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...il piacere della lettura

UNDICI MINUTI di Paulo Coelho
Titolo originale: Onze minutos
© Bompiani, 2003 - pag 260
A cura di Silvia

Dopo aver letto tanti commenti di varia natura mi meraviglio che Undici Minuti sia stato anche classificato come un libro 'volgare e osceno': può essere definito noioso, banale, prevedibile, questo è soggettivo, ma oggettivamente non è assolutamente un libro volgare. In certi momenti non sembra neppure un romanzo nel senso stretto del termine, quasi che la storia di questa giovane donna perduta, dedita al lavoro più vecchio del mondo, sia il banale pretesto per soffermarsi a riflettere sugli aspetti più segreti e privati dell'uomo, su quello che pensa ma non osa dire, su tabù che tutt'oggi esistono.
Iniziarlo è percorrere un sentieri poco inesplorato, spesso lasciato al caso e all'immaginazione, attraverso il sesso e l'amore in ogni sua forma.

Maria, nonostante i meravigliosi sogni di fama e gloria, si ritrova a vendere il suo corpo in un locale di Ginevra. Un lavoro perfettamente legale, che svolge con dignità, pensando ai soldi che guadagnerà in un anno e che le permetteranno di tornare a casa in Brasile per vivere più che agiatamente.
Ogni sera indossa una maschera a seconda dell'occasione o della compagnia e vive il momento con un certo distacco, senza provare nient'altro che niente: undici minuti in cui non si sente nessuno.
C'è solo una regola da rispettare per fare "la vita": non innamorarsi. Mai e per nessuna ragione.
Eppure Maria non fa altro che pensare a quel sentimento già provato da ragazzina, al dolore che le aveva procurato, ai piccoli turbamenti, alle palpitazioni, ai fremiti di gioia...
Ora invece tiene il suo cuore ben al riparo da possibili scossoni, ma appunta sul suo diario sogni romantici, come ogni ragazza di ventidue anni dovrebbe fare. Sogna, perché è l'unica cosa che la salva dalla solitudine, che la conforta tra le quattro mura del suo appartamento. E aspetta. Aspetta di tornare a casa e trovare il suo uomo ideale, il Principe Azzurro che la prenderà tra le sue forti braccia per proteggerla e rendere felice e contenta per tutta la vita. Non scrive mai di clienti o incontri particolari, il diario è l'anima riflessa della vera Maria afflitta più dalla solitudine che dal miserabile lavoro che ogni sera pratica.
Il momento di svolta arriva quando un pittore le chiede di posare per un ritratto. Conoscerlo e iniziare a soffrire il mal d'amore è un tutt'uno. Maria si innamora di lui perchè ne ha bisogno e lui è la prima e unica persona che la accetta per quello che è, che la capisce e ne condivide pensieri, solitudine, malinconia.
Lui deve essere salvato, proprio come lei.
Maria è una prostituta che non sa cosa sia realmente il sesso, non conosce il piacere e accanto a Ralf scopre che può esserci piacere senza toccarsi, che la seduzione è un gioco che richiede tempo, fatto di sguardi, gesti, silenzi.

L'autore attraverso una storia semplice, scruta l'anima di una donna che vive una vita che non le appartiene, ma che accetta senza rimpianti. Maria non si pone mai come vittima, avrebbe potuto restare con il portafoglio vuoto e la dignità intatta, ma sceglie diversamente.
Nel romanzo non ci sono molti dialoghi, è una sorta di racconto, spesso introspettivo, un viaggio nell'intimo delle emozioni, che tocca le parti più dolci dell'essere umano, ma anche quelle più volitive, quasi masochiste.
Un romanzo che nonostante parli di prostituzione e sesso ricorda un po' una favola e come ogni favola che si rispetti inizia con "C'era una volta" e finisce… non lo immaginate come?


Estratto
(dal diario di Maria, pag. 94)

Se oggi dovessi raccontare la mia vita a qualcuno, potrei farlo in maniera tale che mi giudicherebbe una donna indipendente, coraggiosa e felice. nient'affatto. A me è proibito menzionare l'unica parola che è più importante degli undici minuti: "amore".
Per tutta la vita, ho concepito l'amore come una sorta di schiavitù accettata. E' una menzogna: la libertà esiste solo quando esiste l'amore. Chi si abbandona totalmente, chi si sente libero, ama al grande estremo.
E chi ama al grande estremo, si sente libero.
Perciò, nonostante adesso io viva e faccia e scopra tantissime cose, nulla ha senso. Spero che questo periodo passi velocemente, affinché io possa tornare a cercare me stessa, incontrando un uomo che mi capisca, che non mi faccia soffrire.
Ma che stupidaggini sto scrivendo? Nell'amore, non si può ferire nessuno. Ognuno di noi è responsabile di quello che prova, e non può incolpare l'altro.
Io mi sono sentita ferita quando ho perduto gli uomini dei quali mi ero innamorata. Oggi sono convinta che non si perda nessuno.
Questa è l'autentica esperienza della libertà: avere la cosa più importante del mondo, senza possederla.

La Frase
"Se non penserò all'amore non sarò niente."




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