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+ alfonso76
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GANG BANG di Chuck
Palahniuk
© Mondadori, 2008
Genere: narrativa
Pagine: 208
A cura di Anna Maria Pelella
"Gang Bang: performance porno nella quale
una sola donna affronta un certo numero di uomini."
Cassie Wright, famosa attrice porno con una strabiliante carriera alle
spalle, decide di uscire di scena con un record mondiale. Sarà la prima
donna ad affrontare seicento uomini di seguito davanti ad una telecamera.
Quello che i comunicati stampa però non dicono è che Cassie ha deciso
di morire nell'impresa. In primo luogo per evitare il ripetersi dell'esperimento
e per essere la sola detentrice del primato. Ma soprattutto per rendere
ricco un suo figlio mai visto, che concepì all'inizio della carriera e
che allora dovette dare in adozione. La storia, già di per sè piuttosto
particolare, è narrata un prima persona da alcuni presenti alla performance,
e più precisamente il numero 600, il 72 e il 137, che attendono insieme
agli altri di entrare contemporaneamente in scena e nella storia del porno.
Uno dei tre uomini pensa di essere il figlio di Cassie e ha deciso di
salvarla. Mentre un altro è il suo iniziatore, nonchè padre del pargolo
finora mai visto, e il terzo è là perchè la vuole sposare.
Ancora una storia decisamente fuori dal comune, questa nuova opera di
Palahniuk. Partendo dalla storia vera di Annabel Chong che stabilì il
record di 251 rapporti sessuali con 70 uomini in 10 ore, Palahniuk ci
trascina sull'unico set cinematografico che avremmo paura di varcare.
Il racconto è serrato e pieno di dettagli di cui in alcuni casi il lettore
farebbe volentieri a meno, ma terribilmente efficace. La storia del cinema
è piena di icone che per guadagnare l'immortalità erano disposte a tutto.
Ma Cassie è decisamente disposta a morire nell'impresa, affinchè nessuna
possa mai eguagliarla. Facciamo così la conoscenza di personaggi con un
ego di dimensioni mitiche, quasi come gli attrezzi del mestiere che distrattamente
maneggiano mentre aspettano il loro turno, e dalla morale discutibile.
I loro piccoli, sporchi segreti vengono lentamente alla luce, semplicemente
evidenziati dalla lunga permanenza sotto le luci impietose e dal disfarsi
del fondotinta.
Pillole, omosessualità e abbronzature posticce si scambiano di posto sotto
i riflettori, col solo risultato di rendere ancora più squallidi i già
tristi individui, che pare abitino il mondo di quel tipo di cinema che
si riduce a fare chi non ha più niente da perdere.
"Quanti film di froci finiscono per diventare degli snuff movie? Se
hai pazienza, tutti!"
Non è certo la cosa più carina da dire, ma di sicuro una delle meno terribili
che punteggiano il racconto di un universo che per la maggior parte del
tempo resta sommerso, fino a che qualcuno appunto, non passa alla storia.
E di questi tempi per passare alla storia occorre come minimo lasciarci
la pelle. Ma le cose ovviamente non saranno facili, neanche per Cassie
che alla fine vuole solo morire sul campo. Intanto perchè in un libro
di Palahniuk quasi mai si raggiunge il fine dichiarato in partenza. I
suoi finali sono tra i più creativi dell'ultima generazione di scrittori
che ci è toccata in sorte: quelli che dicono la verità preferendo urlare
piuttosto che suggerire.
E le cose che Palahniuk ci urla, in verità già da un bel po' di tempo
ormai, sono cose che nemmeno immaginiamo, almeno fino a che lui non le
scolpisce a forza nella nostra mente semplicemnete intessendone il racconto
col suo celebre cinismo. Alla fine quello che conta non è certo chi avrà
vantaggio dall'impresa, ma chi riuscirà a sopravvivere per raccontarla.
Solo questo. Perchè nel mondo di Palahniuk le cose non solo non vanno
mai come ci si aspetta, ma spesso finiscono per rivoltarsi contro chi
le ha così abilmente organizzate, solo per il gusto maligno del demiurgo
di vedere fallire ancora una volta i piani così minuziosamente intessuti,
da gente ordinaria in un universo straordinario, su cui mai avranno controllo.

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