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LA STORIA DI LISEY di Stephen King
© Sperling & Kupfer, 2006 - pag. 619
A cura di Ema
Trama: Lisey è la vedova di Scott, scrittore famoso e
vincitore di numerosi premi letterari. Dopo la morte del marito decide
di mettere ordine tra le sue carte e di andare a scoprire Boo’Ya Moon,
il posto segreto e inquietante dove Scott si recava per trovare ispirazione
e combattere contro i suoi demoni. Un luogo che allo stesso tempo lo terrificava
e lo ricaricava. Ora è Lisey a dover fronteggiare i demoni di Boo’Ya Moon.
Sono troppo legato a Stephen King per decidere di
perdermi un suo nuovo Romanzo, e sarà sempre così.
Ciò non toglie che devo comunque essere critico, anche nei confronti del
mio autore contemporaneo preferito.
"La Storia di Lisey" è un pallido e triste tentativo del Re di tornare
ai suoi tempi d'oro, agli anni di It, Shining, La Zona Morta ecc…
In questo mediocre (per non dire peggio) romanzo King plagia se stesso
come non mai, riempiendo centinaia di pagine con una sorta di pastone
tritato di suoi vecchi successi come Rose Madder, Mucchio d'ossa, la Metà
oscura.
Il risultato è una storia che sa di "deja vù" e un pugno di personaggi
sbiaditi e patetici legati ad un defunto con un infanzia drammatica.
Le prime 150 pagine sono a dir poco imbarazzanti, il lettore si trova
davanti una sorta di puzzle composto da parole infantili (caro Steve…
ma insomma!!! Forcuto, bool, capperata!!!) miste a reminescenze sconnesse
e a descrizioni alla valeriana.
Dopo questo inizio atroce, la storia inizia a delinearsi, senza mai decollare
del tutto, rimanendo confinata tra le mura della casa di Lisey e l'universo
parallelo del defunto marito scrittore.
Il finale è scontato e banale… ad essere sincero ho saltato alcuni periodi
per arrivarci in fretta e mandare agli archivi questo libro.
Non voglio infierire ancora sul mio amato King… ma se con "Cell" ho fatto
finta di niente (l'ho perdonato soprattutto per l'attacco diretto ai malati
del cellulare) e ho tralasciato il fatto che fosse una brutta copia dell'Ombra
dello Scorpione, questa volta non posso fare a meno di descrivere questa
sua ultima uscita come un vero e proprio polpettone indigesto.
Ti prego Steve… l'incidente è ormai solo un brutto ricordo...... riprenditi!
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