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commento
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IL GRANDE GATSBY di Francis Scott Fitzgerald
Scritto nel 1925
Genere: drammatico
A cura di Ema
Lasciando da parte il motivo principale che mi
spinse qualche anno fa a leggere questo famoso romanzo contemporaneo,
devo ammettere che ne sono stato fortemente colpito.
La storia è ambientata nei “ruggenti” anni ’20 americani, tra dame e cavalieri
dell’alta società newyorkese della quale fece parte lo stesso Fitzgerald.
L’io narrante è rappresentato dal giovane Nick Carraway, giunto nella
Grande Mela dal provinciale West e vicino di casa del ricchissimo Gatsby.
L’autore introduce fisicamente il personaggio che da il titolo al romanzo
dopo parecchie pagine e solo da quel momento la trama inizia veramente
a farsi intrigante. Circondato da bellissime dame e da eleganti uomini
d’affari, J. Gatsby potrebbe apparire come un moderno anfitrione, se non
fosse per la particolare abitudine di non partecipare ad alcuna festa
che lui stesso organizza. Nonostante la differenza sociale, Gatsby inizia
ad intrattenere una forte amicizia con il vicino di casa Nick, svelandogli
ben presto la sua reale intenzione. Follemente innamorato di Daisy, cugina
di Nick, Gatsby vorrebbe che quest’ultimo la invitasse per un tè in modo
da poterla finalmente rivedere. L’amore di Gatsby per Daisy risale a otto
anni prima, quando l’uomo era un giovane ufficiale in partenza per i campi
di battaglia europei e Daisy una sciocca ragazza di buona famiglia in
cerca di marito. Nonostante la promessa di aspettare la fine della guerra,
la donna si rifugia immediatamente tra le braccia di un arido riccone,
in modo da assicurarsi agi e sicurezza sociale. Al rientro dall’Europa,
Gatsby capisce di aver perduto la sua amata e inizia una forsennata arrampicata
sociale con mezzi più o meno leciti, per approdare infine nella baia newyorkese
padrone di una stupefacente tenuta. Deciso come non mai a riprendersi
Daisy, Gatsby inizia un gioco pericoloso che coinvolge non solo la famiglia
della donna, ma anche lo sfortunato Nick. La conclusione della storia
è tragica, crudele. In questa torbida miscela di bugie, inganni, gelosia
e ipocrisia, Gatsby accecato dall’Amore non si rende conto che l’ambiente
tanto caro alla sua amata non è che una facciata splendente nel cui retro
si celano i sentimenti più vili e perversi, abilmente mascherati.
Il malinconico romanticismo di questo personaggio è abilmente descritto
da Fitzgerald e colpisce al cuore non solo il lettore particolarmente
sensibile, ma anche chi è abituato a vivere in modo più pragmatico. I
sentimenti che albergano in quell’uomo elegante non assumono mai la forma
di lacrimevoli ovvietà, ma inseriti nel contesto in cui essi si manifestano
si trasformano in perle invidiabili, degne del più assoluto rispetto.
Il Grande Gatsby è fatalmente schiavo del passato, ma a differenza delle
persone che lo circondano ha una capacità unica e straordinaria di amare.
Daisy dall’altra parte è il vero personaggio negativo della storia, più
ancora dell’infame e subdolo marito. Incantata dai modi gentili e premurosi
di Gatsby e dal sentimento che la legava a lui in passato, la donna ne
diventa l’amante, sottolineando alla perfezione le nefandezze dell’alta
società, che legittimava le scappatelle, ma mai avrebbe tollerato “uno
scandalo”. Il coraggio di rischiare, di cambiare tutto per i sentimenti
provati in passato non paiono sufficientemente convenienti a Daisy che
preferisce recitare il proprio ruolo accanto il marito che non ama, e
premurarsi che sua figlia diventi una “bella ragazza stupida”, in modo
da giungere facilmente al successo come lei.
Nemmeno l’omicidio (seppur colposo) riesce a macchiarle la coscienza,
gettata via insieme alla dignità troppo tempo prima.
Un Romanzo da leggere e su cui meditare… troverete alcune strane somiglianze
con la società odierna.
Il
Grande Gatsby
Film muto del 1926
Il Grande Gatsby
Usa 1949 - b/n
Durata: 1 h e 31'
Regia: Elliott Nugent
Cast: Alan Ladd, Betty Field, Macdonald Carey, Barry Sullivan
Il Grande Gatsby
Usa 1974 - col.
Durata: 2 h e 24'
Regia: Jack Clayton
Cast: Robert Redford, Mia Farrow, Sam Waterston, Bruce Dern
Oscar per i costumi e la Colonna Sonora
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