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ed. TEA
ed. Super Pocket
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MEMORIE DI UNA GEISHA
di Arthur Golden
Titolo originale: Memoirs of a Geisha
© Longanesi, 1997 - pag. 571
Genere: storico/drammatico
Ambientazione: Giappone
A cura di Iris
L'Oriente.
Tra mito e realtà, guerrieri, samurai, danze e Geishe.
Sono queste le prime cose a cui penso quando sento parlare dell'Impero
del Sole.
L'astro nascente, feroce, orgoglioso, un popolo che basa tutti i principi
dell'educazione sull'onore e sulla disciplina. Se noi a dieci anni sappiamo
a mala pena allacciarci le scarpe, loro studiano cerimoniali, strategie
di guerra e l'arte di stare al mondo.
Se per noi vivere è una necessità per gli orientali è una disciplina.
Questo ci si deve aspettare quando ci si appresta a leggere un libro di
stampo orientale; è un altro mondo, un'altra religione un'altra impostazione
culturale, è semplicemente altro. La loro cultura trascende la normalità
per come la intendiamo noi e va oltre, è pura educazione della mente.
Se sentiamo parlare di Arakiri pensiamo si tratti di un cibo tipico, per
gli antichi samurai era morte onorevole. Quanto poco sappiamo di questo
splendido paese. E quanto poco riusciremo a scoprire anche se lo studiassimo
per anni.
La bellezza della scoperta dell'ignoto attira ma non c'è cultura che meglio
riesca a intimorire di quella orientale.
Nella mia ignoranza ho capito che non c'è miglior sordo di chi non vuol
sentire e di conseguenza miglior cieco di chi non vuol vedere. Capito
questo le porte si spalancano su un mondo stupendo.
Qualche anno prima che iniziasse la seconda guerra mondiale viveva in
un piccolo paesino di pescatori una bimba di nome Chiyo. Ella viveva con
i genitori e la sorella in una piccola casetta diroccata sulla scogliera.
La madre della piccola era molto malata e il padre non potendo educare
le sue due figlie accettò la proposta di un giovane imprenditore che si
offrì di comprarle e portarle a Kyoto dove avrebbero imparato un mestiere
che le avrebbe permesso di vivere.
Ora dobbiamo pensare che al tempo era la donna ad educare le figlie, ad
insegnare loro come comportarsi e come essere delle brave mogli. In sua
assenza tutto il loro futuro sarebbe stato compromesso. Per questo motivo,
le due vennero spedite lontano dalla loro famiglia, in un paese sconosciuto
e abbandonate a se stesse.
Satsu, la sorella maggiore finì in una "casa chiusa", la piccola Chiyo
avrebbe imparato il mestiere della Geisha.
È da sapere che la figura della Geisha viene male interpretata nella cultura
occidentale, esse non sono prostitute, sono artiste. Studiano l'arte della
danza, del canto. Imparano a servire il te, a parlare, sono persone di
grande cultura e più complete sono più vengono apprezzate. Non devono
vendersi al primo offerente. Sono donne più che rispettabili che fanno
di quest'arte tutta (o quasi) la loro vita!
Va detto che non tutte ce la fanno, non tutte hanno ciò che serve, grazia,
bellezza, intelligenza e soprattutto rispetto verso se stesse ma tra imprevisti,
difficoltà, battaglie psicologiche e ingiustizie la nostra piccola protagonista
diventerà donna e la più conosciuta Geisha di tutta Kyoto.
Parte del suo successo va attribuito ad un uomo che la seguirà, la proteggerà
e l'amerà. Che si prenderà cura di lei sempre nascosto nell'ombra, da
quel sottile velo di modestia che lo contraddistingue e che fino alla
fine li terrà separati.
Se pensate di leggere una storia d'amore vi sbagliate, se pensate di essere
pronti a tutto cambiate libro, se pensate di leggere le pagine vivendo
ogni attimo allora preparatevi a piangere.
Le emozioni si susseguono riga dopo riga e scusate la banalità ma se vi
servirà una settimana a leggerlo aspettatevi molto di più per dimenticarlo.
Occhi azzurri più del mare, capelli neri come la notte e personalità indipendente
è questo che contraddistingue la piccola Chiyo dalle altre donne.
Geisha si nasce non si diventa.
Estratto
(© Longanesi)
(...) "Non avevo ancora compiuto quattordici anni, eppure mi sembrava
di avere già vissuto due volte. La mia nuova vita stava appena cominciando,
mentre quella vecchia era finita da un pezzo. Erano trascorsi alcuni anni
da quando avevo appreso le tristi notizie sulla mia famiglia e mi stupivo
nel vedere quanto fosse radicalmente mutato il paesaggio della mia mente.
Sappiamo tutti che un panorama invernale, ammantato di gelo, con gli alberi
avvolti in scialli di neve, sarà irriconoscibile all'arrivo della primavera;
eppure non avevo mai immaginato che una simile trasformazione potesse
accadere dentro un essere umano. Quando avevo appreso la fine della mia
famiglia, era stato come se venissi coperta da un lenzuolo di neve, ma
con il tempo il terribile ghiaccio si era disciolto rivelando un paesaggio
che non avevo mai visto prima e neppure immaginato. Non so se questo vi
sembrerà una cosa sensata, ma la mia mente alla vigilia del mio debutto
era come un giardino in cui i fiori abbiano appena iniziato a spuntare
dal suolo, cosicché è ancora impossibile prevedere quale sarà l'aspetto
finale. Io traboccavo di eccitazione e in questo giardino della mia mente,
proprio al centro, si innalzava una statua: era l'immagine della geisha
che volevo diventare." (...)
Curiosità
:: Il romanzo è stato tradotto in 32 lingue.
