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© Urania n°1001 © Sperling © Mondadori
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...il piacere della lettura

LA LUNGA MARCIA di Richard Bachman (Stephen King)
Titolo originale: The Long Walk
© Mondadori, Sperling
Genere: dramma psicologico
A cura di Ema

Al pari dell’uomo in fuga, La Lunga Marcia è uno dei racconti più crudeli del giovane Stephen King.
Non è facile inserirlo in una categoria ben precisa perché nonostante la grande quantità di omicidi è, in tutto e per tutto, un Romanzo psicologico.
1000 chilometri da percorrere a piedi, mantenendo una velocità almeno superiore ai 6 chilometri l’ora, tentando di sopravvivere. 100 ragazzi al via, un solo vincitore… alle spalle del fortunato, 99 cadaveri.
Se si scende sotto il limite di velocità per 3 volte in tre ore si viene fucilati, senza appello.
La Marcia è organizzata da una figura oscura, il cosiddetto “Maggiore”, che mette anche il premio in palio: tutto ciò che si desidera per il resto della propria vita. Ma come si possono percorrere 1000 chilometri senza riposare, senza poter riprendere fiato, sapendo di avere un fucile puntato alla nuca? Eppure ogni anno 100 ragazzi si presentano al via, ragazzi provenienti dalla povertà e dall’emarginazione, dall’abbandono e dalla violenza. Feccia da eliminare, rifiuti da smaltire, perché raramente la Marcia giunge al termine, o forse non vi è mai giunta.
Il pubblico si snoda attraverso le strade battute dai concorrenti per assistere alle fucilazioni, per godersi lo spettacolo della morte.
Stephen King si sofferma per decine di pagine sulle motivazioni e sulla psicologia dei personaggi principali, fornendoci scenari ancora più agghiaccianti del rumore continuo degli spari e delle urla di dolore.
Un Romanzo con una fine confusa, che lascia il lettore libero di interpretarne il significato, o di non dargliene affatto.
Parodia cupa di un’America piena di contraddizioni e con troppi lati oscuri.
Uno dei primi romanzi di King scritti sotto lo pseudonimo di Richard Bachman che non presenta ancora i tratti maturi del Re ma che merita di essere letto, tutto d’un fiato.


Nota
In Italia esce per la prima volta sulla collana Urania nel luglio 1985 (n. 1001).

La Frase
«Avanti, ragazzi! Sempre avanti! Non vorrete mica vivere per sempre?»

 



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