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+ Stefano Di Marino
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Edizione Nord



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...il piacere della lettura

 

... e nel cielo nuvole come draghi
di Stefano Di Marino
© Ed. Touring Club Italiano, 2006
Pag. 224
A cura di Russell Kane

Non è un compito semplice parlare di questo libro di Stefano Di Marino. Non lo è per due motivi: il primo è che appartiene alla collana Reportage 2000 del Touring Club Italiano, e quindi si tratta di un libro di quelli che in libreria troverete negli scaffali nascosti, probabilmente incastrato tra un paio di "Lonely Planet". Il secondo motivo è figlio del primo: abitualmente non leggo libri di "Turismo", in particolar modo perchè la mia attività di viaggiatore è stata fin'ora piuttosto limitata e non ne ho finora sentito la necessità. Ho letto comunque questo ,spinto dalla curiosità, domandandomi come sarebbe stato seguire in un luogo remoto un autore di romanzi di avventura e non un giornalista. Come si presenta quindi questo libro? è un vero reportage? A me, assolutamente inesperto riguardo ai libri di questo genere, è sembrato un incrocio tra un reportage e una biografia. Partendo dalla visita di Hong Kong, sono tanti e tali gli spunti che Di Marino coglie, così come i riferimenti al suo passato e alla sua formazione di scrittore, che il viaggio diventa quasi un ripercorrere la vita dell'autore, i suoi romanzi e anche le sue passioni nella vita quotidiana. Di Marino parte dalla passione per l'Oriente per raccontarci tutte le altre: il cinema (non solo quello d'azione), il viaggio, il collezionismo, la bella vita, il turismo curioso e desideroso discoprire perle nascoste ai più. Hong Kong quindi viene raccontata in maniera molto sentita e spontanea: ogni elemento del paesaggio scatena una digressione che è in grado di portarci in direzioni sempre diverse. A volte un palazzo richiama un film, a volte una stradina fa scattare il ricordo di una leggenda, quando non della Storia stessa del Porto Fragrante e del suo rapporto con la madrepatria. Nel libro quindi non si parla solo di Hong Kong, che è comunque sempre punto di partenza e di arrivo, ma di mille altri argomenti. Affrontando la storia della colonia, Di Marino ci parla non solo delle triadi, della malavita e del suo cambiamento, dei film che parlano di criminalità, ma ci racconta anche di James Clavell e dei romanzi da lui ambientati proprio ad Hong Kong. Impossibile poi non parlare visto i luogo di cinema di arti marziali: e qui l'autore ne avrebbe da raccontare. Le trattazioni sono ampie quanto il numero di pagine lo permette: Jackie Chan e Bruce Lee (da queste parti icona ed eroe ancora più che da noi) ma non solo, anche personaggi meno noto al pubblico occidentale come King Hu, passando naturalmente per King Hu e Tsui Hark, il libro diventa ad un certo punto quasi un mini dizionario del cinema delle arti marziali. Non è finita: trovano posto anche le leggende di Hong Kong, terra ricca anche di mistero come tutto l'oriente (e ricca di storie come solo le città di mare sanno essere) e alcune escursioni nel mondo della vita notturna e della Hong Kong più "maliziosa" ammirata in film come "Il mondo di Suzie Wong". In definitiva un libro che mi sento di consigliare, perchè va oltre il semplice reportage ma diventa un vero e proprio punto di partenza per fare ricerche in autonomia e approfondire decine di temi che hanno Hong Kong come fulcro. Ai lettori abituali di Di Marino e dei suoi alter ego letterari la lettura risulterà gradita specialmente per alcune rivelazioni sui luoghi che hanno ispirato alcune sequenze de "il Professionista".



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