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Vita di Tara di Graham Joyce

A cura di Silvia  (12/2014)
Voto: 


Vita di Tara è un romanzo che ha fascino. Sì, fascino direi che è la parola giusta, e non è una cosa da sottovalutare, perché molti autori hanno grandi idee e poi si perdono quando è il momento di esporle. Al contrario Graham Joyce ha studiato una trama fondamentalmente semplice, ma l'ha arricchita di dettagli e particolari che l'hanno resa magica e piena di suggestione. Peccato ci sia un difetto che a mio gusto ha tolto profondità al romanzo, ma procediamo con ordine.

Tara, il giorno di Natale, bussa alla porta della sua famiglia che ormai la credeva morta da quasi vent'anni e porta involontariamente scompiglio nelle vite di quelle persone la cui esistenza era drasticamente cambiata dal giorno in cui lei era scomparsa in circostanze misteriose e inspiegabili.
I genitori di Tara gioiscono per la figlia ritrovata, non importa cosa le sia successo, purché adesso sia con loro, sana e salva; il fratello Peter al contrario è combattuto tra l'amore per la sorella e la rabbia accumulata in tanti anni di silenzio. E poi c'è l'ex fidanzato di Tara, Richie, finito a suo tempo sotto la lente della polizia, accusato di violenza carnale, omicidio, ma poi rilasciato per mancanza di prove.
Tante vita distrutte mentre Tara era vicina e al contempo lontana, prigioniera di un mondo in cui era scivolata in modo non del tutto involontario. Tara ha trascorso sei mesi in una dimensione parallela, sei mesi che per la vita terrena corrispondono quasi a due decenni. Non è invecchiata, è sempre la stessa, ha solo l'aria più stanca e si porta addosso il peso di una colpa che non potrà mai espiare, perché nessuno le crederà mai.

In un alternarsi di capitoli che scrutano passato e presente in modo tale da ricostruire il prima e il dopo, il lettore si fa strada lentamente e con curiosità nella vita di una ragazza enigmatica, sibillina, spesso incomprensibile, ed è questo che ha penalizzato in parte il romanzo.
Faccio una piccola premessa. In generale amo come scrivono le donne non per solidarietà femminile, ma perché molto spesso dimostrano più empatia verso i loro personaggi. Nelle parole di un'autrice solitamente c'è amore. Gli uomini a volte sono distaccati, raccontano le loro storie mantenendosi freddi e oggettivi, ed è quello che fa Graham Joyce quando ha a che fare con Tara. Nonostante l'affascinante atmosfera, in bilico tra l'incubo e il sogno, il cuore della protagonista ha un battito regolare. Non accelera. Non rallenta. Ed è quello che invece avrei voluto, perché solo così anche il mio sarebbe stato vittima di una qualche aritmia.

Eppure il romanzo mi è piaciuto. 

Eppure so che poteva piacermi ancora di più.

Vita di Tara è uno di quei libri che nasconde sotto una superficie apparentemente liscia uno strato di polvere difficile da ripulire, perché lo sporco non si vede, è truccato, camuffato, reso invisibile da questo alone magico che permea le pagine. È una favola, ma potrebbe essere anche la realtà, l'autore nel finale carica parole e dialoghi di amarezza, lasciando il lettore con un nodo nello stomaco e uno strano sapore sulle labbra. Ed è proprio per questo che lo consiglio. Graham Joyce ha forgiato un romanzo insolito, difficile da catalogare in un genere preciso proprio perché ne racchiude di differenti, ma ha carattere, sa come sedurre e soprattutto sa quando è il momento di far finire l'incantesimo.


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Titolo originale
some kind of fairy tale

Casa Editrice 
Gargoyle, 2014

Traduzione
B. Tavani

Genere
fantasy, fantastico, narrativa

Pagine 362
Prezzo € 18,00