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L'ORA DEL LUPO di Robert R. McCammon
Titolo originale: Wolf's Hour
© Gargoyle, 2006 - pag. 619
A cura di Alan Wolf
“In guerra è ammesso l’utilizzo di qualsiasi arma…”
Seconda Guerra Mondiale, campagna d’Africa.
L’avanzata di Rommel e delle sue Afrika Korps sembra inarrestabile. Le
truppe britanniche arretrano dinanzi a loro con l’ultima bandiera estrema
da difendere con i denti, la posizione strategica sul Nilo.
Un’impresa disperata, senza speranza… ma non per uno che può trasformare
i propri denti in zanne affilate come rasoi, e il proprio corpo in quello
di un enorme lupo nero dagli scintillanti occhi verdi: il maggiore Michael
Gallatin, agente dei servizi segreti inglesi, lupo mannaro.
Non tutto andrà però per il verso giusto, e Michael perderà in quella
missione ben più della già scarsa umanità dovuta alla sua particolare
natura...
Ritiratosi dalla guerra, lontano da tutto e da tutti, nella sua dimora
sperduta tra le selvagge colline del Galles del Nord, osserverà il susseguirsi
degli eventi della tragica guerra con un unico pensiero in testa: prima
o poi qualcuno tornerà a chiedere il suo aiuto, e lui non potrà rifiutare.
Soprattutto quando alle sensibili narici gli giungerà l’agrodolce sentore
della vendetta… Così sarà.
Gli Alleati stanno organizzando la grande invasione, e mentre il D-Day
si avvicina inesorabile, poche e frammentarie voci arrivano dalla Resistenza
francese e dagli infiltrati in Europa riguardo ad un piano nazista capace
di arrestarli. Nome in codice: Pugno di Ferro.
Serve un uomo dalle straordinarie capacità che si lanci nel cuore del
territorio nemico, prenda contatto con la Resistenza e fornisca i dati
necessari per evitare il fallimento dello sbarco che potrebbe salvare
l’Europa dall’egida nazista.
E quell’uomo avvezzo alle missioni impossibili è soltanto uno, lui.
Da Parigi a Berlino, dai campi di concentramento tedeschi alla lontana
Norvegia, Michael Gallatin e il suo gruppo di bizzarri compagni vivranno
una lunga serie di avventure/disavventure da cardiopalma, e quando l’uomo
non basterà a risolvere le intricate situazioni in cui si troveranno…
sarà l’Ora del Lupo.
Un ottimo romanzo che vaga tra la spy-story bellica e l’horror con una
sana punta di erotismo.
Di questo preciso periodo storico si è già scritto molto, ma McCammon
ha avuto l’abilità necessaria per non impegolarsi in una puntigliosa ricostruzione
storica (dove perderebbe qualcosa nei confronti del Follett di turno,
per intenderci) o in una trama troppo impegnativa, preferendo esaltare
la figura e le azioni del suo straordinario protagonista e di tutta una
serie di alleati e nemici tanto particolareggiati da sembrare usciti da
un fumetto.
Michael Gallatin riprende e stravolge le icone classiche dell’eroe e del
lupo mannaro. Duro come un chiodo, affascinante e appassionato amante
come il miglior James Bond e con quella vena di tristezza perenne per
la sua doppia natura uomo-animale.
Sa di non essere completamente né l’uno né l’altro, cercando di trovare
anche una collocazione a livello di quadro divino.
A titolo d’esempio è esemplare il passaggio in cui inorridisce dinanzi
alle barbarie dei campi di concentramento e pensa: “Ho capito finalmente
cos’è il lupo mannaro davanti agli occhi di Dio… il suo vendicatore in
terra.”
Di ottima fattura anche le descrizioni delle scene d’azione, tutte molto
adrenaliniche, serrate e decisamente sanguinose. E interessanti - anche
se alla lunga potrebbero sembrare un po’ prolissi - i continui flash-back
nel passato del giovane Gallatin, nella madrepatria Russia, dove scopriremo
la genesi e lo sviluppo della sua “mutazione”.
"L’Ora del Lupo" è un romanzo senza dubbio coinvolgente, adatto
a diversi tipi di palati tranne che, probabilmente, ai puristi del romanzo
storico-bellico.
Ma forse non c’era neanche il bisogno di dirlo.
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