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Edizione 2003

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...il piacere della lettura

DIO DI ILLUSIONI di Donna Tartt
Titolo originale: the secret history
© Bur 2003 (scritto nel 1992)
Pagine: 535
Genere: narrativa/mistery
A cura di NebulaQueen [2010]

Hampden College, Vermont: un college esclusivo e raffinato al quale è riuscito a farsi ammettere Richard Papen, studente californiano di modesta famiglia. Cinque studenti, esponenti di una gioventù ricca e viziata, che subiscono il fascino della cultura classica ma anche quello della droga, e Julian Morrow, straordinario insegnante di greco, che esercita su di loro una forte seduzione spirituale. Una notte di esaltazione e follia, una vera estasi dionisiaca, un delitto di crudeltà inaudita; compiuto quasi in stato di trance. E da questo momento a violenza segue violenza, in un crescendo angoscioso e inarrestabile...

I miei ritmi di lettura del 2010 fanno veramente pietà dato che questo è appena il secondo libro che riesco a finire. Non credo che sia colpa degli autori che scelgo, anzi, vorrei ringraziare proprio Donna Tartt per avermi fatto tornare la voglia di comprare e di leggere! Chissà che commento salterà fuori dato che, dopo mesi e mesi di inattività, in testa ho solo ruggine e idee accavallate!
La storia è narrata in prima persona dal protagonista che, già nella prefazione, svela i fatti salienti della vicenda. Devo ammettere che all'inizio ero molto prevenuta poichè pensavo che questa scelta avrebbe tolto gran parte della suspance al romanzo e invece mi sbagliavo. Prima di tutto perchè quello che ci dice inizialmente Richard è solo la punta di un iceberg. Inoltre, l'essere a conoscenza di alcuni avvenimenti non ha assolutamente reso il libro noioso o scontato ma, al contrario, mi ha permesso di godere a pieno di quei particolari che normalmente non avrei notato, essendo completamente assorta dal susseguirsi delle azioni. Eh già, mi è capitato con un sacco di libri di perdermi passaggi interessanti per colpa della curiosità lacerante!!
Ma visto che non sono solo le scelte narrative azzeccate e la suspance a determinare un buon romanzo, non posso tralasciare l'ambientazione favolosa di questa storia. Sono praticamente anni che ho un debole per i libri che si svolgono all'interno di un college... li trovo estremamente gotici e pittoreschi perchè involontariamente li associo al castello di Harry Potter, e quindi mi immagino vetrate dipinte, saloni che si slanciano verso il cielo, fantasmi che scorrazzano da tutte le parti. Magari mi sono lasciata prendere un po' troppo dalla fantasia ma la classe di greco e il professor Julian sembrano veramente Hogwarts nascosto agli occhi dei Babbani!! È come se fosse un angolo di mondo a parte, un microuniverso esteta racchiuso all'interno di una realtà banale ed ignorante, composta da ragazzetti annoiati che passano le intere giornate a bere e a strafarsi senza vivere in modo artistico.
Questi due universi in continua contrapposizione, sono mediati dalla presenza di Richard. È un personaggio ambiguo che ha paura a prendere una reale posizione ed è esattamente a cavallo tra i due mondi. Numerose volte si definisce un camaleonte dato che è diventato abilissimo a conformarsi alle persone che frequenta al punto che ormai non ha più la percezione del suo vero io. Per lui la cosa maggiormente importante è l'apparenza e per salvaguardarla è disposto veramente a tutto, anche a rinnegare le convinzioni più intime e profonde, perdendo completamente il contatto con la sua personalità.
Gli altri protagonisti sono descritti così magistralmente che sembrano persone reali... sì, decisamente eccentriche e "malate", ma comunque reali. Tanti piccoli Dorian Gray, ognuno con le sue peculiarità, che nella mia mente hanno sul serio preso vita. Mi sono fatta coinvolgere fino all'osso dai loro stati d'animo e dalla decadenza delle loro azioni.
Angoscia, ansia, pazzia, paranoia... è stato come vivere in un film!
Come prevedevo, si sta rivelando davvero un'impresa titanica la scrittura di questo commento, quindi direi che è arrivata l'ora di concludere... Aggiungo solo la ciliegina sulla torta: lo stile della Tartt può sembrare a tratti un po' ampolloso e ricercato ma non credo che esistano modi di scrivere più adatti di questo, che ho trovato sinceramente perfetto. Non appesantisce assolutamente la storia ma anzi, le dona poesia!
Sicuramente è un libro da rileggere!




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