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AL CREPUSCOLO di Stephen King
Titolo originale: Just After Sunset
Pagine: 527
© Sperling & Kupfer, 2007
A cura di Anna Maria Pelella
Willa non è quello che pensa, e neanche David, per la verità.
Poi c'è Harvey che ha degli strani incubi, e sua moglie non lo sopporta
più. Ma ci sono anche degli oggetti che ritornano da dove nessuno è mai
tornato, o che aprono porte di comunicazione con mondi di cui non sospettiamo
l'esistenza, almeno fino a che un dottore non ci fa vedere nel dettaglio
come potremmo immaginare il funzionamento del nostro corpo. Poi c'è uno
psicanalista che si uccide, contagiato dalla follia di un suo paziente.
Un ossessivo-compulsivo con un'enorme peso sulle spalle. O forse non è
lui ad essere pazzo, chissà. Un uomo la cui moglie, alla bella età di
cinquantaquattro anni, gli confessa un tradimento, e non solo quello.
Uno scrittore in un bagno pubblico sulla strada che lo porta a casa, che
farà un'incontro fuori programma. Un gatto infernale, una telefonata da
dove nessuno mai telefona e un pomeriggio di festa per un diploma che
non dimenticheremo. Un donna legata alla sedia di cucina del suo vicino,
per il solo fatto di aver dato una sbirciata al bagagliaio della sua auto...e
altro ancora.
King è tornato al racconto.
La dimensione che meglio si accorda al suo straordinario talento. Le brevi
storie che compongono quest'antologia sono tutte un fugace assaggio di
infiniti mondi su cui vorremo sapere di più. Piccoli romanzi in nuce,
che nascondono universi ricchi di fantasia e personaggi vivissimi. Il
Re sa perfettamente come avvincere il suo Fedele Lettore, e anche questa
volta ci riesce in pieno. Ciascuna delle storie contenute in questa antologia
ha un piccolo colpo di genio nascosto. Alcuni saranno immediatamente visibili
al lettore, ma altri verranno fuori dopo che il libro sarà stato riposto,
e noi avremo spento la luce.
Il racconto in sè è solo l'inizio altro, e alla fine quello che conta
davvero, è il modo in cui è scritto. King racconta cose da molti anni,
ma il segreto del suo successo è nel magico modo con cui lo fa. Una maniera
che induce il lettore a visualizzare i personaggi, a vedere da vicino
le situazioni in cui si trova e, alla fine a capire. Incredibilmente,
da un certo momento in poi, non importerà più se quello che succede possa
o no essere ascritto al mondo della fantasia, perchè noi lo vedremo accadere
sotto i nostri stessi occhi, occhi che da quel momento avranno qualche
piccolo problema a chiudersi, la sera, quando tutto è già accaduto e noi
sappiamo anche come è finito.
E se molti sono i suoi imitatori, il solo e unico Re riesce sempre a creare
una strana alchimia, sconosciuta anche ai più bravi tra i suoi omaggiatori,
che indurrà il lettore a desiderare di saperne di più. E il regalo più
grosso che King fa al suo lettore è appunto questo: i suoi personaggi
sono talmente vivi che sarà più facile continuare a pensare a loro, piuttosto
che riporli insieme al libro e dimenticarli così.
Nell'introduzione King, come ormai ci ha abituati da tempo, ci racconta
qualcosa di se. E le cose che dice ce lo rendono più vicino, e terribilmente
umano. Mentre le note a fine libro ci dicono qualcosa di più sui racconti.
Ma attenzione: si tratta di Note dal Crepuscolo, e quello è un luogo difficile
da lasciare. Anche per chi ci si è trasferito volontariamente.
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