La Critica
«Raramente un mondo così chiuso ed estraneo è stato evocato con una simile
naturalezza... Se Golden avesse soltanto raccontato questi particolari
dando prova di bello stile, Memorie di una geisha sarebbe comunque di
enorme interesse, come una finestra aperta su una cultura sconosciuta.
Ma nell'indimenticabile Sayuri, Golden ha trovato anche il cuore e l'essenza
di una verità posta al di là del particolare.»
The New Yorker
«È il romanzo perfetto per chi ama i romanzi… mentre lo si legge, si viene
trasportati in un altro luogo, in un altro tempo, e sembra di stare osservando
e ascoltando il mondo con gli occhi e le orecchie di un’altra persona.»
Margaret Forster
«Non riesco ancora a credere che un uomo americano possa penetrare così
agevolmente nell'anima di una donna giapponese, e catturare con tanta
perfezione un mondo, i suoi tessuti, le sue speranze, il suo linguaggio
sinuoso. Memorie di una geisha evoca la delicatezza d'acciaio della cultura
di una geisha di Kyoto con tale sorprendente accuratezza che, dopo averlo
finito, sentirete di essere entrati non soltanto in un altro mondo, ma
anche in uno straordinario cuore straniero.»
Pico Iyer, autore di C'era una volta l'Oriente
«Una protagonista che è un po' una Cenerentola e un po' un'eroina con
lo spirito picaresco di Moll Flanders, l'intraprendenza di Rossella O'Hara,
il coraggio di Jane Eyre.»
L'Espresso
«La splendida rievocazione di un mondo che sta rapidamente scomparendo.»
The Times
 Memorie
di una Geisha
Regia: Rob Marshall - USA 2005
Titolo originale: Memoirs of a Geisha
Cast: Zhang Ziyi (Sayuri Nitta), Michelle Yeoh (Mameha), Gong Li (Hatsumomo),
Ken Watanabe (il presidente)
Prodotto da: Steven Spielberg, Lucy Fisher, Douglas Wick
Vincitore di 3 premi oscar: miglior fotografia, miglior sceneggiatura,
miglior costumi
Durata: 140'
A cura di Silvia
Dopo il buon debutto con il film musicale "Chicago" (6 oscar!), Rob Marshall
ci riprova, cimentandosi in un genere completamente diverso.
Tratto dall'omonimo romanzo di Arthur Golden, "Memorie di una Geisha",
racconta la difficile vita di Chyo, una bambina strappata alla famiglia
e rinchiusa in una scuola per Geishe.
Il suo percorso per apprendere un'arte così sopraffina è lungo e difficile:
l'iniziale rifiuto, le fughe per ritrovare la sorella condannata al medesimo
destino, gli umili lavori, il tempo che passa inesorabile, la rassegnazione,
il primo batticuore, l'accettazione di un futuro come Geisha, il desiderio
di diventare la più ambita, l'amore soffocato per un uomo…
Quello delle Geishe è un mondo vietato agli occhi, spiato con grande abilità
per far comprendere quanto la vita di una donna, impossibilitata dal maneggiare
il proprio destino, possa essere piena di sofferenza.
Una Geisha spesso cresce nella violenza per apprendere la raffinatezza,
è costretta a ogni genere di sacrificio per apparire perfetta,… tutto
per poter vendere al miglior offerente la propria verginità. Una geisha
non può amare nessuno. E' la donna della notte che ammalia e intrattiene
con l'arte del cha-no-yu (cerimonia da tè), del canto, della musica, della
danza, del piacere.
Zhang Ziyi interpreta una Chiyo/Sayuri perfetta, rendendo credibile la
metamorfosi da ragazzina scomposta e ribelle, in Geisha raffinata e soprattutto
rassegnata.
Hatsumomo, l'antagonista, più che gelosa di Sayuri sembra arrabbiata con
il mondo intero, costretta in vestiti che non sono i suoi, costretta a
non poter dar voce al suo cuore. Ben lontana dallo spirito che dovrebbe
appartenere a una Geisha, Gong Li recita magnificamente l'ansia della
ribellione, e nonostante ricopra un ruolo secondario è più viva e palpitante
della protagonista stessa, arrivando anche ad oscurala... con i suoi capelli
spettinati, il kimono slacciato, lo sguardo insolente… è sensuale, volgare
e raffinata allo stesso tempo.
Rob Marshall ha fatto un ottimo lavoro nel trasformare le parole in immagini,
nel raccontare e incantare lo spettatore che si immerge in un Giappone
arcaico e affascinante dove usi e costumi sono un fondamento saldo e inviolabile.
E' storia e documentario allo stesso tempo, peccato che la potenza della
fotografia, la sceneggiatura e tutto quello che c'è di annesso e connesso
non arrivi allo spettatore come il romanzo è riuscito con il lettore.
E' un tripudio di colori e musiche, si respira l'odore dei fiori di pesco,
eppure manca qualcosa di indefinibile. Se si analizza ogni particolare
è difficile trovarvi dei difetti, eppure nel guardare la pellicola, soprattutto
se si è letto il romanzo, non ci si commuove.
Senza dubbio c'è la tecnica, ma manca il cuore.
Curiosità
:: I diritti sul romanzo erano stati acquistati da Steven Spielberg
costretto in seguito a cederne la regia a Rob Marshall causa i numerosi
impegni, diventandone solo produttore esecutivo.
:: Con la modica cifra di 82 milioni di dollari (spostare l'intero
set dall'altra parte dell'Oceano sarebbe costato molto di più) negli studi
della California è stata ricostruita la suggestiva Kyoto degli anni '30.
:: Gong Li ha ben 14 anni in più di Zhang Ziyi... l'avreste mai
detto?

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