultima volta Bella, Edward, Alice, Jasper, Emmet, Rosalie, Esme,
Carlisle e Jacob, non dopo aver conosciuto Nessie, non dopo aver pensato
di non avere più le loro storie da leggere.
Perciò aspettiamo, prima di salutarli definitivamente, l'uscita del film
il 21 Novembre 2008, sperando che in qualche modo riesca a trasmetterci
tutti i sentimenti che questa serie racchiudeva.
Serie di Twilight
1. Twilight - recensione
2. New Moon - recensione
3. Eclipse - recensione
4. Breaking Dawn
La Critica
"La saga di Stephanie Meyer evoca le più grandi opere della letteratura
fantastica, ma il connubio tra vita terrena e ultraterrena è assolutamente
originale"
Chicago Tribune
"Mentre leggevo Twilight sentivo il respiro di Bella"
Chaterine Hardwicke, regista del film "Twilight"
"Il vampiro fa un sol boccone di Harry Potter"
USA Today
Il sito dell'autrice è particolarmente interessante, sempre aggiornato
e con piccoli curiosità: http://www.stepheniemeyer.com/
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