Morbide
Guance di Natsuo Kirino A cura di Silvia (2010)
Voto: 




Le morbide guance sono quelle di Yuka, una bambina scomparsa
misteriosamente durante una vacanza tra le montagne dell'Hokkaido e che
da quattro anni sua madre, Kasumi, sta cercando disperatamente, a tal
punto da annullare tutto il resto.
Al diavolo il suo matrimonio, il suo amante e via pure Risa, la figlia
minore, ma purtroppo non la figlia preferita. Per
lei c'è solo quella ricerca illusoria a tenerla in piedi giorno dopo
giorno.
Il viaggio di Kasumi sarà duro e introspettivo, l'autrice ci farà
conoscere una donna schiacciata dal senso di colpa e dalla gravità
delle sue azioni, avendo voluto portare la sua famiglia tra "quelle" montagne
solo per incontrarsi con il suo amante. Un atto puramente egoistico, ma
necessario, a cui Kasumi non ha saputo sottrarsi. Ma quella smania così
irrefrenabile, forse causa del dolore più atroce che una madre possa
sopportare, sarà niente in confronto al calvario che la perseguiterà.
Kasumi sa che la vita si sta prendendo una rivincita su di lei, una
giustizia a cui non può appellarsi la sta punendo. Sta punendo le sue
azioni, la totale mancanza di rimorso nei confronti del marito, il
folle pensiero di poter vivere solo di quell'amore anche a costo di
rinunciare alle sue figlie, la consapevolezza di essere alla deriva e
la totale incapacità di fermarsi.
La storia si snoda interamente sulle ricerche della piccola Yuka, ma il piano di lettura fondamentale
è il lento cammino della protagonista, l'introspezione psicologia dei
vari personaggi che mutano a seconda degli eventi, lasciandosi
travolgere dalla piena del fiume, spesso inermi e incapaci di remare
contro. D'altronde siamo come l'acqua, o distruggiamo il
recipiente che ci contiene o ne prendiamo la forma.
L'incontro con Utsumi, un ex poliziotto, ora malato terminale, sarà
fondamentale. Due anime sole, disperate che, quasi cinicamente, trovano
nella sofferenza dell'altro, l'unico conforto possibile. Due anime che
hanno in comune il mancato senso di rassegnazione, uno per la morte,
l'altra per la scomparsa della figlia.
Un'accorata riflessione
sulla distorsione della mente umana, che può perdersi, ma anche
ritrovarsi, pur restando vittima dei propri irreparabili errori.
Mi aspettavo qualcosa di più dal finale, ma è anche giusto così. Non
tutto viene spiegato e degli interrogativi restano irrisolti, dal
momento che nella vita, purtroppo, non sempre c'è un perchè
a tutto. Il difficile è accettarlo.
La Critica
"Natsuo Kirino è l'unica vera voce innovativa della narrativa
giapponese degli ultimi vent'anni"
Daisuke Hashimoto
Premi
Il romanzo ha vinto in Giappone il premio Naoki.
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