Il primo urlo agghiacciò la notte del plenilunio
di gennaio. A Tarker's Mills comincia così un anno di terrore. Quando
le morti si susseguono ogni mese al plenilunio quello che ciascuno penserà
sarà di essere impazzito, eppure è così, ogni notte di luna piena porta
con se una morte...
Prima di qualsiasi cosa questo è un calendario. Ebbene si, come raccontato
nella prefazione dallo stesso autore, sotto l'effetto di una sbronza King
si è lasciato convincere a scrivere una storia per un calendario, motivo
per cui il racconto si dipana nel corso di un anno, con accadimenti a
scansione mensile ed è arricchito dalle illustrazioni di Berni Wrightson.
Ogni mese il paesino di Taker's Mills perde uno dei suoi abitanti, e i
restanti si fanno a mano a mano più cauti nell'uscire di sera. Ogni mese
ci si chiede chi sarà il prossimo e si fanno illazioni sulla natura del
lupo che infesta il villaggio. Nel frattempo Marty che è sfuggito ad un'aggressione
nel mese di luglio e si è salvato solo grazie ai fuochi d'artificio che
suo zio gli aveva portato nascondendoli alla madre, ha un'intuizione.
Anzi ha un sospetto che col tempo si consolida in una certezza, egli sa
chi è la Bestia che si aggira di notte a Taker's Mills, sa anche che è
suo dovere liberare il paese dalla presenza malvagia la quale, a sua volta
sa di essere nel mirino, dal momento che Marty gli scrive di tanto in
tanto. Dapprima solo laconici messaggi in cui lo invita ad uccidersi,
poi gli ultimi due li firma addirittura col suo nome, e la mancata convocazione
dei suoi genitori per chiarire le illazioni di cui lui fa oggetto una
delle figure più eminenti del paese gli darà la conferma che cercava.
Non è certo la tensione a mancare in questo lavoro del Re, e se in alcuni
casi le sue storie dovevano qualcosa qua e là ad altri autori, è sempre
la capacità di rendere vivi i suoi personaggi ad avere la meglio e spiccare
sopra ogni cosa. King è in primo luogo un narratore dotato, e poi anche
un omaggiatore di tutto rispetto, le sue storie hanno sempre il dono della
permanenza oltre la fine della lettura, e se come spesso è accaduto che
da un suo libro venisse tratto un film, questo non fa che accrescere il
potere di coinvolgimento di cui i suoi personaggi sono dotati.
In questo caso il film non è sopravvissuto certamente all'opera da cui
è tratto, che seppur fuori catalogo rimane ancora oggi uno dei titoli
maggiormente richiesti dai fans del famosissimo scrittore.
La storia è un omaggio all'archetipo del Licantropo, il tutto è denominato
Ciclo del Lupo Mannaro e si svolge in maniera canonica, ma i personaggi
sono di quelli che bucano la pagina e si siedono con noi sulla poltrona,
Marty come lo zio e tutti i comprimari, giù fino allo sfortunato licantropo
sono avvincenti e ben caratterizzati, come King ci ha abituati ad aspettarci
da lui.
Lo scandire delle lune ci prende via via la mano e con una certa apprensione
ci scopriamo ad aspettare la prossima aggressione, che avverrà senz'altro
ai danni di un personaggio di cui King ci avrà prima raccontato tutto,
rendendolo quasi familiare e della cui dipartita in alcuni casi un pò
ci dispiacerà.
E se sul licantropo non c'era più niente da dire già prima di questo libro,
è certo che a tutt'oggi nessuno ha aggiunto grossi tasselli ad un archetipo
così abbondantemente sfruttato e definitivamente saturato dall'opera di
uno dei più grandi affabulatori della letteratura contemporanea.
FILM
U.S.A. 1985
Durata: 1h e 35'
Regia: Daniel Attias
Fotografia: Armando Nannuzzi
Montaggio: Daniel loewenthal Kohout
Musiche: Jay Chattaway
Cast
Gary Busey (All, lo zio di Marty)
Everett McGill (Reverendo Lowe)
Corey Haim (Marty Coslaw)
Megan Follows (Jane Coslaw)
Leon Russom (Bob Coslaw)
Robin Groves (Nan Coslaw)
Heather Simmons (Tammy Sturmeuller)