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commento
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IL SIGNORE DELLE MOSCHE di William Golding
© Mondadori
A cura di Pantufla
Ho scoperto questo romanzo al Liceo, nelle simpatiche
e "didattiche" lezioni della mia professoressa di inglese; l'ho riletto
con passione negli anni dell'Università ed ora me lo sono ritrovato davanti,
con mia grande sorpresa, nelle continue citazioni che ne fa Stephen King
in "Cuori in Atlantide",
l'ultima mia avventura letteraria.
La trama vede protagonisti un gruppo di bambini precipitati su un isola
deserta a causa di un incidente aereo; soli e privati di un qualsiasi
riferimento adulto, i superstiti riescono inizialmente ad organizzare
un abbozzo di società, con regole, capi, distribuzione di compiti, ecc.
Ma ben presto all'organizzazione e all'armonia subentrano le inimicizie,
le ingiustizie e le violenze, sotto la minaccia del "Signore delle mosche":
la metafora dell'ignoto, ma anche dell'istinto primordiale per la sopraffazione
che Golding vede nascosto in ogni uomo, anche nell'animo innocente dei
bambini.
Una sorta di "fiaba al rovescio", che dal dramma iniziale ci porta a scoprire
un bagliore di luce ma che precipita infine nel pessimismo totale. "Che
cosa avete fatto? Una specie di guerra?", chiede un ufficiale di marina
approdato sull'isola dopo aver visto in lontananza il fumo dell'incendio
che la sta devastando. Sì, la guerra: quella stessa che l'Autore ha vissuto
e visto concludersi tra il dolore e la distruzione; la stessa guerra che
Gli ha tolto ogni speranza nell'umanità e nella pace.
Rimane solo il pianto amaro e doloroso con cui alla fine i bambini sfogheranno
la loro presa di coscienza che su quell'isola hanno visto "la fine dell'innocenza,
la durezza del cuore umano" e la morte dei loro più cari amici.
Una briciola di Speranza, forse, a chiosare questo bel romanzo che merita
davvero di essere letto.
FILM
Regia: Harry Hook
Attori: Chris Furrh, Balthazar Getty
Anno produzione: 1990
Genere: Fantastico
Durata: 87min.
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