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IL CACCIATORE DI
AQUILONI di Khaled Hosseini
Titolo originale: The Kite Runner
© Piemme, 2004 - pag.394
A cura di Silvia (2007)
«Sono diventato la persona che sono oggi all'età
di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il
momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato
e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. È stato
tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire
il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono
ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me
ne rendo conto. »
"Il Cacciatore di Aquiloni" è uno di quei casi letterari che merita il
successo ricevuto. Non è stato pubblicizzato, ma semplicemente pubblicato,
ed è giunto alla venticinquesima ristampa grazie al tam-tam dei lettori,
commossi e affascinati da questa storia di amicizia, guerra e riscatto.
Siamo negli anni '70 in un Afghanistan dove le parole "pace" e
"libertà" hanno ancora un senso, la bellezza di una donna non è
tabù e in cielo volano gli aquiloni.
Hassan e Amir sono servo e padrone, hazara e pashtun, , sciita e sunnita.
Ma soprattutto sono amici, almeno così sembra.
Crescono insieme e condividono praticamente tutto, forse troppo, perché
Amir non è disposto a dividere l'amore di suo padre con nessuno. È la
gelosia il male da estirpare che tanto prematuramente si insinua nella
mente di un dodicenne insicuro, rendendolo egoista e meschino in modo
quasi subdolo. Ma ogni suo gesto avrà una ritorsione e le sue colpe non
lo abbandoneranno negli anni a venire, costringendolo a convivere col
più martellante dei rimorsi.
Hosseini ha una scrittura semplice e diretta, ma molto evocativa. Non
si dilunga in eccessive descrizione e con brevi frasi riesce a riassumere
l'anima di ogni suo personaggio.
Amir è un perfetto anti eroe, un ragazzino che diventa uomo senza combattere
mai una battaglia, ma delegando sempre qualcuno al suo posto. Solo che
a ogni azione, anche incompiuta c'è una causa e un effetto a cui è impossibile
sottrarsi e il tempo di pagare prima o poi arriva per tutti. Sarà una
telefonata a cambiargli la vita "C'è un modo per ritornare a essere
buoni". Possibile? Probabilmente sì, ma a che prezzo?
Non vi resta che scoprirlo e una volta terminata la lettura del romanzo
(ci metterete poco ve l'assicuro) penserete con malinconia all'Afghanistan
distrutto dall'Armata Rossa prima e dal regime totalitario dei talebani
dopo; ad Hassan, che con i suoi grandi occhi scuri, il viso da bambola
di porcellana e un luminoso sorriso gridava all'amico "Per te qualsiasi
cosa" per poi correre a cacciare gli aquiloni e fargli vincere la
gara; e ad Amir, alla sua storia lunga più di trent'anni in cui lentamente
cresce e matura fino a scoprirsi anche coraggioso. Non lo sapeva. Forse
perché nessuno glielo aveva mai detto.
Uno degli esordi più suggestivi nell'attuale panorama letterario. Consigliatissimo
a chi è a caccia di emozioni...
LA FRASE
" È morto, ucciso da una mina. Un modo molto afghano di morire, non
trovi?"
La Critica
"Un libro indimenticabile, emozionante come pochi"
Isabel Allende.
"L'onda terribile della Storia travolge le vite dei protagonisti in un
romanzo dalla forza straordinaria"
People
"Questo libro ha un solo difetto: lo si divora troppo in fretta"
Amazon.com
Curiosità
- Il libro più venduto del 2006
- La Dreamworks di Steven Spielberg sta preparando un film che uscirà
nelle sale italiane nei primi mesi del 2008.

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