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THE PRESTIGE di Christopher Priest
[Inedito in Italia]
A cura di Clizia
*romanzo vincitore del World Fantasy Award
nel 1996
Due illusionisti del diciannovesimo secolo, l’aristocratico Rupert Angier
e il proletario Alfred Borden, ingaggiano una sfida mortale i cui effetti
saranno ancora sentiti dalle due famiglie un centinaio di anni più tardi.
Lavorando nell’ambiente di fumi e specchi dei teatri vittoriani, entrambi
gli uomini si muovono ciascuno nascosto sullo sfondo dell’oscura vita
dell’altro; guidati fino al limite estremo da una micidiale ossessione
per la segretezza e un’insaziabile curiosità. Il cuore di tutto è una
strepitosa illusione che entrambi eseguono durante le loro esibizioni.
Il segreto della magia è semplice ed è sotto gli occhi del lettore fin
dall’inizio, ma per i due avversari il vero mistero giace più in profondità.
Entrambi hanno qualcosa di più da nascondere che non un semplice trucco
del mestiere.
"The Prestige" è diviso in cinque parti raccontate in prima
persona dai protagonisti sotto forma di diario: intrigante anche per un
regista come Nolan.
Due molto brevi, la prima e la terza, hanno per protagonisti i discendenti
di Angier e Borden: Kate Anger e Andrew Westley, il cui vero nome è Nicholas
Borden.
La seconda è raccontata da Borden il quale, nel 1901, ricorda l'origine
della sua rivalità nei confronti di Angier. Lo conosciamo figlio di una
famiglia operaria, circondato dall'affetto dei suoi genitori e con uno
spiccato talento per la prestidigitazione. Nel suo racconto, un po' storia
della sua vita e un po' manuale di magia, Borden fa un Patto con noi,
come se fosse sul palco, ci mostra le mani vuote e ci assicura che ciò
che stiamo per leggere è la Verità.
La quarta parte è il diario di Angier iniziato quando aveva appena sei
anni; Nolan si è ispirato principalmente a questa parte per il suo film.
Nonostante la sua nobile famiglia, Angier sarà quasi costretto a trovarsi
un lavoro per vivere perchè il padre, il duca Colderdale, lascerà titolo
e poderi in eredità al figlio maggiore. In pieno periodo d'oro per la
magia e lo spiritismo, Angier deciderà di diventare un mago e sarà proprio
durante una seduta spiritica che incontrerà Borden dando inizio alla loro
storia di odio. E’ in questa parte che conosciamo anche un altro personaggio,
Nikolas Tesla una delle menti più geniali e altresì incomprese del XIX.
Tesla aiuterà Angier a sviluppare una spettacolare macchina che gli permetterà
di superare Borden nel suo trucco più famoso “L’uomo trasportato”.
Non ci sono buoni o cattivi in questo romanzo, Priest non prende le parti
di nessuno. Borden e Angier sono spinti nel loro agire da forti motivazioni.
All'inizio è il desiderio smascherare un ciarlatano di Borden e la conseguente
vendetta di Angier, in seguito queste motivazioni verranno meno per lasciare
spazio a emozioni forti come l'invidia, la gelosia, la curiosità e l'ossessione
che porta i protagonisti a compiere azioni che potrebbero compromettere
la loro stessa professione.
Al lettore la scelta.
Così come nel film, la mia simpatia va a Borden, dei due è quello con
più talento ed è anche il personaggio più enigmatico; l'uso ripetitivo
del pronome IO nel suo racconto è in qualche modo inquietante. Angier
è sempre alla rincorsa del suo avversario che odia e ammira allo stesso
tempo. Non ho fatto fatica a immaginare i due maghi con i volti di Bale
e Jackam. Nolan ha scelto con cura i suoi attori ed entrambi sono stati
ottimi nel dare vita ai due antagonisti.
La quinta parte del romanzo è intitolata "The Prestiges".
Spiega Borden: "Un’Illusione è composta da tre fasi. La prima è la preparazione,
dove la natura di ciò che si tenterà di fare è solo accennata, o suggerita,
o spiegata. Viene mostrato l'apparato. Volontari presi dal pubblico talvolta
partecipano alla preparazione. Quando il trucco è pronto, il mago farà
il possibile per dare indicazioni errrate. L'esecuzione è quando il lungo
allenamento del mago, e il suo innato talento come artista, si uniscono
per creare l'effetto magico. La terza fase è talvolta chiamata l'effetto,
o il prestigio, ed è il risultato della magia. Se un coniglio è estratto
dal cappello, un coniglio che apparentemente non esisteva prima che il
trucco fosse eseguito, questo è il prestigio frutto di quel trucco”.
Benché trucco e prestigio mi fossero già noti, si è rinnovato quel senso
di stupore che avevo avuto nelle fasi finali del film. Priest estrae del
cappello non uno ma innumerevoli conigli, i capitoli finali sono infatti
un susseguirsi si rivelazioni e colpi di scena.
The Prestige, come il film, è un romanzo che richiede attenzione ai dettagli
e alle sfumature delle frasi e che alla fine lascia un forte senso di
soddisfazione. Uno dei più bei film visti nell’ultimo anno e tra i libri
più coinvolgenti letti di recente.
E’ un peccato che un romanzo così, vincitore del World Fantasy Award nel
1996, non sia stato ancora tradotto in Italia.
The
Prestige
USA, 2006
Regia: Christopher Nolan
Cast: Hugh Jackman, Christian Bale, Michael Caine, Scarlett Johansson,
David Bowie, Andy Serkis, Piper Perabo, Jamie Harris

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