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Marea di Douglas Preston & Lincoln Child
A cura di Silvia  (2010)

Quale migliore storia di avventura non parla di pirati e tesori inespugnabili? Direi nessuna. Se poi abbiamo a che fare con due autori che mescolano azione e suspense a un ritmo incalzante e ad ambientazioni opprimenti e claustrofobicche, ecco che avete la precisa idea di cosa possa essere "Marea". Ma facciamo subito qualche passo indietro nel tempo per entrare nel vivo del romanzo.
Narra la Storia, che il pirata Red Ned avesse nascosto il suo tesoro su un'isola al largo delle coste del Maine, nel fondo di un pozzo (il Water Pit) oggi creduto maledetto in quanto nessuno ne è mai uscito vivo.
E' il 1970 quando Malin e Johnny, due fratelli di circa 10 e 12 anni vanno sull'isola, ora proprietà della loro famiglia, quasi per gioco, forti della loro incoscienza e convinti di poter arrivare dove ricercatori e uomini armati di teconologia hanno fallito, ma Johnny resterà vittima di una delle micidiali trappole del Water Pit e di lui non resterà che un'enorme chiazza di sangue sul terreno.
Anni dopo Malin, diventato un ricercatore biologico di grande prestigio, riceve l'inaspettata visita del Capitano Neidelman, che a capo di una grossa fondazione, vorrebbe ottenere l'accesso all'isola e riuscire finalmente a mettere le mani sul tesoro. Neidelman è un uomo ossessionato e ambizioso, animato da desideri così prepotenti ed egoisitici che gli annientano quansiasi scelta razionale e saggia. Per lui non esistono limiti che l'uomo non possa superare, non ci sono misteri che non possono essere svelati e la Natura, anche quella più avversa, può essere domata. Non importa quindi che Ragged Island sia sempre avvolta da una fitta nebbia, che le maree cambino con repentina velocità e che il pozzo abbia portato finora solo macabri risultati. Neidelman è convinto di poter mettere le mani sul tesoro. Malin non accetta di collaborare perchè attratto dalla ricca ricompensa, ma per un senso di dovere nei confronti del fratello; vuole solo sapere cosa gli è successo e curare quella ferita che ancora gli brucia nel petto e che ha mandato in pezzi la sua famiglia. Ritorna così sull'isola della sua infanzia e tra nuove conoscenze, vecchie fiamme che si riaccendono, morti imprrovvise e strane epidemie scoprirà quale terribile e mortale segreto si nasconde nelle profondità del Water Pit. 

Che dire? E' il primo romanzo d'avventura (tinta di horror) che recensisco e non so se esserne all'altezza in quanto mi manca l'esperienza in questo genere letterario. Solitamente, e aggiungo superficialmente, l'azione preferisco vederla in un film piuttosto che immaginarla tra le pagine di un romanzo, ma questo libro sa coinvolgere proprio come una sceneggiatura! Non mi hanno scoraggiata nemmeno le numerose nozioni tecnologiche, l'antropologia, la criptologia, perchè tutto è trattato in maniera sufficientemente chiara per non estraneare il lettore dalla storia.
D'altronde Douglas Preston prima che scrittore era un ricercatore, ed è naturale che imbastisca il romanzo di numerse nozioni che lo rendono ancor più veritiero. L'idea per Marea gli è venuta pensando alla misteriosa Oak Island un'isola della Nuova Scozia, che come Ragged Island, sembra nasconda un tesoro in qualche formazione geologica sotteranea, ma che due secoli di ricerca non hanno portato alla luce.
Marea è un romanzo che mi sento di consigliare, è veloce, convincente, con ottimi protagonisti e un mistero che ha dell'incredibile. Di contro penso possa deludere chi proprio non sopporta pagine con troppe citazioni tecniche e spiegazioni scientifiche, ma sono niente in confronto all'epilogo mozzafiato!

 
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Titolo originale

Riptide

Casa Editrice 
1° ed. Sonzogno 1998

Genere
avventura, horror

Pagine 548 

Prezzo: € 14,90