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LA PIOGGIA PRIMA CHE
CADA di Jonathan Coe
Titolo originale: The Rain Before It Falls
© Feltrinelli, 07/2007 - pag. 222
Genere: drammatico
A cura di Anna Maria Pelella
La zia Rosamund è appena morta, sua nipote Gill,
accompagnata dalle figlie va nella casa dove la zia si era rifugiata nell'ultima
parte della sua vita solitaria e là rinviene un registratore e dei nastri
indirizzati ad una sconosciuta Imogen. Insieme alle cassette c'è un grosso
album di fotografie invecchiate dal tempo, e un tubetto vuoto di psicofarmaci...
Jonathan Coe ha scritto molti bei libri, ciascuno particolare a suo modo,
e questo non fa eccezione, anzi accentua la capacità assai originale dell'autore
di raccontare storie a partire dalle emozioni. Inoltre questa è una storia
tutta al femminile, di quelle che stupiscono per complessità e capacità
di profonda comprensione che trapela da ogni pagina.
A chi gli chiedeva come fosse riuscito a scrivere dal punto di vista di
una donna, Coe ha risposto semplicemente che se in precedenza era stato
capace di raccontare storie a partire dal punto di vista di assassini,
arrampicatori politici e stupratori, non comprendeva lo stupore di tutti
per il fatto di aver adottato per questa volta l'ottica di una o più donne.
La narrazione procede lenta attraverso la descrizione di fotografie di
famiglia, ma non si tratta di una lentezza che annoia, bensì dello scandire
di un ritmo interiore, che da solo dice più di quello che ci piacerebbe
sulla natura umana. Le foto che descrive nel corso del libro appartengono
alla storia della famiglia di Rosamund e perciò sono di grandissimo interesse
per le sue nipoti, le quali scopriranno una versione assai dissimile da
quella in cui erano cresciute. Si comincia con la nonna di Imogen, Beatrix
coetanea della zia Rosamund e sua cugina del cuore, rapporto questo importantissimo
nella vita di entrambe ma che si distorcerà a partire dal momento in cui
Beatrix affiderà sua figlia Thea alle cure della cugina per inseguire
un uomo in Canada. La maledizione matrilineare di cui sembrano afflitte
le donne di quella famiglia, cominciata con la madre di Beatrix e finita
con Imogen, è il tema del racconto, le foto sono il mezzo. Si tratta di
foto raccontate perchè Imogen è cieca, ma non dalla nascita e scopriremo
di più anche sull'incidente che ne ha provocato la cecità. Le donne che
popolano questa intricatissima storia hanno tutte un carattere assai particolare
ed un destino non esattamente positivo.
Il talento di Coe è quello singolarissimo di renderle vive raccontandole
a partire da immagini attraverso le quali ricostruiremo la loro storia.
Una storia piena di dolore e di poesia, in cui il dubbio che si presenterà
in maniera ricorrente è quello che concerne il ruolo giocato dalla zia
Rosamund nel tentativo di attenuare questo dolore, ruolo che lei si attribuisce
a partire da un patto di sangue fatto a nove anni con Beatrix di cui pagherà
il conto per tutta la vita. Una vita di cui solo in parte si può dire
soddisfatta, dal momento che verrà spezzata in più momenti dalle interferenze
e dall'egoismo di Beatrix, fino alla fine dove persino la sua vita sentimentale
pagherà il prezzo altissimo del suo coinvolgimento negli intrighi e nelle
piccole cattiverie della cugina.
E tutto quello che avrà fatto nella sua vita, a discapito della propria
felicità si rivelerà alla fine di poco conto ed inconsistente, come la
pioggia prima che cada.

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