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Cockeyed di Ryan Knighton

A cura di Silvia  (05/2012)
Voto:


La storia di Ryan mi ha accompagnato per diversi giorni, anzi per diverse serate. Un pezzetto della sua vita prima di addormentarmi. Un episodio dolce amaro per entrare nel suo mondo che poco a poco si faceva sempre più buio. Ryan Knighton infatti ha una malattia degenerativa della retina ed è condannato a diventare cieco.

Il bello di questa biografia - anche se "bello" mi rendo conto che potrebbe sembrare un aggettivo fuori luogo - è scoprire poco a poco come cambi e si evolva la sua quotidianità, come quel suo piccolo mondo apparentemente normale, venga segnato da un destino ineluttabile. Ryan scende a patti con la malattia poco alla volta, anzi, si potrebbe dire che è un episodio drammatico a dargli l'imput decisivo, perchè fingere che vada tutto bene è la sua arma iniziale. Anche quando niente va veramente per il verso giusto.

Però il lettore si affeziona e sorride con Ryan. Un ragazzino che tutti considerano un imbranato perchè sbatte dappertutto, investe colleghi con il muletto o curva con la macchina dentro un'aiuola invece che in strada. Poi arriva la fatidica visita medica, la scoperta, la paura, i sensi di colpa della famiglia per non averlo capito subito, e la sua improvvisa voglia d'indipendenza. Il campo visivo di Ryan è come quello di un cannocchiale il cui diametro si fa sempre più stretto, sfalsando tra l'altro il senso della profondità. Però ci vede, il suo mondo è distorto, ma c'è.  Almeno per ora, perchè la condanna è certa.

E così seguiamo Ryan nella convinvenza con Jane, una ragazza sorda, e devo dire che come accoppiata sono davvero tanto assurda, quanto divertente. Penso che il loro messaggio sulla segreteria telefonica dimostri quanto sappiano prendersi in giro nonostante il loro handicap.

"Salve, risponde la segreteria telefonica di Ryan e Jane. Probabilmente al momento siamo in casa, ma come al solito Jane non ha sentito il telefono e io non riesco a trovarlo. Lasciate un messaggio oppure venite ad aiutarci."

Le memorie di Ryan sono tutte costruite su questa falsa riga, contraddistinte da tanta ironia, una vena tragicomica, momenti di inevitabile smarrimento, e un messaggio finale di grande speranza. Dopo la chiusura della storia con Jane c'è il lavoro in Corea e poi Tracy, la sua luce, la donna che sposerà.

A volte quando leggo un romanzo penso a quali frasi potrei quotare, e mi segno con dei post-it le pagine coi passi più belli. Be' il libro ne è pieno. Ryan mi ha fatto ridere, commuovere, riflettere, e nonostante il romanzo non sia uno di quelli che divori in due sere perchè smani dalla voglia di sapere come finisce - d'altronde lo sai già - credo di essermelo gustato di più in questo modo. Cockeyed va davvero letto poco a poco. È un distillato di vita e un infuso di verità. È un libro onesto che consiglio a tutti; vedere la vita attraverso l'obiettivo di Ryan è un'esperienza da fare, amerete la sua ironia e resterete colpiti dalla profondità della sua anima.

La cecità è una specie di coma alla rovescia. Io mi sveglio ogni giorno con il sorriso di Peter Pan. Mi guardo allo specchio, ma la perona che ricambia il mio sguardo resta giovane e assente, solo un'idea. Il mondo invecchia, ma io non ne vedo i segni. E non vedo neanche i segni del tempo che si scrivono sulla mia faccia. Com'è innaturale vivere una vita senza mai scoprire che faccia avrai alla fine."


Nota:
In America è già uscito anche il seguito, "C'mon Papa" in cui l'autore racconta la sua incredibile esperienza di padre.


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Titolo originale
cockeyed

Casa Editrice 
San Paolo, 2012

Genere
narrativa, biografia

Prezzo €  18,50
Pagine  280