La
Strada in Fondo al Mare di Leah Fleming A cura di Silvia (03/2012)
Voto: 




Le trame che tesse il
destino sono imprevedibili e incontrollabili.
Possono
dirlo con certezza Celeste Parkes e May Smith, due donne tanto diverse,
ma unite da un evento catastrofico come l'affondamento del Titanic.
Poche e tragiche ore che le legheranno per sempre.
Conosciamo Celeste mentre si sta imbarcando sull'inaffondabile per
tornare in America dal marito e dal figlio, dopo essere
stata in Inghilterra per partecipare al funerale della
madre. È una
donna benestante, forte e determinata, intrappolata in un matrimonio
infelice e violento.
May al contrario è una ragazza semplice che
cerca col marito e la loro bambina l'occasione di riscatto. Il sogno
americano. Ma quel sogno è destinato a infrangersi contro un iceberg il
15 Aprile
del 1912 quando perderanno la vita più di 1500 anime.
Celeste, al
sicuro su una scialuppa rigorosamente occupata da passeggeri di prima
classe, salva May dal gelo delle acque e poco dopo, il capitano, affida
a quest'ultima una bambina. May è convinta che si tratti di sua figlia,
ma ben presto scoprirà che non è così. Sola al mondo e senza
un
posto dove andare May decide di affrontare il dolore trovando conforto
in una bugia. E se ha perso Joe e la sua piccola, forse quel miracolo
potrà aiutarla a non sentirsi totalmente infelice...
È intorno a questa menzogna che si dipana una ragnatela fatta di
incontri, separazioni, fughe, riavvicinamenti, amicizia, odio, dolore e
amore. Una ragnatela tessuta per quasi cinquant'anni in cui il lettore
si troverà a vivere quasi mezzo secolo di storia di cui due eroine,
spesso atipiche, si faranno portavoce.
La Fleming con La Strada in Fondo al Mare racconta una storia di vita, ma dipinge anche, e soprattutto, un lungo affresco storico e sociale. Probabilmente il suo intento era proprio quello di far conoscere ai lettori non solo la storia del Titanic che tutti ormai sanno, ma quella che in molti non conoscono. La tragedia di una notte infatti ha avuto ripercussioni negli anni a venire su moltissimi sopravvissuti e l'autrice sviscera, pagina dopo pagina, cause e effetti. Con uno stile asciutto e non eccessivamente descrittivo, le storie dei vari personaggi vengono proposte in capitoli mai eccessivamente lunghi; piccole finestre destinate ad aprirsi sul medesimo orizzonte. Nonostante i drammi che si consumano e i temi trattati spesso toccanti, l'autrice non si abbandona mai a inutili sentimentalismi, ma tratta ogni vicenda, anche la più tragica, con grande dignità, quella dignità tipica della prima metà del '900 quando la gente poteva anche non possedere nulla, ma aveva la forza di camminare a testa alta. May è così. Anonima, pacata, ma animata da una forza interiore che saprà esternare col tempo. Celeste invece spicca da subito per il suo coraggio e libertà d'espressione, nonostante la vita matrimoniale la opprima con pensanti e invisibili catene. Ma entrambe, con grande determinazione, sapranno affrontare il destino che la vita ha serbato per loro. Non voglio aggiungere altro, il romanzo va letto, e lo consiglio soprattutto agli amanti della pura fiction, chi cerca invece uno di quei libri sentimentali in cui perdersi e sognare no, non è questo il caso. Qui c'è vita vera. Vita passata, presente e anche futura.
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