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RABBIA di Chuck Palahniuk
Titolo originale: Rant
© Mondadori, Strade BLu, 2007 - pag. 330
A cura di Anna Maria Pelella
Buster "Rant" Casey è un personaggio assai particolare,
intanto è un untore, ha il virus della rabbia e non si fa nessun problema
a propagarlo, poi è un collezionista di denti da latte e fan della fatina
degli stessi, inoltre risulta essere un sovversivo di prima misura. Poi
ancora è uno dei più famosi party crasher, ultima moda a metà tra il fight
club e i deliri di Ballard, ed ha anche una capacità che lo rende quasi
immortale, e come qualcuno prima di lui dopo la sua morte lascia un messaggio
che dice "fra tre giorni ritornerò".
Questa è una biografia orale della breve e delirante vita di un altro
dei vivissimi personaggi di Palahniuk, autore della più lunga carrellata
di alcuni tra i più indimenticabili fuori di testa che la letteratura
recente possa vantare.
Apprendiamo così che Buster era il genere di errore che una ragazza
deve assolutamente fare, finchè è abbastanza giovane da potersi riprendere
e che giocare al gioco della bottiglia con Rant nei paraggi era rischioso,
sotto tutti i punti di vista.
Leggere questo libro è un'esperienza piuttosto particolare, intanto perchè
la modalità con cui è scritto aumenta il piacere della lettura, rendendola
varia e sempre leggerissima, poi perchè il protagonista è il genere di
personaggio che Palahniuk ci ha abituati ad aspettarci dai suoi lavori.
Rant riesce a rendersi simpatico nonostante l'aspetto trascurato e i denti
neri, e incredibilmente ha la capacità di costringere i suoi interlocutori
a scegliere tra il dire la verità o soffocare nelle loro stesse menzogne.
L'ambientazione è leggermente futuristica, di quelle che solo Dick ci
aveva abituati a temere, ma che in Palahniuk diviene il naturale prolungamento
del delirio che già stiamo vivendo. In un domani che è pericolosamente
dietro la porta saremo divisi tra notturni e diurni e separati per sempre
da una sirena. Giocheremo al party crashing decorando le nostre auto con
oggetti diversi che indicano il tema della serata, come la torta nuziale
nelle serate oggi sposi, che finiremo per tirare addosso agli altri partecipanti
una volta che saremo finiti fuori strada. Avremo una radio che racconta
i particolari più succulenti degli incidenti, che spesso provocheremo
noi stessi. E quando la nostra figlioletta dark morirà per il morso del
suo pipistrello, faremo una veglia funebre che somiglierà pericolosamente
ad una delle sue feste di compleanno e metteremo su un gruppo di sostegno
per i genitori i cui figli sono intrappolati nello stile di vita dark.
Da DRVR Radio Traffico Esplicito: Un ultimo aggiornamento dai ragazzi
del vagone carne a proposito del ribaltamento fatale sulla 213. La canzone
che stavano ascoltando quando sono morti era My Sharona degli Knack. E
dunque il premio "Canzoni di Morte" oggi va a Brian Lambson...un saluto
da Tina Qualcosa di Traffico Esplicito: perchè noi sappiamo cosa volete
vedere...
Lo stile originalissimo di Palahniuk rende frizzante tutto il racconto
e i suoi personaggi sono quanto di più quotidiano e vicino a noi si possa
immaginare, solo che loro hanno tolto il freno e lasciato che la follia
che alberga dentro ciascuno di noi prenda il sopravvento in una escalation
perfetta che culmina con la celebrazione del più gigantesco no che si
possa urlare alla normalità.
Palahniuk ci porta allegramente incontro al bivio tra normalità/appiattimento
e follia/degenerazione e, senza darci il tempo di decidere ci lancia nell'iperbole
che sola rende significativa un'intera vita a dispetto di tutte le cautele
e le precauzioni che potremmo mai sognare di prendere.
La sua prospettiva rende allettante persino la morte, qui vanificata da
un gioco di rimandi che è il punto più alto della sospensione dell'incredulità
mai richiesta ad un lettore. Ed è proprio questo l'unico punto debole
di un lavoro per altri versi eccezionale, sta quindi ad ogni singolo lettore
decidere se concedere la sospensione e godere del finale assolutamente
folle dell'intero viaggio o mollare là il suo narratore ed optare per
un attaccamento alla bistrattatissima normalità.
A voi la scelta, io la mia l'ho già fatta, ci vediamo dall'altra parte.
Un saluto da Tina Qualcosa di Radio traffico esplicito: perchè noi
sappiamo cosa volete vedere.

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