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Diane Setterfield
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...il piacere della lettura

LA TREDICESIMA STORIA di Diane Setterfield
Titolo originale: the thirteenth tale
© Mondadori, 2007
Pagine: 412
Genere: narrativa
A cura di NebulaQueen (2010)

Margaret Lea è una giovane libraia antiquaria con una quieta passione per le biografie letterarie in cui di tanto in tanto si cimenta. La sua prevedibile esistenza viene sconvolta quando Vida Winter, sfuggente e carismatica scrittrice alla fine dei suoi giorni, la incarica di scrivere la sua biografia ufficiale. Margaret parte alla volta dell'isolata magione dell'anziana autrice, nelle campagne dello Yorkshire, e rimane immediatamente stregata dalle vicende della singolare famiglia Angelfield e dalla sorte di un misterioso racconto che Vida Winter non ha mai voluto pubblicare...

Non mi viene in mente una parola più adatta di questa: ipnotico! Assolutamente ipnotico!
Tanto per cambiare, ho comprato il libro per puro caso mentre vagavo per l'aereoporto di Napoli e l'ho cominciato aspettandomi solamente noia e noia. Poi, dopo un paio di capitoli, mi sono ritrovata magicamente incastrata nel racconto di Miss Winter e in pochissimo tempo ero già arrivata all'epilogo. Più di cinquecento pagine volate in un soffio.
Il romanzo è ambientato nel presente ma le confessioni e la villa di Vida si ispirano particolarmente alle opere dell'800 inglese, nello specifico a due romanzi che ho amato profondamente: Jane Eyre per quanto riguarda la trama e Cime Tempestose per la struttura a matriosca. Infatti non è stata la storia familiare in sè ad appassionarmi ma il suo stampo nettamente vittoriano, accompagnato da accurate descrizioni dei paesaggi dello Yorkshire e un pizzico di mistero.
All'inizio ci ho messo un po' ad abituarmi allo stile ricercato e ridondante della Setterfield. Metafore su metafore, similitudini su similitudini, sembrava un testo fin troppo studiato. Dopo poco però, mi sono accorta che non potrebbe esserci una maniera migliore di così per accompagnare il lettore nel pieno della storia.
Margaret, nonostante il suo ruolo quasi secondario di portavoce, è un bel soggetto. Non è una narratrice onnisciente e quindi non è in posizione più elevata ma anzi, è praticamente allo stesso livello del lettore, e questo favorisce parecchio il coinvolgimento emotivo. La curiosità di Margaret va di pari passo con quella di chi vive la vicenda dall'esterno e la voglia di scoprire di più sulla famiglia di Miss Winter è costante fino alle ultime pagine. Ma Miss Lea non si limita semplicemente ad ascoltare in modo passivo: inizialmente scettica, pian piano si convince della veridicità dei fatti e per lei diventa indispensabile mettere all'opera il suo intuito brillante, completando così le confessioni dell'anziana autrice.
Non posso dire che la lettura de La Tredicesima Storia sia stata proprio una passeggiata dato che in più punti il ritmo rallenta in maniera vistosa. Quando Margaret comincia a perdersi nei suoi fantasmi e conflitti del passato, bisogna solo stringere i denti e andare avanti! Probabilmente l'autrice ha inserito questi momenti per dare il tempo di digerire le pagine appena lette e aumentare maggiormente la curiosità.
Sono convinta che questo libro piacerà sicuramente a chi ha un debole per la letteratura ottocentesca! E piacerà sicuramente anche a chi ama e rispetta profondamente i libri. La Setterfield è riuscita a tradurre in parole quello che provo quando mi trovo di fronte ad una qualsiasi storia...

- Avete presente quando cominciate a leggere un nuovo libro prima che la membrana di quello precedente abbia avuto il tempo di richiudersi dietro di voi? Quando lasciate il vecchio libro avete idee, argomenti - perfino personaggi - impigliati nelle fibre dei vestiti e, aprendo quello nuovo, scoprite che sono ancora con voi. -

- Quale sostegno, quale consolazione nella Verità, a paragone di una storia? A che giova la Verità a mezzanotte, al buio, quando il vento ruggisce nel comignolo come un orso? Quando il lampo sprigiona ombre sulla parete della stanza e la pioggia bussa alla finestra con le sue lunghe unghie? No: quando paura e freddo ti immobilizzano a letto come una statua, non aspettarti che la scarna e ossuta Verità accorra in tuo aiuto. Quello che ci vuole è il pingue conforto di una storia: sentirti placare, cullare dalla sicurezza di una bugia. -



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